{"id":772,"date":"2014-06-04T16:26:05","date_gmt":"2014-06-04T14:26:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=772"},"modified":"2022-06-04T22:19:47","modified_gmt":"2022-06-04T20:19:47","slug":"nel-mirino-degli-asteroidi-giulia-alemanno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=772","title":{"rendered":"Nel mirino degli asteroidi &#8211; Giulia Alemanno"},"content":{"rendered":"\n\n\n\n\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Nello scenario apocalittico di Armageddon un asteroide sta per schiantarsi sulla Terra e l\u2019intero globo deve cercare di correre ai ripari. Ci chiediamo: \u00e8 veramente possibile un evento di questo tipo? Pu\u00f2 il cielo cadere sulle nostre teste? E cosa sono questi asteroidi? Gli asteroidi sono corpi minori del Sistema Solare formatisi al momento della formazione dei pianeti. Si tratta di oggetti di ridotte dimensioni e bassa luminosit\u00e0. Questo spiega perch\u00e9 non furono scoperti prima del 1801. Nell\u2019antichit\u00e0, in seguito alla scoperta dei primi pianeti, si osserv\u00f2 sperimentalmente che le loro distanze aumentano in maniera regolare man mano che ci si allontana dal Sole. Venne cos\u00ec elaborata una legge matematica a carattere empirico per spiegare questa osservazione, nota come legge di Titius-Bode. Considerando come unit\u00e0 di misura la distanza Terra-Sole, pari a un\u2019unit\u00e0 astronomica UA, le distanze degli altri pianeti dal Sole possono essere determinate in maniera approssimativa attraverso la seguente relazione empirica:<\/p>\n<p class=\"style7\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Image1.gif\" width=\"142\" height=\"19\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">I valori ottenuti sono riportati nella seguente tabella. <\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p><b><i>n<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p><b><i>Distanza di Titius-Bode (UA)<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p><b><i>Distanza osservata (UA)<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p><b><i>Pianeta<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p>&#8211; <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/clip_image002.gif\" width=\"19\" height=\"15\" \/><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">0.4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">0.39<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mercurio<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">0.7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">0.72<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Venere<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Terra<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">1.6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">1.52<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Marte<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"style6\">\n<td class=\"style5\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\"><strong>3<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td class=\"style5\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\"><strong>2.8<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td class=\"style5\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">?<\/p>\n<\/td>\n<td class=\"style6\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\"><span class=\"style5\"><strong>?