{"id":766,"date":"2014-06-04T16:11:44","date_gmt":"2014-06-04T14:11:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=766"},"modified":"2022-06-05T00:23:05","modified_gmt":"2022-06-04T22:23:05","slug":"per-la-prima-volta-su-una-cometa-rosetta-nella-storia-dellesplorazione-spaziale-parte-i-giulia-alemanno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=766","title":{"rendered":"Per la prima volta su una cometa. Rosetta nella storia dell&#8217;esplorazione spaziale &#8211; Giulia Alemanno"},"content":{"rendered":"\n\n\n<p class=\"style7\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Rosetta_s_mission_to_a_comet.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"643\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta su una cometa Fin dall\u2019antichit\u00e0 gli uomini sono stati affascinati e terrorizzati dalle comete. Questi corpi celesti suscitavano paura e, tranne rare eccezioni, come la nascita di Cristo, venivano considerate portatrici di sventure. Curiosamente si riteneva che le sventure fossero dirette a persone benestanti come i re, gli imperatori, i principi e i papi. \u201c<em>Quando muoiono mendicanti non si vedono comete<\/em>\u201d scrisse Shakespeare nel &#8220;Giulio Cesare&#8221;. Di tanto in tanto questi oggetti, che risiedono agli estremi confini del Sistema Solare, vengono a farci visita offrendoci uno spettacolo bellissimo. Quando si avvicinano al Sole liberano gli elementi volatili in essi contenuti creando la chioma, un\u2019atmosfera gassosa e polverosa che circonda il nucleo cometario, e due code: una coda di plasma, di colore azzurrognolo, formata da un flusso di ioni che lasciano la chioma e vengono accelerati in direzione opposta al Sole e una coda di polvere, di colore giallognolo, costituita invece da una scia di polvere. La forma delle code \u00e8 determinata da un effetto combinato tra la pressione di radiazione solare e il moto orbitale. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style2 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/1995o1970327gr.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"309\" \/>La coda di ioni ha generalmente una forma rettilinea in quando \u00e8 costituita da particelle di gas che vengono accelerate a velocit\u00e0 maggiori e pertanto non risentono del moto orbitale. La coda di polveri acquisisce invece una caratteristica forma arcuata a causa dell\u2019influenza del moto orbitale sulle particelle in essa contenute. Talvolta si possono presentare delle strutture particolari in cui le varie particelle che lasciano la chioma vanno a formare un ventaglio di code. Questa struttura \u00e8 dovuta alla presenza di particelle di diverse dimensioni e massa che pertanto risentono in maniera diversa della spinta della pressione di radiazione solare e dell\u2019influenza del moto orbitale.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Per secoli le comete sono state osservate esclusivamente da Terra ad occhio nudo o attraverso l\u2019utilizzo dei telescopi. A partire dalla fine del ventesimo secolo, grazie all\u2019avvento delle sonde spaziali, la situazione \u00e8 cambiata radicalmente. Da allora \u00e8 stato possibile avvicinarsi alle comete ed osservarle da vicino. Nel 1985 la sonda della NASA chiamata International Cometary Explorer (ICE) pass\u00f2 per la prima volta attraverso la coda di una cometa, la 21P\/Giacobini-Zinner, volando alla distanza di 7800 km dal nucleo. Soltanto un anno dopo, in occasione del ritorno della cometa di Halley nei nostri cieli (si tratta della cometa pi\u00f9 famosa, battezzata cos\u00ec in onore di Edmund Halley che nel 1682 ne predisse la periodicit\u00e0 pari circa a 76 anni), un gruppo di sonde spaziali furono inviate per studiare la cometa da vicino tra cui due missioni russe (Vega-1 e Vega-2), due giapponesi (Sakigake e Suisei) e l&#8217;europea Giotto. Quest\u2019ultima \u00e8 arrivata pi\u00f9 vicina rispetto alle altre sonde, volando ad una distanza di 600 km dalla cometa e inviando immagini dettagliate del suo nucleo. Grazie alla sonda Giotto si scopr\u00ec che le comete contengono molecole organiche complesse e che quindi possono aver contribuito a seminare la vita sulla Terra. Dopo l\u2019incontro ravvicinato con la cometa di Halley, la sonda Giotto ha continuato il suo viaggio incontrando nel 1992 la cometa 26P\/Grigg-Skjellerup.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Purtroppo la camera di Giotto era stata oscurata dalle polveri della cometa di Halley ma comunque \u00e8 stato possibile osservare, seppur con maggiore difficolt\u00e0, il nucleo di quest\u2019altra cometa passando alla distanza di 200 km da esso. Alla missione Giotto ne sono seguite altre come le sonde della NASA: Depp Space 1, Stardust e Deep Impact. La prima vol\u00f2 nelle vicinanze della cometa 19P\/Borelly nel 2001, la seconda avvicinandosi alla cometa 81P\/Wild nel 2004 riusc\u00ec a prelevare alcuni campioni della sua chioma e a riportarli a Terra 2 anni dopo. In quei campioni \u00e8 stata scoperta nella polvere della cometa Wild la presenza di glicina, uno degli amminoacidi essenziali per la costruzione delle proteine. La terza missione citata (Deep Impact) nel 2005 ha lanciato un blocco di rame contro la cometa 9P\/Tempel allo scopo di creare un cratere e studiare la composizione della cometa sotto la sua superficie. Per osservare il cratere creato \u00e8 stata poi inviata sei anni dopo la sonda Stardust-Next. In seguito tale sonda \u00e8 stata fatta volare, insieme alla sonda EPOXI, vicino alla cometa 103P\/Hartley nel 2010, alla cometa C\/2009 P1 (Garradd) nel 2012 e alla cometa C\/2012 S1 (ISON) nel 2013. Ma la pi\u00f9 ambiziosa delle missioni \u00e8 Rosetta realizzata allo scopo di inseguire una cometa, entrare in orbita attorno ad essa ed infine atterrare sulla sua superficie. Si pens\u00f2 a questa missione a partire dal 1970 ma essa fu approvata dall\u2019Agenzia Spaziale Europea (ESA) solo nel Novembre del 1993.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Rosetta \u00e8 la prima sonda inviata verso una cometa che \u00e8 dotata di un lander in grado di scendere sulla superficie della cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko e accompagnarla nel suo viaggio attorno al Sole. La sonda Rosetta \u00e8 stata costruita da un team industriale formato da ben 50 imprese di 14 Paesi Europei e degli Stati Uniti. Il nome Rosetta ha una ragione ben precisa. Esso deriva dalla Stele di Rosetta, un\u2019antica tavoletta di pietra egiziana risalente al II secolo a.C. ritrovata nei pressi della citt\u00e0 egiziana Rashid (Rosetta) sul delta del Nilo nel 1799. La Stele \u00e8 famosa perch\u00e9 riporta lo stesso testo scritto in tre lingue diverse: antichi geroglifici egiziani, demotico e greco antico. Ci\u00f2 ha permesso agli archeologi di decifrare i geroglifici per la prima volta fornendo cos\u00ec la chiave per comprendere la civilt\u00e0 egizia. Come la Stele di Rosetta ci ha permesso di scoprire gli aspetti salienti di questa antica civilt\u00e0, allo stesso modo ci si augura che la missione Rosetta possa aiutarci a svelare i misteri dei pi\u00f9 antichi mattoni del nostro Sistema Solare. \u00a0<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Ci sono centinaia di comete che orbitano attorno al Sole, perch\u00e9 \u00e8 stata scelta proprio la cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko? Una serie di motivi hanno portato alla scelta di questa cometa. Innanzitutto, tra tutte le comete si \u00e8 ritenuto vantaggioso sceglierne una di quelle che mostrano un percorso orbitale abbastanza vicino al piano dell\u2019eclittica. Questo permette osservazioni