<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">5.2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">5.2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Giove<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">10<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">9.54<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Saturno<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">19.2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">19.6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Urano<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0La legge di Titius-Bode indicava la presenza di un corpo alla distanza di circa 2.8 UA. Nel 1801 Giuseppe Piazzi scopr\u00ec Cerere, il primo di tutta una lunga serie di asteroidi. La maggior parte di essi occupa la cosiddetta fascia principale, \u201cMain Belt\u201d situata tra Marte e Giove ad una distanza dal Sole compresa tra 2.2 e 3.3 UA. Essa contiene, secondo recenti analisi, un milione di oggetti il cui diametro \u00e8 maggiore o uguale ad 1 km. All\u2019interno della fascia principale gli asteroidi sono distribuiti in modo non omogeno e il loro moto \u00e8 caotico a causa delle forti perturbazioni gravitazionali prodotte in primis da Giove e poi anche dagli altri pianeti del Sistema Solare. In particolare, il caos viene generato da fenomeni di risonanza. Si osservano delle regioni dette lacune di Kirkwood a valori del semiasse maggiore che non corrispondono al semiasse orbitale di alcun asteroide visibile.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style2 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Petr-Sheirich-2005-our-solar-system-in-motion.gif\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" \/> Queste lacune coincidono con orbite fortemente caotiche situate in corrispondenza di valori del semiasse maggiore orbitale che portano ad una ripetizione delle posizioni relative di Sole, Giove e dell\u2019asteroide. Ad esempio, una lacuna di Kirkwood \u00e8 situata in corrispondenza di orbite caratterizzate da un periodo di rivoluzione pari ad 1\/3 di quello gioviano. Questa lacuna si trova ad una distanza di 2.5 UA e in essa un eventuale asteroide, ogni tre rivoluzioni, si troverebbe nella stessa posizione di Giove. Questo d\u00e0 luogo ad una risonanza di moto medio che produce un aumento della forza di Giove. Il povero asteroide che si trova a passare da questa regione viene espulso e immesso in un orbita differente tipicamente caratterizzata da un periodo minore e quindi pi\u00f9 vicina a noi. Esistono poi due gruppi di asteroidi che si muovono in sincronia con Giove, lungo la sua stessa orbita. Questi asteroidi sono chiamati Troiani, una parte di essi precede Giove mentre l\u2019altra lo segue.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Ad una distanza minore dal Sole, pari circa a 1.9 UA vi \u00e8 un gruppo di oggetti noti come \u201cHungaria\u201d e ad una distanza maggiore vi sono poi gli oggetti di tipo \u201cHilda\u201d e \u201cThule\u201d. La caratteristica interessante \u00e8 che questi ammassi si trovano in corrispondenza delle risonanze 2\/3 e 3\/4 che in questo caso non determinano l\u2019espulsione degli asteroidi, quindi non corrispondono a lacune di Kirkwood. Il comportamento di una risonanza viene, infatti, determinato non solo dalla forza di attrazione gravitazionale di Giove ma anche da perturbazioni dovute agli altri pianeti del Sistema Solare e al Sole stesso. E\u2019 stato dimostrato che quando le altre forze perturbative riducono l\u2019energia meccanica dell\u2019asteroide viene prodotta la lacuna. In caso contrario si ha una grande concentrazione di corpi nella regione della risonanza e le regioni vicine vengono svuotate. A complicare ulteriormente la situazione si aggiungono per\u00f2 altri tipi di risonanze come le risonanze secolari dovute al fatto che con il passare del tempo le orbite dei pianeti e degli asteroidi si modificano. Una risonanza secolare si verifica quando il perielio di Giove coincide con quello di un asteroide. Tutto ci\u00f2 contribuisce a rendere ancora pi\u00f9 imprevedibile il moto di un asteroide. Un\u2019importante categoria \u00e8 poi quella dei NEO, Near-Earth Objects, ovvero asteroidi che orbitano molto vicino alla nostra amata Terra. Questi ultimi sono raggruppati in 3 popolazioni note come \u201cAten\u201d, \u201cApollo\u201d e \u201cAmor\u201d che si differenziano in base a parametri orbitali.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style2 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/neo.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"305\" \/>Come possiamo notare in figura, gli Atens nel loro cammino attorno al Sole, incrociano l\u2019orbita terrestre. Hanno un semiasse maggiore orbitale inferiore a 1 UA, quindi per la maggior parte del tempo si trovano all\u2019interno dell\u2019orbita terrestre. Gli asteroidi della popolazione Apollo, al contrario, trascorrono pi\u00f9 tempo al di fuori dell\u2019orbita terrestre ma quando si avvicinano al perielio incrociano anch\u2019essi l\u2019orbita terrestre per passare al suo interno. Gli Amor, invece, non intercettano mai l\u2019orbita terrestre durante il loro cammino. Essi, infatti, al perielio vengono a trovarsi ad una distanza dal Sole compresa tra 1.017 e 1.3 UA, maggiore pertanto della distanza Terra-Sole, ma non per questo sono meno pericolosi. Tutti questi oggetti evolvono in maniera caotica quindi la loro differenziazione in gruppi pu\u00f2 essere meno netta. In base ad analisi spettrali la popolazione asteroidale \u00e8 stata suddivisa in differenti classi tassonomiche di cui ricordiamo le pi\u00f9 numerose che sono le classi S, C, P, D ed M. Gli asteroidi appartenenti alla classe S rivelano la presenza di silicati e presentano un\u2019albedo di gran lunga maggiore rispetto agli asteroidi di classe C.\u00a0 inoltre, hanno semiassi maggiori con valori compresi tra 2 e 2.5 UA dal Sole, mentre gli asteroidi della classe C raggiungono una distanza massima di 3.1 UA. All\u2019interno della fascia principale predominano i corpi di classe S. Si tratta di un gruppo variegato che comprende sia corpi che hanno attraversato una fase di fusione, sia corpi che non sono mai stati allo stato fuso. Gli asteroidi pi\u00f9 vicini a Marte sono composti prevalentemente da materiali rocciosi mescolati con ferro, mentre quelli situati esternamente e quindi pi\u00f9 prossimi a Giove sembrano tutti corpi primitivi con composizione abbastanza simile a quella della nebulosa primordiale dalla quale ha avuto origine l\u2019intero Sistema Solare. Questi oggetti appartengono alle classi C, P e D.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Si ritiene che, quando la nebulosa di gas e polvere inizi\u00f2 a condensare, i primi minuscoli grani si aggregarono dando origine ai planetesimi dai quali hanno avuto origine gli attuali pianeti. Ma nella regione situata tra Marte e Giove, le risonanze gravitazionali di Giove furono tali da impedire la formazione di planetesimi cos\u00ec i frammenti non inglobati in pianeti diedero origine agli asteroidi. Questi corpi, date le loro ridotte dimensioni, si raffreddarono molto rapidamente. Nei pi\u00f9 grandi il tempo di raffreddamento fu tale da permettere comunque una differenziazione. Essi presentano un nucleo costituito da metalli pi\u00f9 pesanti avvolto in uno strato superficiale di materiale roccioso e mostrano i segni di una passata attivit\u00e0 vulcanica. Tra questi abbiamo gli asteroidi di tipo M che sembrano contenere grandi quantit\u00e0 di metalli, quali ferro e nichel. Esternamente gli asteroidi si presentano come corpi asimmetrici e di forma irregolare. Le irregolarit\u00e0 sono dovute alla loro ridotta massa. La forma di un oggetto \u00e8, infatti, determinata dall\u2019azione di due forze: la forza gravitazionale che si esercita tra le varie parti di cui esso \u00e8 composto e la forza di coesione dovuta alle interazioni elettromagnetiche tra le molecole del corpo. Mentre le forze gravitazionali plasmano il corpo, quelle di coesione determinano una geometria complessa e piena di deformazioni. Nei corpi di maggiore massa le forze gravitazionali predominano su quelle di coesione, questi oggetti tendono quindi ad avere una forma pi\u00f9 regolare come si pu\u00f2 osservare per i pianeti. Negli asteroidi invece, le forze gravitazionali non sono sufficienti a conferire al corpo forme pi\u00f9 plasmate. Le superfici di questi oggetti mostrano poi diversi crateri d\u2019impatto e si presentano come dei piccoli pianeti in miniatura.