maggiormente prolungate e un atterraggio in linea di principio pi\u00f9 semplice. Cos\u00ec in un primo momento \u00e8 stata scelta la cometa 46P\/Wirtanen, ma in seguito, poich\u00e9 il lancio della sonda fu rinviato per un problema al lanciatore, la scelta \u00e8 ricaduta sulla cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko, Quest\u2019ultima \u00e8 stata osservata per la prima volta nel 1969 quando diversi astronomi provenienti da Kiev si recarono presso l\u2019Alma-Ata Astrophysical Institute in Kazakhstan per condurre uno studio sulle comete. L\u2019astronomo Kim Churyumov, osservando una foto della cometa 32P\/Comas Sol\u00e0 ottenuta da Svetlana Gerasimensko, si accorse della presenza di un altro oggetto cometario. La cometa 67P\/C-G \u00e8 una cometa a corto periodo, ovvero appartiene alla classe di quelle comete caratterizzate da un periodo orbitale minore di 20 anni e da una bassa inclinazione orbitale. Si tratta di comete che durante il loro primo viaggio all\u2019interno del Sistema Solare sono state catturate dall\u2019attrazione gravitazionale di Giove ed immesse in un\u2019orbita pi\u00f9 stretta attorno al Sole. Queste comete fanno parte della cosiddetta famiglia di Giove e si crede provengano dalla fascia di Kuiper, una fascia di corpi ghiacciati situata al di l\u00e0 dell\u2019orbita di Nettuno. Alcuni di questi corpi, in seguito a perturbazioni gravitazionali, vengono spinti nella regione interna del Sistema Solare.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dell\u2019evoluzione orbitale della cometa mostra che prima del 1940 al perielio la sua distanza dal Sole era pari a 4 UA (600 milioni di km). A questa distanza la cometa era troppo lontana dal calore del Sole per sviluppare una coda e pertanto era inosservabile da Terra. Nel 1940, in seguito ad un incontro ravvicinato con Giove, l\u2019orbita della cometa \u00e8 cambiata e quest\u2019ultima ha raggiunto al perielio una distanza dal Sole pari a 3 UA (450000 km). Un altro incontro ravvicinato con Giove, nel 1959, ha spostato il perielio della cometa a 1.29 UA, valore che \u00e8 rimasto grosso modo invariato fino ad oggi. Attualmente essa compie una rivoluzione attorno al Sole in 6,45 anni.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">La cometa 67P \u00e8 classificata come una cometa di polveri (il rapporto polveri gas emessi \u00e8 2:1), ha una massa di 1013 kg ed una densit\u00e0 di 0.4 g\/cm3 ed \u00e8 stata osservata dalla Terra ben 7 volte, nel:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"style4\">1969 \u2013 anno della scoperta;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">1982\/83 \u2013 anno in cui \u00e8 stato registrato un picco di polvere di 220 kg al secondo;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">1988\/89 \u2013 la cometa \u00e8 stata osservata dagli astronomi dell\u2019osservatorio di Monte Palomar in California, dagli astronomi dell\u2019osservatorio di Manua Kea nelle Hawaii e da quelli dell\u2019Osservatorio Nazionale di Kitt Peak in California.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">1995\/96 \u2013 la cometa \u00e8 arrivata alla distanza di 0.9 UA dalla Terra ed \u00e8 diventata pi\u00f9 luminosa della magnitudine 13.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">2002\/03 \u2013 la Wilde Field Planetary Camera a bordo dell\u2019 Hubble Space Telecope ha ottenuto 61 immagini della cometa cha hanno permesso di stimare una forma ellissoidale del nucleo (smentita poi all&#8217;arrivo di Rosetta, come vedremo meglio di seguito). Nello stesso anno \u00e8 stato registrato un picco di polvere pari a 60 kg al secondo;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">2009 \u2013 \u00e8 stato osservato che, come la maggior parte delle comete, anche nel caso della cometa 67P l\u2019attivit\u00e0 al perielio non \u00e8 distribuita in maniera uniforme ma sono stati registrati getti provenienti da differenti aree attive della cometa. Recenti osservazioni suggerivano che l\u2019inclinazione dell\u2019asse di rotazione della cometa era pari a circa 40\u00b0. Ci\u00f2 vuol dire che quando si avvicina al Sole, l\u2019emisfero Nord della cometa \u00e8 illuminato mentre quello sud no. In questa situazione i getti di polveri e gas della cometa non sono visibili. E\u2019 possibile osservarli invece un mese prima del perielio. Se la cometa si comporter\u00e0 nello stesso modo nel prossimo avvicinamento al Sole (2015), si avr\u00e0 la stessa situazione.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Grazie alla missione Rosetta sono gi\u00e0 stati fatti enormi passi avanti sulla conoscenza della struttura della cometa e si \u00e8 ancora nelle fasi preliminari di analisi dei dati! La sonda \u00e8 stata lanciata nello spazio da Kourou a bordo di Ariane 5G+ il 2 Marzo 2004 ed ha viaggiato per ben 10 anni nello spazio prima di raggiungere la cometa. Per poter arrivare a destinazione Rosetta ha dovuto effettuare un tragitto complesso sfruttando anche il cosiddetto effetto fionda (gravity assist) da parte della Terra e di Marte. Si tratta di un meccanismo di accelerazione (o eventualmente anche di decelerazione) che sfrutta la gravit\u00e0 di un pianeta o di un corpo presente lungo il suo tragitto per modificare i parametri dinamici della sonda &#8220;gratuitamente&#8221; per cos\u00ec dire. Una volta lanciata la sonda ha inanellato una serie di orbite che l\u2019hanno portata per ben tre volte ad un incontro ravvicinato (flyby) con la Terra e ad un incontro ravvicinato con Marte. Ogni volta la sonda ha cambiato la sua velocit\u00e0 e la sua traiettoria grazie all\u2019energia del campo gravitazionale di questi due pianeti. Durante i flyby gli scienziati hanno colto l\u2019opportunit\u00e0 di fare osservazioni in contemporanea ad altri veicoli come le sonde Mars Express, ENVISAT e Cluster. Gestire i flyby \u00e8 piuttosto complesso e ha richiesto mesi di preparazione. Ad esempio nell\u2019incontro ravvicinato con Marte la sonda \u00e8 passata alla distanza di 250 km dalla superficie del pianeta entrando nella sua ombra per ben 24 minuti. Fu grande il sollievo quando la sonda ricomparve in \u201cottima salute\u201d dopo il passaggio dietro Marte.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/ViaggiodiRosetta.png\" alt=\"\" width=\"915\" height=\"545\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Durante il suo viaggio Rosetta ha incontrato ben due asteroidi. Questi incontri hanno permesso agli scienziati di testare e verificare le prestazioni degli strumenti a bordo della sonda. Il 5 Settembre del 2008 Rosetta \u00e8 volata alla distanza di 800 km dall\u2019asteroide Steins, un piccolo asteroide di 5 km di diametro. Si \u00e8 cercato cos\u00ec di catturare immagini e dati attraverso la camera OSIRIS a bordo della sonda. Nel successivo incontro con l\u2019asteroide Lutetia nel Luglio del 2010, Rosetta \u00e8 stata fatta volare ad una distanza maggiore (pari a 3170 km) in modo che tutto l\u2019asteroide entrasse nel suo campo visivo, la camera a bordo della sonda ha ripreso l\u2019asteroide Lutetia insieme a Saturno. Dalle immagini acquisite si \u00e8 notato che Lutetia si presenta come un pianetino in miniatura la cui superficie ha subito vari impatti come testimoniato dalla presenza di grandi crateri. Lutetia ha un diametro di 130 km ed a quel tempo era il pi\u00f9 grande asteroide mai visto. La superficie di questo asteroide \u00e8 polverizzata e povera di metalli. Inoltre \u00e8 stata osservata la presenza di minerali idrati.<\/p>\n<div id=\"attachment_895\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-895\" class=\"wp-image-895 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Rosetta_Lutetia_regions_orig-600x288.