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Vediamo nel dettaglio alcuni di questi oggetti:<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/5002951_orig.png\" alt=\"\" width=\"943\" height=\"708\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\">Cerere<\/span> \u2013 come abbiamo gi\u00e0 accennato all\u2019inizio dell\u2019articolo, Cerere \u00e8 il primo asteroide ad essere stato scoperto ed \u00e8 anche il pi\u00f9 grande della fascia principale. Esso presenta un diametro pari a 950 km ed una massa pari al 32% di quella dell\u2019intera fascia principale. Dal 2006 \u00e8 classificato come pianeta nano. Cerere presenta un nucleo roccioso ed una superficie caratterizzata dalla presenza di materiali idrati e argille. Si ritiene che, in seguito alla sua formazione, questo piccolo pianeta abbia attraversato una fase di intensa attivit\u00e0 vulcanica. Pallade \u2013 fu il secondo asteroide ad essere osservato. Anch\u2019esso di notevoli dimensioni, presenta infatti, un diametro pari a 512 &#8211; 545 km. Pallade risulta costituito in prevalenza da silicati ed \u00e8 invece povero di ferro.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\">Vesta<\/span> \u2013 \u00e8 uno tra i pi\u00f9 grandi asteroidi e il pi\u00f9 luminoso: presenta un diametro pari circa a 525 km ed ha una densit\u00e0 di 3.3 \u00a0QUOTE . Nelle situazioni pi\u00f9 favorevoli pu\u00f2 raggiungere una magnitudine pari a 5.4. La sua struttura interna \u00e8 differenziata: presenta un nucleo costituito da metalli pi\u00f9 pesanti quali ferro e nichel, un mantello costituito da olivina (un minerale di colore verde) ed uno strato superficiale di roccia basaltica. Frequenti impatti frammentano la superficie di Vesta e diversi frammenti giungono fino a noi, cadendo sulle nostre teste. Esiste, infatti, una categoria di meteoriti che si pensa provengano da Vesta. Questi contengono notevoli quantit\u00e0 di olivina. Si ritiene che un tempo esistessero diversi corpi simili a Vesta ma questi sono stati frantumati in famiglie di asteroidi pi\u00f9 piccoli a causa delle frequenti collisioni con altri corpi.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\">Gaspra<\/span> \u2013 E\u2019 un asteroide della Main Belt appartenente alla classe S ed \u00e8 il primo asteroide in assoluto ad essere stato visitato da una sonda. La sonda Galileo osserv\u00f2 Gaspra mentre faceva rotta verso Giove. Gaspra ha una larghezza pari circa a 10 km e una lunghezza di 17 km, la sua superficie \u00e8 popolata da moltissimi crateri d\u2019impatto, pi\u00f9 di 600, ma nessuno di essi si avvicina al valore del raggio dell\u2019asteroide. La forma di Gaspra \u00e8 molto irregolare, da ci\u00f2 si pu\u00f2 dedurre che probabilmente ha avuto origine da un corpo che ha subito molte collisioni.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\">P\/2013 R3<\/span> \u2013 E\u2019 il primo asteroide che \u00e8 stato visto ridursi letteralmente in pezzi. La notizia \u00e8 recente: l\u2019asteroide \u00e8 stato osservato il 15 settembre 2013 dai telescopi Catalina e PAN-STARRS ai quali appariva come un oggetto sfocato dall\u2019aspetto anomalo. Successive osservazioni del Keck Telescope nelle Hawaii hanno permesso di distinguere tre oggetti in movimento. Immagini pi\u00f9 dettagliate ottenute grazie all\u2019Hubble Space Telecope hanno rivelato la presenza di non 3, ma ben 10 oggetti distinti ognuno con una coda di polveri simile a quella di una cometa. Gli oggetti pi\u00f9 grandi hanno un diametro di 200 m.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/heic1405a.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"247\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">I dati raccolti mostrano\u00a0 inoltre, che i pezzi si allontanano gli uni rispetto agli altri a una velocit\u00e0 di \u00a01.5km\/h \u00a0e permettono di fare delle ipotesi sulla causa della frammentazione dell\u2019asteroide. Il numero di frammenti continua ad aumentare e ci\u00f2 porta ad escludere l\u2019idea che l\u2019asteroide si stia frammentando per effetto dello scontro con un altro asteroide. Se cos\u00ec fosse le velocit\u00e0 dei frammenti dovrebbero essere maggiori di quelle osservate. Si pu\u00f2 escludere anche l\u2019ipotesi della rottura a causa della pressione ed evaporazione dei ghiacci interni perch\u00e9 l\u2019oggetto \u00e8 troppo freddo per portare ad una evaporazione significativa dei ghiacci contenuti al suo interno. E\u2019 stata cos\u00ec avanzata l\u2019ipotesi della rottura a causa dell\u2019effetto YORP. Asteroidi e altri piccoli corpi che popolano il nostro Sistema Solare risentono dell\u2019effetto YORP (Yarkovsky\u2013O&#8217;Keefe\u2013Radzievskii\u2013Paddack effect), che descrive la variazione della rotazione di questi oggetti a causa dell\u2019interazione con la luce del Sole. Tale effetto si verifica quando la radiazione assorbita dall\u2019oggetto, viene in un secondo momento riemessa dalla superficie dello stesso sotto forma di calore. Se un asteroide ha una forma molto irregolare il calore viene irradiato in modo non uniforme e questo produce un effetto torcente sul moto del corpo modificandone la sua velocit\u00e0 di rotazione. Si ritiene che questo effetto abbia provocato un aumento della velocit\u00e0 di rotazione di P\/2013 R3 e conseguentemente anche della forza centrifuga che ha ridotto in pezzi l\u2019asteroide. Probabilmente P\/2013 R3 aveva una struttura interna frammentata a causa di numerose collisioni subite nel passato. Si pensa che molti asteroidi hanno una tale struttura, detta \u201c<em>rubble pile<\/em>\u201d, ovvero mucchio di macerie.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"evidenziato\">Itokawa<\/span> \u2013 Si tratta di un piccolo asteroide che orbita attorno alla Terra. Esso appartiene, infatti, al gruppo Apollo. In un primo momento Itokawa \u00e8 stato osservato nel dettaglio grazie alle immagini e ai dati della sonda giapponese Hayabusa che hanno rivelato la sua strana forma, simile a quella di un\u2019arachide. Successivamente, un gruppo di ricercatori capitanati da Stephen Lowry, ha analizzato le immagini raccolte tra il 2001 e il 2013 dal New Technology Thelescope (NTT), in Cile, al fine di determinare la struttura interna di questo piccolo pianetino. Misurando la variazione di luminosit\u00e0 di Itokawa, si \u00e8 potuta ottenere una misura molto accurata del suo periodo di rotazione e della sua variazione nel tempo. E\u2019 stato osservato che l\u2019effetto YORP sta provocando un aumento nella velocit\u00e0 di rotazione di Itokawa e quindi una diminuzione del suo periodo che varia di 0.045 secondi l\u2019anno. Questa variazione si pu\u00f2 spiegare solo se si assume che le due parti di cui \u00e8 fatto l\u2019asteroide abbiano densit\u00e0 diverse. Questa scoperta rappresenta un passo importante nello studio degli asteroidi: \u00e8 la prima volta che si \u00e8 riusciti a determinare in maggiore dettaglio la struttura interna di un asteroide e tutto ci\u00f2 permette di comprendere meglio l\u2019origine di questi corpi. E\u2019 stata avanzata, ad esempio, l\u2019ipotesi che Itokawa si sia formato dall\u2019impatto tra due asteroidi differenti che si sono scontrati e fusi.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/eso1405a.