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"288\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Rosetta_Lutetia_regions_orig-600x288.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Rosetta_Lutetia_regions_orig-768x369.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Rosetta_Lutetia_regions_orig-500x240.jpg 500w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Rosetta_Lutetia_regions_orig.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-895\" class=\"wp-caption-text\">Images (from left to right)\u00a0taken 60, 30 and 3 minutes prior to closest approach showing the different regions of asteroid (21) Lutetia. Credit: ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS\/UPD\/LAM\/IAA\/RSSD\/INTA\/ UPM\/ DASP\/IDA<\/p><\/div>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">La sonda Rosetta \u00e8 dotata di due grandi pannelli solari molto efficienti costruiti secondo una tecnologia completamente nuova per l&#8217;epoca. Ma poich\u00e9 la sonda si \u00e8 allontanata dal Sole pi\u00f9 di qualsiasi altro veicolo spaziale utilizzato in precedenza, per far s\u00ec che l\u2019energia sia sufficiente per mantenere tutti i sistemi del veicolo spaziale operativi, l\u20198 Giugno 2011 Rosetta \u00e8 stata \u201cmessa a dormire\u201d per ben due anni, sette mesi e dodici giorni: sono stati disabilitati tutti gli strumenti e apparati di supporto ad eccezione del computer di bordo, di alcuni riscaldatori interni fino alle ore 10:00 del 20 Gennaio 2014 giorno stabilito per il risveglio della sonda. La successiva riattivazione \u00e8 stata sicuramente una delle fasi pi\u00f9 critiche dell&#8217;intera missione. Il 7 Maggio 2014 sono iniziate le manovre di avvicinamento alla cometa. In totale Rosetta ha compiuto ben 10 manovre per ridurre la sua velocit\u00e0. L\u2019ultima manovra \u00e8 stata eseguita il 6 Agosto 2014. Durante il periodo di avvicinamento le camere a bordo della sonda hanno iniziato a risolvere la cometa 67P\/C-G. Nel luglio 2014 le immagini catturate dalla sonda hanno rivelato che la cometa ha una forma piuttosto complessa: \u00e8 formata da due lobi, come una \u201ctesta\u201d ed un \u201ccorpo\u201d separati da un collo stretto. Ci si rese conto cos\u00ec che l\u2019atterraggio sulla cometa sarebbe stato pi\u00f9 difficile di quanto si era immaginato. Ci\u00f2 ha reso complessa anche la scelta del sito di atterraggio del lander (chiamato Philae dal nome di un\u2019isola dell\u2019antico Egitto): la superficie della cometa presenta, infatti, terreni difficili e rischiosi, pieni di crateri e massi.<\/p>\n<div id=\"attachment_824\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-824\" class=\"wp-image-824 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1236160_352131314947308_4345425937751938272_n-600x294.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"294\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1236160_352131314947308_4345425937751938272_n-600x294.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1236160_352131314947308_4345425937751938272_n-768x377.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1236160_352131314947308_4345425937751938272_n-500x245.jpg 500w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1236160_352131314947308_4345425937751938272_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-824\" class=\"wp-caption-text\">La cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko vista da Rosetta &#8211; Credits: ESA\/Rosetta\/NAVCAM<\/p><\/div>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">La scelta del sito di atterraggio era inoltre complicata da un serie di fattori legati alla temperatura superficiale della regione, che deve essere n\u00e9 troppo calda n\u00e9 troppo fredda per permettere il corretto funzionamento degli strumenti. Dopo un intenso periodo di analisi dettagliate delle varie regioni della cometa e delle capacit\u00e0 del lander durato ben 6 settimane, \u00e8 stata scelta come sito di atterraggio una regione particolarmente interessante. A tale regione, inizialmente indicata con la lettera J, \u00e8 stato dato il nome di Agilkia (dall\u2019isola Agilkia situata vicino alle rive del Nilo a sud dell\u2019Egitto). Il sito J \u00e8 una zona di grande interesse scientifico situata vicino ad una grande depressione sul lobo pi\u00f9 piccolo della cometa. Inizialmente erano stati scelti 5 possibili siti di atterraggio indicati con le lettere A, B, C, I e J, ma tra tutti quello meno rischioso era proprio Agilkia, il sito J. Qui la maggior parte del terreno ha pendenze inferiori ai 30\u00b0 e ci sono relativamente pochi massi di grandi dimensioni. Questa area riceve inoltre un\u2019illuminazione quotidiana sufficiente a ricaricare Philae e far s\u00ec che possa continuare le sue operazioni. Il sito di atterraggio \u00e8 stato scelto dal Landing Site Selection Group (LSSG), un gruppo formato da scienziati e ingegneri del team di Rosetta e del centro di controllo del lander.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Rosetta-Philae-landing-sites_1_Ken-Kremer.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"547\" \/><\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/ESA_Rosetta_LandingSite_primary.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"645\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Il distacco del lander Philae dalla sonda Rosetta \u00e8 avvenuto alle ore 9:30 del 12 Novembre. La discesa al sito di atterraggio ha richiesto come previsto 7 ore in cui Philae \u00e8 caduto sulla superficie lentamente senza l\u2019utilizzo di propulsori.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style2 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/ESA_Rosetta_OSIRIS_NAC_Farewell_Philae_2.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"193\" \/>Durante la discesa, le camere a bordo dell\u2019orbiter e del lander hanno acquisito immagini ed alcuni esperimenti erano gi\u00e0 attivi permettendo l\u2019acquisizione di dati. Tutto ci\u00f2 alla scopo di manovrare e controllare l\u2019atterraggio. Tutto \u00e8 stato controllato nei minimi dettagli. E\u2019 stato necessario tener conto che la gravit\u00e0 sulla cometa \u00e8 centomila volte pi\u00f9 debole di quella terrestre. Purtropo il malfunzionamento di alcuni sistemi di ancoraggio non ha potuto evitare che il lander rimbalzasse due volte prima di stabilizzarsi in una posizione abbastanza precaria ma che comunque non ha impedito l&#8217;utilizzo di alcuni degli strumenti scientifici a bordo. E\u2019 stata una grande emozione assistere al primo atterraggio su una cometa. Philae ha raggiunto la superficie della cometa alle ore 16:30. Circa mezz\u2019ora dopo, quando il segnale \u00e8 arrivato a Terra, abbiamo visto gioire gli scienziati della missione. Un lander partito da Terra 10 anni fa, progettato ancora prima, dopo aver seguito un percorso complesso nello spazio, \u00e8 arrivato in \u201cottima salute\u201d sulla superficie della cometa 67P attualmente alla distanza di 583.565.417 km da noi. E\u2019 un grande risultato per l\u2019Europa e per tutte le persone che hanno ideato, studiato e realizzato questa missione storica. Ora che \u00e8 atterrato Philae pu\u00f2 acquisire immagini panoramiche 3D ad alta risoluzione.<\/p>\n<div style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/ESA_Rosetta_Philae_CIVA_141113_1.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"614\" \/><p class=\"wp-caption-text\">&#8220;Philae is on the surface and doing a marvellous job, working very well and we can say we have a very happy lander,&#8221; says Paolo Ferri, ESA&#8217;s Head of Mission Operations at ESOC &#8211; Credits: ESA\/Rosetta\/Philae\/CIVA<\/p><\/div>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 possibile fare misure in loco sulla composizione dei ghiacci della cometa e del materiale organico. Si potr\u00e0, inoltre, prelevare ed analizzare campioni dalla profondit\u00e0 di 23 cm. Il lander sar\u00e0 anche in grado di effettuare misure elettriche e meccaniche della superficie della cometa. Tutti i dati acquisiti da Philae verranno inviati all\u2019orbiter che sar\u00e0 pronto per trasmetterli a Terra, compatibilmente con le riserve energetiche della batteria di bordo e quelle prodotte dai pannelli solari che purtroppo non possono funzionare a regime a causa della posizione anomala in cui si trova Philae. Il lander continuer\u00e0 a monitorare le propriet\u00e0 fisiche e chimiche della superficie della cometa studiando come queste evolvono man mano che la cometa si avvicina al Sole. Per quanto riguarda invece l\u2019orbiter, quest\u2019ultimo, in un primo momento, si manterr\u00e0 abbastanza vicino al nucleo cometario. A partire da Febbraio 2015, con l\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 cometaria, sar\u00e0 allontanato dal nucleo cometario per evitare di compromettere il funzionamento della sonda. In questa fase si studier\u00e0 l\u2019evoluzione della chioma e della coda della cometa. Nel mese di Luglio, Rosetta voler\u00e0 nelle vicinanze di una regione attiva della cometa. Quest\u2019ultima raggiunger\u00e0 il perielio nel mese di Agosto 2015 passando alla distanza di 186 milioni di km dal Sole, in una regione compresa tra le orbite di Terra e Marte. In seguito Rosetta seguir\u00e0 il declino dell\u2019attivit\u00e0 cometaria almeno fino alla fine del 2015.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Rosetta_instruments_white_background_2K.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"636\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019orbiter ha dimensioni di \u00a02.8&#215;2.1x2m con due pannelli solari lunghi 14m e contiene ben 11 esperimenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"style4\">ALICE &#8211; Ultraviolet Imaging Spectrometer \u2013 si tratta di uno spettrometro che raccoglie dati nel lontano ultravioletto in un range compreso tra 70 e 205 nm allo scopo di studiare la composizione del nucleo e della chioma della cometa. Lungo il tragitto verso la cometa ALICE ha studiato Marte e gli asteroidi Steins e Lutetia;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">CONSERT &#8211; Comet Nucleus Sounding Experiment by Radio wave Transmission \u2013 \u00e8 un sistema di trasmissione di onde radio che lavorer\u00e0 tra l\u2019orbiter e il lander e verr\u00e0 utilizzato per studiare la composizione del nucleo cometario. CONSERT consiste in un segnale radio che verr\u00e0 inviato dallo strumento alla superficie del nucleo. La variazione nella propagazione delle onde nelle diverse parti del nucleo cometario permetter\u00e0 di determinare le propriet\u00e0 dielettriche dei materiali di cui \u00e8 composto;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">COSIMA &#8211; Cometary Secondary Ion Mass Analyser \u2013 si tratta di uno spettrometro di massa di ioni secondari dotato di un collettore di polvere. La polvere dell\u2019ambiente circostante la cometa viene raccolta su un bersaglio. Le particelle di polvere vengono bombardate da ioni di indio e gli ioni secondari prodotti vengono estratti nello spettrometro di massa;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">GIADA &#8211; Grain Impact Analyser and Dust Accumulator \u2013 misura la velocit\u00e0, la quantit\u00e0 di moto e la dimensione delle particelle di polvere della chioma cometaria attraverso un sistema di rilevazione ottico e un sensore meccanico che avverte l\u2019impatto delle particelle;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">MIDAS &#8211; Micro-Imaging Dust Analysis System \u2013 si occupa di analisi microstrutturali delle particelle di polvere basandosi sulla microscopia a forza atomica, una tecnica che permette analisi delle particelle di polvere con una risoluzione spaziale di 4 nm;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">MIRO &#8211; Microwave Instrument for the Rosetta Orbiter \u2013 si tratta di ricevitori di onde millimetriche che permettono di misurare la temperatura in prossimit\u00e0 della superficie della cometa;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">OSIRIS &#8211; Optical, Spectroscopic, and Infrared Remote Imaging System \u2013 \u00e8 una camera che lavora nell\u2019ottico, nel vicino infrarosso e nel vicino ultravioletto. E\u2019 formata da un sistema di due telecamere. Una camera \u00e8 stata progettata per poter ottenere immagini ad alta risoluzione del nucleo cometario. La seconda camera ha invece un campo visivo pi\u00f9 ampio che permette l\u2019osservazione di gas e polvere presente al di sopra della superficie del nucleo cometario;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">ROSINA &#8211; Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis \u2013 \u00e8 formata da due spettrometri di massa ad altissima sensibilit\u00e0 e risoluzione;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">RPC &#8211; Rosetta Plasma Consortium \u2013 \u00e8 costituito da 5 strumenti che studiando l\u2019ambiente gassoso che circonda il nucleo cometario:<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0ICA- Ion Composition Analyser \u2013 misura la distribuzione tridimensionale delle velocit\u00e0 degli ioni positivi e la loro distribuzione di massa;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">IES &#8211; Ion and Electron Sensor \u2013 misura simultaneamente il flusso di elettroni e di ioni nel plasma che circonda il nucleo;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">LAP &#8211; Langmuir Probe \u2013 misura la densit\u00e0, la temperatura e la velocit\u00e0 di flusso del plasma cometario;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">MAG &#8211; Fluxgate Magnetometer \u2013 misura il campo magnetico laddove il vento solare interagisce con il flusso cometario;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">MIP &#8211; Mutual Impedance Probe \u2013 misura la densit\u00e0 degli elettroni, la temperatura e la velocit\u00e0 della parte interna della chioma;<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"style4\">RSI &#8211; Radio Science Investigation \u2013 si tratta del sistema di comunicazione tra la sonda Rosetta e la Terra; \u00fc\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 VIRTIS &#8211; Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer \u2013 \u00e8 uno strumento costruito parte in Italia parte in Francia, a cui ha contribuito anche il Gruppo di Astrofisica dell\u2019Universit\u00e0 del Salento ed \u00e8 considerato uno degli esperimenti pi\u00f9 importanti della missione Rosetta. VIRTIS \u00e8 uno spettrometro a immagine che lavora nel range spettrale che va dal visibile all\u2019infrarosso ed \u00e8 costituito da uno spettrometro di risoluzione moderata noto come Mapper optical subsystem o VIRTIS-M (opera italiana, alla cui realizzazione ha contributo il nostro gruppo di Astrofisica) ed uno spettrometro ad alta risoluzione detto High-resolution optical subsystem o VIRTIS-H. VIRTIS-M \u00e8 formato da due canali uno dei quali lavora nel visibile (tra 0.25 e 1 \u00b5m) e l\u2019altro nell\u2019infrarosso (tra 0.95 e 5 \u00b5m). VIRTIS-H lavora nell\u2019infrarosso (tra 2.0 e 5.0 \u00b5m) ed \u00e8 invece opera dei francesi.