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"587\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Soprattutto, gli studi sulla struttura interna degli asteroidi sono importanti perch\u00e9 ci permettono di capire come ridurre il pericolo che questi oggetti cadano sulle nostre teste. La Terra \u00e8 stata colpita diverse volte da corpi rocciosi provenienti dallo spazio. In un primo momento l\u2019idea di pietre che piovono dal cielo non era accettata dalla comunit\u00e0 scientifica (l\u2019Accademia delle Scienze di Parigi ne neg\u00f2 l\u2019esistenza fino al XVIII secolo). Fu il fisico francese Jean-Baptiste Biot a provarne l\u2019esistenza nell\u2019800, quando una pioggia di pietre sembr\u00f2 abbattersi nel villaggio de L\u2019Aigle. Biot esaminando le pietre rinvenute riusc\u00ec a dimostrane l\u2019origine extraterrestre. Oggi possiamo classificare gli incontri tra la Terra e questi oggetti, in base alle conseguenze da essi generate, secondo quattro differenti categorie. E\u2019 stato calcolato che ogni giorno cadono al suolo 300 tonnellate di rocce e polveri. Per nostra fortuna l\u2019atmosfera che ci circonda funziona come uno scudo: ci protegge da tutti i bolidi che hanno una massa inferiore a 100000 tonnellate e un diametro minore di qualche decina di metri. Questi oggetti vengono disintegrati in tanti minuscoli pezzi grazie all\u2019attrito dell\u2019aria. Durante il loro tragitto in atmosfera questi piccoli pezzi si incendiano dando luogo alle meteore, fenomeno pi\u00f9 comunemente noto con il nome di stelle cadenti. Grazie alla nostra atmosfera, quindi, la maggior parte di questi oggetti quando giungono al suolo hanno le dimensioni di un granello di sabbia. Si parla in questo caso di incontri del \u201cprimo tipo\u201d che hanno caratteristiche differenti a seconda della costituzione dei corpi in caduta.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Se le meteore sono di origine cometaria e quindi costituite da neve sporca, si incendiano al di sopra dei 50 km di altezza dal suolo. Le meteoriti rocciose, invece, presentando una maggiore resistenza al fuoco, colpiscono il suolo e si presentano come dei frammenti di pietra carbonizzata, come i frammenti analizzati da Biot. Questi meteoriti di diametro inferiore a 10 metri nella maggior parte dei casi si disintegrano in atmosfera. A causare gli incontri del \u201csecondo tipo\u201d, sono invece gli asteroidi pietrosi o ferrosi con una dimensione compresa tra 10 e 100 metri. La pressione che si esercita su una meteorite pietrosa, in seguito al suo ingresso in atmosfera \u00e8 cos\u00ec elevata da ridurla in frantumi. La meteorite esplode prima di toccare il suolo e l\u2019esplosione produce un\u2019onda d\u2019urto in atmosfera cos\u00ec violenta che spazza via ogni cosa nel raggio di diversi chilometri. Un evento di questo tipo si verific\u00f2 sopra il fiume di Tunguska in Siberia, dove il mattino del 30 Giugno 1908 precipit\u00f2 una massa rocciosa di 100 tonnellate e di 50 metri di diametro. L\u2019esplosione distrusse tutta la foresta nel raggio di 30 km e port\u00f2 alla morte di branchi di renne. L\u2019energia liberata superava 1000 volte la potenza della bomba di Hiroshima. La meteorite esplose in volo, quindi non furono ritrovati frammenti n\u00e9 crateri d\u2019impatto. Le cortecce degli alberi della foresta devastata, contengono tante minuscole particelle di oro, rame e nichel che sono componenti tipiche di un meteorite. L\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile \u00e8 che si sia trattato di una meteorite rocciosa esplosa a circa 10 km di altezza dal suolo dopo essere penetrata in atmosfera. L\u2019ipotesi della meteorite ferrosa \u00e8 stata esclusa perch\u00e9 quest\u2019ultima, presentando una maggiore resistenza, non si disintegra durante il viaggio in atmosfera ma giunge al suolo dando origine ad un grande cratere d\u2019impatto. Sulla Terra sono presenti diversi crateri d\u2019impatto, come il Meteor Crater in Arizona prodotta da una meteorite di diametro di 50 metri. Ad oggi sono noti 150 crateri d\u2019impatto, probabilmente un tempo vi era una quantit\u00e0 di maggiore di crateri, ma questi potrebbero essere stati cancellati da eventi erosivi atmosferici o movimenti tettonici. E\u2019 probabile\u00a0 inoltre, che vi siano crateri ancora non osservati sul fondo degli oceani.