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style2 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/VIRTIS410.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"249\" border=\"0\" \/>Gli obiettivi di VIRTIS includono lo studio del nucleo cometario e del suo ambiente, la determinazione della natura dei solidi che compongono la sua superficie, l\u2019identificazione delle specie gassose che circondano il nucleo, lo studio delle condizioni fisiche della chioma ed infine la determinazione della temperatura superficiale del nucleo. Il team di VIRTIS \u00e8 composto da 48 scienziati provenienti da 28 Istituti di 7 Nazioni. Siamo ancora all\u2019inizio della missione e sono gi\u00e0 stati ottenuti 3 milioni di spettri, \u00e8 stato possibile determinare la temperatura superficiale della cometa ed osservare come tutta la sua superficie \u00e8 ricoperta da una patina di materiale organico. VIRTIS ha stabilito che la temperatura media della superficie della cometa \u00e8 di 205 \u00b0K ma varia durante il giorno raggiungendo i 230 \u00b0K. Grazie allo strumento VIRTIS \u00e8 stata inoltre rilevata la presenza di monossido di carbonio, biossido di carbonio e tracce di ammoniaca, metano e metanolo. \u00a0 Anche gli altri strumenti a bordo della sonda hanno gi\u00e0 iniziato a dare i primi risultati. Nel mese di Luglio lo strumento MIRO ha rilevato che la cometa stava rilasciando piccole quantit\u00e0 di vapore acqueo, circa 300 ml al secondo.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/virtis-h20-co2-final.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"633\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 settembre la quantit\u00e0 \u00e8 aumentata ad un tasso medio di 1 l al secondo. Gli esperimenti RSI e OSIRIS hanno permesso di determinare periodo di rotazione, asse di rotazione, massa, volume e densit\u00e0 del nucleo cometario. COSIMA e GIADA hanno rivelato che le dimensioni dei grani di polvere vanno dai pochi micron a qualche centinaio di micron. COSIMA, studiando la composizione dei grani, ha rilevato in essi la presenza di sodio e magnesio. Cos\u00ec grazie a queste prime misure \u00e8 stato possibile notare alcune caratteristiche superficiali della cometa 67P\/C-G il cui nucleo risulta essere piuttosto scuro, asciutto, polveroso e con una chimica abbastanza complessa. \u00a0 Ma abbiamo ancora tanto da imparare e questo sar\u00e0 possibile grazie anche agli esperimenti del lander.<\/p>\n<p class=\"style8\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Philae_instruments_white_background_2k.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"590\" \/><\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Il lander Philae ha dimensioni di 1x1x1m e contiene 10 esperimenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"style4\">APXS &#8211; Alpha-p-X-ray spectrometer \u2013 \u00e8 uno spettrometro il cui obiettivo \u00e8 quello di studiare la composizione chimica del sito di atterraggio e come questa varia all\u2019avvicinarsi al Sole;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">CIVA &#8211; Panoramic and microscopic imaging system \u2013 un sistema di 6 microcamere che scatteranno foto panoramiche della superficie della cometa. Inoltre uno spettrometro studier\u00e0 la composizione, la struttura e l\u2019albedo dei campioni prelevati dalla superficie;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">CONSERT &#8211; Radio sounding, nucleus tomography \u2013 un esperimento che opera tra il lander e l\u2019orbiter di cui si \u00e8 parlato prima;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">COSAC &#8211; Evolved gas analyser &#8211; elemental and molecular composition \u2013 mira allo studio della composizione della componente volatile del materiale cometario mediante misure in situ;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">PTOLEMY &#8211; Evolved gas analyser &#8211; isotopic composition \u2013 utilizzer\u00e0 tecniche di gascromatografia e spettrometria di massa per studiare la composizione della cometa sopra e sotto la sua superficie;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">MUPUS &#8211; MUlti-PUrpose Sensors for Surface and Sub-Surface Science \u2013 si tratta di sensori realizzati allo scopo di comprendere le propriet\u00e0 de materiali che compongono gli strati superficiali del nucleo cometario e fornire una mappa termica;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">ROLIS \u2013 Rosetta Lander Imaging System \u2013 \u00e8 una camera che fornir\u00e0 immagini durante l\u2019atterraggio del lander;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">ROMAP &#8211; Rosetta Lander Magnetometer and Plasma Monitor \u2013 si tratta di un sensore in grado di misurare il campo magnetico;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">SD2 &#8211; Drilling and sample retrieval \u2013 \u00e8 un sistema che permette di prelevare i campioni da una profondit\u00e0 di 250 mm e li trasporta nei diversi strumenti;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">SESAME &#8211; Surface Electric Sounding and\u00a0Acoustic Monitoring Experiment \u2013 aiuter\u00e0 a comprendere come le comete si sono formate ed \u00e8 formato da tre differenti parti:<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">SESAME\/CASSE &#8211; Surface Electric Sounding and Acoustic Monitoring Experiment \/ Comet Acoustic Surface Sounding Experiment;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">SESAME\/DIM &#8211; Surface Electric Sounding and Acoustic Monitoring Experiment \/ Dust Impact Monitor;<\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify;\">SESAME\/PP &#8211; Surface Electric Sounding and Acoustic Monitoring Experiment \/ Permittivity Probe. \u00a0Complessivamente tutti gli esperimenti si propongono di studiare l\u2019ambiente all\u2019interno ed all\u2019esterno della cometa. \u00a0<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una missione unica, per la prima volta siamo atterrati su una cometa e ora abbiamo la possibilit\u00e0 di studiare questi oggetti come mai \u00e8 stato possibile fino ad ora. Speriamo di riuscire a svelare i segreti pi\u00f9 profondi che questi oggetti ci nascondono.<\/p>\n<h1>Per la prima volta su una cometa. Rosetta nella storia dell&#8217;esplorazione spaziale, Parte II &#8211; Giulia Alemanno<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Era il 6 Agosto 2014 quando la sonda Rosetta ha compiuto l\u2019ultima manovra di avvicinamento alla cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko ponendosi a circa 100 km dalla superficie del nucleo cometario (a cui si \u00e8 poi ulteriormente avvicinata per permettere l'&#8221;accometaggio&#8221; di Philae) ed \u00e8 tempo di analizzare i primi risultati scientifici. Nel <a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Hypatia-Hack_2014.html#Rosetta\">precedente articolo<\/a> abbiamo visto nel dettaglio la storia della missione Rosetta, il suo viaggio verso la cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko; abbiamo seguito le varie tappe della discesa del lander Philae sulla superficie della cometa ed analizzato gli esperimenti a bordo dell\u2019<em>orbiter<\/em> e del <em>lander<\/em>. Qui vedremo i primi ed importanti risultati ottenuti da Rosetta. Recentemente (il 23 Gennaio 2015) sono stati pubblicati, infatti, in un\u2019edizione speciale della prestigiosa rivista <em>Science<\/em>, i primi lavori relativi a 7 degli 11 esperimenti\u00a0 a bordo dell\u2019<em>orbiter<\/em> Rosetta. Ricordiamo brevemente che tali esperimenti sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"style4\">ALICE &#8211;\u00a0 uno spettrometro a immagine che lavora nell\u2019ultravioletto;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">CONSERT &#8211; \u00a0un sistema di trasmissione a onde radio che studia la composizione del nucleo cometario;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">COSIMA \u2013 uno spettrometro di massa progettato con lo scopo di studiare la composizione della polvere cometaria;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">GIADA \u2013 un sistema dotato di un rivelatore ottico ed un sensore meccanico che studiano caratteristiche delle particelle di polvere quali velocit\u00e0, quantit\u00e0 di moto e dimensione;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">MIDAS \u2013 un sistema che si occupa di analisi microstrutturali delle particelle di polvere;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">MIRO &#8211; ricevitori di microonde in grado di misurare la temperatura in prossimit\u00e0 della superficie della cometa.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">OSIRIS\u00a0 &#8211; una camera che lavora nell\u2019ottico, nel vicino infrarosso e nel vicino ultravioletto;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">ROSINA \u2013 dotata di due spettrometri di massa per l\u2019analisi degli ioni cometari;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">RPC \u2013 costituita da 5 sensori che studiano l\u2019ambiente cometario;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">RSI \u2013 che gestisce le comunicazioni tra l\u2019<em>orbiter<\/em> e il <em>lander<\/em> Philae;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"style4\">VIRTIS \u2013 uno degli esperimenti pi\u00f9 importanti della missione Rosetta alla cui realizzazione ha contribuito il gruppo di Astrofisica dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Si tratta di uno spettrometro che lavora nel visibile e nel vicino infrarosso con l\u2019obiettivo di studiare la composizione del nucleo cometario e riconoscere quali sono i solidi che compongono la sua superficie. Grazie a VIRTIS sono stati ottenuti, come vedremo a breve, risultati importanti per la comprensione della natura della cometa.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 durante l\u2019avvicinamento di Rosetta alla cometa, grazie alle immagini scattate dalla camera OSIRIS, \u00e8 stato possibile notare che la cometa \u00e8 formata da due lobi. Analisi pi\u00f9 dettagliate hanno permesso poi di determinare la dimensione di ogni lobo: il pi\u00f9 piccolo misura 2.6&#215;2.3&#215;1.8km\u00a0invece il lobo pi\u00f9 grande misura 4.1&#215;3.3&#215;1.8km. Inoltre, \u00e8 stato ottenuto il volume totale della cometa pari a 21.4km<sup>3<\/sup>. Lo strumento RSI ha poi misurato la massa del nucleo cometario che risulta essere pari a ben 10 miliardi di tonnellate. Da ci\u00f2 si deduce che la densit\u00e0 del nucleo della cometa \u00e8 pari a 470kg\/m<sup>3<\/sup>. Supponendo che globalmente la cometa sia costituita prevalentemente da ghiaccio d\u2019acqua e polvere con una densit\u00e0 di 1500-2000kg\/m<sup>3<\/sup>, se ne deduce che la cometa ha una struttura interna costituita da ghiaccio legato in maniera piuttosto debole a mucchi di polvere con piccoli spazi vuoti tra loro. La cometa risulta pertanto avere un\u2019elevata porosit\u00e0 del 70-80%.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">La camera OSIRIS ha permesso poi di suddividere parte della superficie della cometa in 19 regioni separate da confini ben distinti dal punto di vista geomorfologico. Queste regioni coprono il 70% della superficie cometaria e sono state indicate con i nomi di alcune divinit\u00e0 egiziane. Tutto ci\u00f2 per mantenere il tema egiziano. Ricordiamo infatti che il nome Rosetta deriva dall\u2019antica Stele ritrovata nei pressi della citt\u00e0 egiziana <em>Rashid<\/em> (Rosetta) sul delta del Nilo nel 1799 che ha permesso di decifrare per la prima volta i geroglifici fornendo la chiave per comprendere l&#8217;antica civilt\u00e0. Allo stesso modo ci si augura che questa missione ci permetta di comprendere la struttura dei pi\u00f9 antichi mattoni dell\u2019universo: le nostre comete. \u00a0<\/p>\n<div id=\"attachment_932\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-932\" class=\"wp-image-932 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_regional_maps-600x365.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"365\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_regional_maps-600x365.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_regional_maps-768x467.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_regional_maps-494x300.jpg 494w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_regional_maps.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-932\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019immagine rilasciata dall\u2019ESA il 22 Gennaio 2015, mostra le 19 regioni in cui \u00e8 stato suddiviso il 70% della superficie della cometa 67P\/C-G a seconda della caratteristiche geomorfologiche del terreno di cui sono costituite.<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">Le regioni in cui \u00e8 stata suddivisa la superficie del nucleo cometario possono essere raggruppate in 5 differenti categorie in base al tipo di terreno da cui sono costituite. Vi sono superfici ricoperte da spessi strati di polveri come quelle delle regioni <em>Ma\u2019at, Ash e Babi<\/em> e superfici maggiormente consolidate dette appunto \u2018rock-like\u2019, vale a dire \u2018simili alla roccia\u2019 (<em>Maftet, Bastet, Serqet; Hathor, Anuket, Khepry, Aker<\/em>, <em>Atum<\/em> e <em>Apis<\/em>); poi vi \u00e8 <em>Seth<\/em> una regione costituita da materiali fragili che presenta pozzi e strutture circolari; le regioni <em>Hatmehit, Nut e Aten<\/em> che presentano depressioni su larga scala ed infine le regioni <em>Hapi, Imhotep e Anubis<\/em> costituite da terreni lisci. Il restante 30% della superficie della cometa non \u00e8 stato ancora studiato nel dettaglio poich\u00e9 non ha ricevuto un\u2019illuminazione solare sufficiente per poter essere osservato accuratamente dagli strumenti di Rosetta.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Dai dati ottenuti \u00e8 quindi emerso che gran parte dell\u2019emisfero settentrionale della cometa \u00e8 ricoperto da polvere. Il ricoprimento di polvere raggiunge diversi metri di spessore in alcune regioni della cometa. Secondo analisi condotte dall\u2019esperimento MIRO la polvere gioca un ruolo importante nell\u2019isolare l\u2019interno della cometa proteggendo cos\u00ec i ghiacci l\u00ec situati.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Durante il periodo di avvicinamento al Sole la cometa subisce un crescente riscaldamento, pertanto in queste regioni le sostanze volatili evaporano direttamente andando a formare l\u2019atmosfera o chioma della cometa e la polvere viene trascinata via con tali sostanze a velocit\u00e0 inferiori. Le particelle che non sono sufficientemente veloci non riescono a sfuggire all\u2019attrazione gravitazionale del nucleo cometario pertanto tornano a depositarsi su di esso. Sono state inoltre osservate altre regioni attive della cometa. Gas sembrano fuoriuscire anche da \u2018pozzi\u2019 della cometa. Tali gas giocano un ruolo importante nel trasporto della polvere creando increspature simili a dune in corrispondenza di massi che ostacolano la direzione del flusso di gas.<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/2015\/rosetta%20giulia\/Active_pit.