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/crater_c.jpg\" alt=\"\" width=\"869\" height=\"572\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Bolidi celesti di diametro maggiore o uguale a 10 km danno luogo agli \u201cincontri ravvicinati\u201d del \u201cterzo\u201d o \u201cquarto tipo\u201d, i cui effetti non sono pi\u00f9 localizzati in determinate regioni del globo ma interessano l\u2019intero pianeta. Questi bolidi non avvertono neppure la presenza dell\u2019atmosfera. Un oggetto di questo tipo si schianterebbe al suolo con una potenza di un miliardo di Megaton, cio\u00e8 1000 pi\u00f9 potente di tutti gli esplosivi presenti sulla Terra messi insieme! Un impatto del genere produrrebbe un cratere di 10 km di diametro e la materia incandescente verrebbe scagliata cos\u00ec in alto da entrare in orbita attorno alla Terra e produrre piogge di fuoco su tutto il pianeta. Le polveri riempirebbero l\u2019intera atmosfera rendendo il cielo grigio e impendendo alla luce del Sole di arrivare al suolo, dando luogo cos\u00ec a un periodo gelido e invernale. La Terra sarebbe poi travolta da piogge acide, sostanze tossiche verrebbero liberate in atmosfera. Si ritiene che l\u2019estinzione dei dinosauri sia stata provocata da un evento di questo tipo. E\u2019 stato ritrovato un cratere d\u2019impatto, noto come cratere di Chicxulub nella penisola dello Yucatan, con centro localizzato nella citt\u00e0 di Chicxulub. E\u2019 stato recentemente datato, con estrema precisione, l\u2019impatto che ha dato luogo a questo cratere misurando l\u2019et\u00e0 dei minerali prodotti dall\u2019impatto, in particolare quelli ritrovati sull\u2019isola di Haiti. Confrontando il valore ottenuto con l\u2019et\u00e0 dei sedimenti in cui sono stati ritrovati in maggiore quantit\u00e0 i resti fossili dei dinosauri si \u00e8 osservato che i due valori coincidono. Si \u00e8 ottenuto che i due eventi avvennero circa 66040000 milioni di anni fa. Un incontro del terzo tipo si \u00e8 verificato,\u00a0 inoltre,, su Giove nel 1994, quando la cometa Shoemaker-Levy 9 precipit\u00f2 sul Gigante del Sistema Solare. Tutto il mondo ha potuto osservare in diretta l\u2019evento. Prima di precipitare sulla superficie del pianeta la cometa si frantum\u00f2 in tanti pezzi, che si schiantarono l\u2019uno dopo l\u2019altro. Giove riport\u00f2 le ferite per lungo tempo.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Ma non bisogna allarmarsi e gridare alla fine del mondo ogni qual volta un asteroide vola sulle nostre teste. Analisi statistiche ci dicono che una collisione come quella di Tunguska si verifica in media ogni due o tre secoli ma poich\u00e9 la Terra \u00e8 costituita prevalentemente da oceani, \u00e8 molto probabile che un tale evento si verifichi in mare piuttosto che sulla terra ferma. Comunque verrebbero prodotti effetti localizzati e si potrebbero affrontare. La probabilit\u00e0 che si verifichi un tale evento \u00e8 una su 10000 mila nell\u2019arco dell\u2019intera vita di un uomo, cio\u00e8 \u00e8 100 volte minore della probabilit\u00e0 di morire in un incidente d\u2019auto ma maggiore della probabilit\u00e0 di essere vittima di un terremoto, di un\u2019eruzione vulcanica o di un uragano. Il rischio di impatti di tale portata \u00e8 quindi molto ridotto ma non improbabile. Ricordiamo alcuni eventi d\u2019impatto verificatisi sulla Terra negli ultimi anni come il meteorite di Whitehorse che il 18 Gennaio del 2000 si abbatte\u2019 