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"450\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Immagine ottenuta dalla camera OSIRIS che mostra una zona attiva nella regione Seth della cometa 67P\/C-G. Aumentando il contrasto si possono notare, nell\u2019immagine a destra, jet sottili di gas che fuoriescono dalla fossa. Credits: ESA\/Rosetta\/MPS for OSIRIS Team MPS\/UPD\/LAM\/IAA\/SSO\/INTA\/UPM\/DASP\/IDA. \u00a0<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">La cometa presenta inoltre delle particolari strutture superficiali grumose chiamate quasi in tono scherzoso \u2018<em>goosebumps<\/em>\u2019, ovvero \u2018pelle d\u2019oca\u2019 in riferimento alla forma ad anatra della cometa. L\u2019origine di queste strutture non \u00e8 ancora nota con certezza ma comunque si pensa potrebbero essere importanti per comprendere i processi in atto durante la formazione della cometa. Un\u2019ipotesi avanzata \u00e8 quella in base alla quale queste strutture hanno avuto origine dall\u2019aggregazione di gas e polvere che in un primo momento ha portato alla formazione di piccoli sassolini. Questi ultimi, con il passare del tempo, accrescendosi hanno raggiunto le dimensioni dei \u2018<em>goosebumps<\/em>\u2019 osservati. \u00a0<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/2015\/rosetta%20giulia\/Comet_goosebumps.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"354\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Primi piani di strutture denominate \u2018goosebumps\u2019 ottenute dalla narrow-angle camera di OSIRIS. Queste strutture, che coprono distanze superiori ai 100 m, non hanno ancora un\u2019origine nota. Credits: ESA<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda lo studio della superficie del nucleo cometario un primo risultato sorprendente \u00e8 stato ottenuto dall\u2019esperimento VIRTIS. Grazie allo spettrometro VIRTIS \u00e8 stato possibile misurare l\u2019albedo della cometa, ovvero la frazione di luce solare che viene riflessa dal nucleo cometario. Il nucleo della cometa 67P\/C-G ha un\u2019albedo pari al 6%, cio\u00e8 pari alla meta di quella della Luna, ed \u00e8 pertanto uno degli oggetti pi\u00f9 scuri del nostro Sistema Solare. Questo dato cosa ci rivela? Il basso potere riflettente della superficie del nucleo della cometa indica che essa contiene minerali quali ad esempio solfuri di ferro ma anche composti di carbonio.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">La bassa albedo \u00e8, inoltre, indice di una scarsa quantit\u00e0 di ghiaccio d\u2019acqua sul guscio esterno della cometa, guscio dello spessore di un millimetro. Secondo il <em>team<\/em> di VIRTIS, questa minor quantit\u00e0 di ghiaccio d\u2019acqua sulla superficie del nucleo cometario \u00e8 strettamente connessa con la storia geologica della cometa. Poich\u00e9 quest\u2019ultima passa ripetutamente nella vicinanze del Sole (la cometa 67P\/C-G \u00e8 una cometa a corto periodo orbitale, attualmente il suo periodo orbitale \u00e8 pari circa a 6,45 anni), con il trascorrere del tempo il ghiaccio superficiale \u00e8 andato incontro a processi di sublimazione diminuendo di volta in volta.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la superficie della cometa non \u00e8 completamente priva di ghiaccio ma sono state osservate piccole regioni pi\u00f9 luminose. Generalmente queste regioni sono associate a superfici ricche di ghiaccio esposte in seguito al collasso di materiale pi\u00f9 debole che ha lasciato scoperto lo strato sottostante. Ad esempio \u00e8 stata osservata una crepa lunga 500m che si estende tra i due lobi della cometa.<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/2015\/rosetta%20giulia\/A_crack_in_the_comet.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"438\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Immagini della grande crepa lunga 500m che si estende tra i lobi e attraversa la regione Hapi e si estende oltre in Anuket. Le immagini sono state ottenuti dalla camera OSIRIS. Credits: ESA<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">Un altro risultato sorprendente ottenuto dall\u2019esperimento VIRTIS \u00e8 la scoperta di composti organici macromolecolari su tutta la superficie del nucleo cometario. Questi composti, rivelati grazie ad osservazioni nell\u2019infrarosso, sono simili agli acidi carbossilici (o ai polimeri carbossilici) che compongono gli amminoacidi. Gli amminoacidi, che costituiscono i \u2018mattoni della vita\u2019 (essi infatti formano le proteine che compongono il nostro organismo), erano gi\u00e0 stati osservati in meteore e meteoriti ma questa \u00e8 la prima volta che vengono osservati direttamente su un nucleo cometario!<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Analizzando la distribuzione di tali composti organici \u00e8 stato inoltre possibile dedurre che essi erano presenti in quantit\u00e0 abbondanti nel materiale che forma il nucleo della cometa. Questi composti per avere origine necessitano di metanolo, metano o monossido di carbonio che congelano a temperature piuttosto basse. Ci\u00f2 indica, come spiega Fabrizio Capaccioni (PI, <em>Principal<\/em> <em>Investigator<\/em>, dell\u2019esperimento VIRTIS), che questi composti hanno probabilmente avuto origine a grandi distanze dal nostro Sole, durante le prime fasi di formazione del Sistema Solare. La cometa 67P\/C-G contiene quindi al suo interno tracce di composti organici che risalgono al periodo di formazione del nostro Sistema Solare o forse ad ancora prima! \u00a0<\/p>\n<div id=\"attachment_937\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-937\" class=\"wp-image-937 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/VIRTIS-map-ver2-600x257.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"257\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/VIRTIS-map-ver2-600x257.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/VIRTIS-map-ver2-768x329.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/VIRTIS-map-ver2-500x214.jpg 500w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/VIRTIS-map-ver2.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-937\" class=\"wp-caption-text\">In alto a sinistra, un\u2019immagine del nucleo della cometa 67 P\/C-G ottenuta dalla fotocamera di navigazione (NAVCAM) di Rosetta. Nell&#8217;altra immagine, una mappa della pendenza spettrale della superficie del nucleo cometario. La pendenza spettrale \u00e8 un parametro che viene utilizzato per ottenere informazioni sul materiale che compone la superficie della cometa. Il blu indica una bassa pendenza spettrale e predomina nella regione del \u2018collo\u2019 della cometa. Tale regione ha al momento mostrato una maggiore attivit\u00e0 cometaria e quindi una maggiore emissione di gas e polveri. Credit: ESA \/ Rosetta \/ NAVCAM (a sinistra); ESA \/ Rosetta \/ VIRTIS \/ INAF-IAPS \/ OBS DE PARIS-LESIA \/ DLR (a destra e in basso)<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti di Rosetta osservano inoltre lo sviluppo dell\u2019attivit\u00e0 cometaria al diminuire della distanza della cometa 67P\/C-G dal Sole. In particolare si intende studiare la variazione nella quantit\u00e0 e composizione del gas e della polvere emessa dal nucleo cometario all\u2019avvicinarsi di quest\u2019ultimo al Sole. Attualmente la sonda Rosetta si trova alla distanza di circa 367000000 km dal Sole e 51200000 km dalla Terra. E\u2019 possibile seguire giorno per giorno la sonda Rosetta a questo <a href=\"http:\/\/sci.esa.int\/where_is_rosetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link<\/a>.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Nel corso di questi ultimi mesi le misurazioni effettuate grazie allo strumento MIRO hanno mostrato un aumento del tasso di produzione globale di vapore acqueo della cometa. Dai primi di Giugno alla fine di Agosto 2014 tale tasso \u00e8 passato da 0,3 a 1,2 litri al secondo. MIRO ha anche scoperto che una porzione sostanziale d\u2019acqua proviene dal collo della cometa. Inoltre l\u2019acqua \u00e8 accompagnata da altre specie di gas quali monossido di carbonio e biossido di carbonio. Guardando le comete attraverso i telescopi la chioma della cometa \u00e8 sempre apparsa come una struttura abbastanza uniforme che non subisce variazioni nel giro di poche ore o giorni. Grazie allo strumento ROSINA \u00e8 stato possibile notare, con grande sorpresa, che la cometa 67P\/C-G presenta una chioma che non solo non \u00e8 distribuita uniformemente nell\u2019intorno del nucleo cometario, ma anche che subisce grandi fluttuazioni nella composizione in brevi intervalli di tempo. Lo spettrometro ROSINA ha rivelato un\u2019alternanza tra picchi di emissione d\u2019acqua e picchi di emissione di anidride carbonica in poche ore. Questa variazione pu\u00f2 essere associata a effetti stagionali probabilmente connessi a variazioni nella temperatura appena sotto la superficie del nucleo cometario. I dati mostrano che complessivamente domina l\u2019emissione d\u2019acqua ma ci sono periodi in cui l\u2019emissione di CO e CO2 predomina su quella di H2O. Ci hanno insegnato che le comete sono costituite prevalentemente da ghiaccio ma i dati provenienti dalla cometa 67P\/C-G ci stupiscono ancora una volta: questa cometa sembra contenere grandi quantit\u00e0 di anidride carbonica.<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/2015\/rosetta%20giulia\/ESA_Rosetta_Rosina_Science.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"354\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Immagine che mostra la composizione eterogenea della chioma della cometa 67P\/C-G. La regione rossa \u00e8 dominata da CO e CO2 e corrisponde ad una zona della cometa che attualmente riceve poca luce dal Sole. Credit: ESA\/Rosetta\/MPS for OSIRIS Team MPS\/UPD\/LAM\/IAA\/SSO\/INTA\/UPM\/DASP\/ IDA.<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\">Unendo le misurazioni ottenute grazie agli strumenti MIRO, ROSINA e GIADA, tra Luglio e Settembre 2014, gli scienziati del team di Rosetta hanno ricavato una prima stima del rapporto tra polvere e gas emessi dalla cometa ottenendo che quest\u2019ultima sembra emettere una quantit\u00e0 di polvere 4 volte superiore a quella del gas. Tuttavia ci si aspetta che questo valore vari con il diminuire della distanza della cometa dal Sole. Quest\u2019ultima scaldandosi ulteriormente potrebbe aumentare la quantit\u00e0 di ghiacci espulsi rispetto a quella della polvere.<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">GIADA ha inoltre studiato il movimento dei grani di polvere attorno alla cometa. Unendo i dati ottenuti da GIADA con le immagini di OSIRIS \u00e8 stato possibile individuare due differenti popolazioni di polveri di grani: una uscente e diretta nella direzione dell\u2019<em>orbiter<\/em>; l\u2019altra orbitante attorno alla cometa alla distanza di 130 km da Rosetta. Si pensa che anche questa situazione cambier\u00e0 con l\u2019avvicinarsi della cometa alla nostra stella. La chioma di gas e polvere continuer\u00e0 a crescere e aumenteranno le interazioni con le particelle cariche del vento solare e con la luce ultravioletta del Sole. Tali interazioni porteranno allo sviluppo di una ionosfera della cometa e alla fine di una magnetosfera secondo il meccanismo descritto di seguito. Gli strumenti RPC studiano l\u2019evoluzione graduale di questi fattori nelle vicinanze della cometa. E\u2019 stato gi\u00e0 possibile fare importanti osservazioni. E\u2019 stato osservato che l\u2019atmosfera della cometa interagisce con il vento solare in questa prima fase pi\u00f9 di quanto si era pensato. Man mano che la cometa si avviciner\u00e0 al Sole si avr\u00e0 lo sviluppo di una magnetosfera ben consolidata in grado di creare quindi un \u2018<em>bow<\/em> <em>shock<\/em>\u2019, ovvero un\u2019onda d\u2019urto a forma di arco, che blocca il vento solare. \u00a0 \u00a0<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/2015\/rosetta%20giulia\/How_a_comet_grows_a_magnetosphere.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"839\" \/><p class=\"wp-caption-text\">L\u2019immagine mostra il meccanismo di formazione della magnetosfera.\u00a0 In\u00a0 figura 1 viene mostrata la cometa in avvicinamento al Sole, questo avvicinamento provoca (come si pu\u00f2 notare in figura 2) la sublimazione delle molecole d\u2019acqua del nucleo cometario. Tali molecole interagiscono con la luce ultravioletta del Sole e vengono ionizzate (figura 3). Gli ioni appena formatisi vengono accelerati dal campo elettrico del vento solare e vengono rivelati dalla strumento RPC-ICA (figura 4). Il vento solare accelera gli ioni d\u2019acqua in una direzione ma viene esso stesso deviato nella direzione opposta (figura 5). Questo effetto si accentuer\u00e0 con l\u2019avvicinarsi della cometa al Sole fino a portare alla formazione di una magnetosfera in grado di proteggere la cometa dall\u2019interazione diretta con il Sole (figura 6). Credits: ESA\/Rosetta\/RPC-ICA.<\/p><\/div>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: justify;\">Gli esperimenti a bordo di Rosetta hanno rivelato che la cometa 67P\/C-G presenta diverse caratteristiche superficiali e molti processi che contribuiscono alla sua attivit\u00e0. Sono gi\u00e0 stati raggiunti importanti risultati nello studio di questa cometa ma c\u2019\u00e8 ancora molto altro da scoprire. Sappiamo ad esempio che la cometa \u00e8 composta da due lobi, lobi che stando alle prime misurazioni sembrano essere molto simili per composizione. Ci\u00f2 favorisce l\u2019ipotesi secondo cui la cometa ha avuto origine dall\u2019erosione di un corpo pi\u00f9 grande. Tuttavia non si pu\u00f2 ancora escludere la seconda ipotesi, ovvero quella secondo la quale la cometa si \u00e8 formata dalla fusione di due comete che hanno avuto origine nella stessa zona del Sistema Solare. Solo il tempo e i nuovi dati che saranno ottenuti dagli strumenti a bordo di Rosetta potranno svelarci il mistero e aiutarci a comprendere molto altro ancora su questi straordinari oggetti del Sistema Solare. \u00a0<\/p>\n<div id=\"attachment_933\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-933\" class=\"wp-image-933 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_vital_statistics-600x514.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"514\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_vital_statistics-600x514.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_vital_statistics-768x658.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_vital_statistics-350x300.jpg 350w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Comet_vital_statistics.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-933\" class=\"wp-caption-text\">Riepilogo delle propriet\u00e0 della cometa 67P\/C-G ottenute grazie agli esperimenti dell\u2019orbiter Rosetta. Immagine rilasciata dall\u2019ESA il 22 Gennaio 2015. I dati mostrati in figura sono descritti in dettaglio negli articoli pubblicati sulla rivista Science 23 January 2015, vol 347, issue 6220 .<\/p><\/div>\n<p class=\"style6\" style=\"text-align: justify;\"><em> <br \/><\/em><em>\u00a0 <\/em>\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta su una cometa Fin dall\u2019antichit\u00e0 gli uomini sono stati affascinati e terrorizzati dalle comete. Questi corpi celesti suscitavano paura e, tranne rare eccezioni, come la nascita di Cristo, venivano considerate portatrici di sventure. 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