nella capitale di Yukon, uno dei tre territori canadesi. Testimoni dicono di aver osservato una palla bluastra in cielo che cambiava colore durante la caduta trascinando dietro di s\u00e9 diversi detriti. Nel 2007 in Per\u00f9, nel villaggio di Carancas, precipit\u00f2 un meteorite che produsse un cratere di circa 13,8 metri di diametro e 3 metri di profondit\u00e0, che presto si riemp\u00ec d\u2019acqua che bolliva spargendo gas nocivi nell\u2019area circostante a causa dei quali molte persone si ammalarono. Infine ricordiamo tutti l\u2019evento del 15 Febbraio dello scorso anno, in Russia. L\u2019onda d\u2019urto provocata dall\u2019impatto meteorico danneggi\u00f2 circa 3000 edifici della citt\u00e0 di Chelyabinsk e ci furono 1200 feriti.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/meteor-that-exploded-over-russia.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"705\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Come possiamo proteggere la Terra da questi corpi? Oggi disponiamo della tecnologia necessaria per evitare impatti con meteoriti molto grandi, quanto una montagna ad esempio. Questi possono essere, infatti, avvistati in tempo e quindi si potrebbe intervenire cercando di cambiare la traiettoria del bolide. Un modo potrebbe essere quello di inviare un razzo con del materiale esplosivo ma bisognerebbe far attenzione a non ridurre il meteorite in tanti pezzi. Pi\u00f9 complesso \u00e8 invece, cercare di evitare un impatto con comete. Quest\u2019ultime provengono dagli estremi confini del Sistema Solare e diventano visibili solo in prossimit\u00e0 del Sole. Pertanto comete potenzialmente pericolose potrebbero essere avvistate solo un anno prima dell\u2019impatto e bisognerebbe far deviar loro la traiettoria quando gi\u00e0 sarebbero molto vicine alla Terra. Come se non fosse gi\u00e0 abbastanza complicato, si aggiunge poi il carattere di imprevedibilit\u00e0 delle comete. Quest\u2019ultime, infatti, non sono soggette non solo alla forza gravitazionale ma l\u2019evaporazione degli elementi volatili che le costituiscono produce delle piccole deviazioni che rendono difficile il calcolo della loro orbita. Niente panico! Anche qui le statistiche ci confortano: le comete pericolose sono in quantit\u00e0 di gran lunga minore rispetto alle meteoriti.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Tuttavia ricordando il famoso detto \u201cnon tutto il male vien per nuocere\u201d, si ritiene che acqua e materiali organici siano stati portati sulla Terra proprio da questi bolidi, che sarebbero pertanto i responsabili dello sviluppo della vita sul nostro pianeta. Sappiamo, infatti, che le comete sono composte in parte da neve sporca, quindi acqua e per la restante parte da silicati e materia organica.\u00a0 inoltre, meteoriti pietrosi ritrovate sulla superficie del pianeta rivelano la presenza di diversi composti organici. Probabilmente queste sostanze organiche hanno avuto origine dalla profusione di molecole interstellari, come molecole di idrogeno, d\u2019acqua, di metano o ammoniaca. Queste molecole reagendo con l\u2019acqua contenuta all\u2019interno delle molecole possono dare origine ad amminoacidi. E\u2019 proprio il caso di dirlo: \u201c<em>siamo figli delle stelle<\/em>\u201d. Siamo polvere di stelle e, citando Thuan Trinh Xuan, astrofisico americano, \u201c<em>nelle vesti di autentici messaggeri dello spazio, le comete e gli asteroidi hanno raccolto questa polvere di stelle per dare la vita al nostro bel pianeta<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scenario apocalittico di Armageddon un asteroide sta per schiantarsi sulla Terra e l\u2019intero globo deve cercare di correre ai ripari. Ci chiediamo: \u00e8 veramente possibile un evento di questo tipo? Pu\u00f2 il cielo cadere sulle nostre teste? 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