{"id":734,"date":"2013-06-04T15:06:37","date_gmt":"2013-06-04T13:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=734"},"modified":"2022-06-04T22:21:18","modified_gmt":"2022-06-04T20:21:18","slug":"de-stella-nova-alias-nova-delphini-2013-anna-galiano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=734","title":{"rendered":"De Stella Nova (alias Nova Delphini 2013) &#8211; Anna Galiano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Una sera d\u2019estate, passeggiando in riva al mare, alzate lo sguardo, come al solito, verso la Via Lattea. Le nubi di polvere e le pallide distese stellari ne tracciano il profilo consueto ma ad un certo punto notate una stella in una posizione in cui fino alla sera prima non c\u2019era niente. In epoca di connessione in rete perenne ci vuol poco per recuperare da internet un\u2019immagine di archivio di quella regione celeste e, con grande sorpresa, scoprire che effettivamente la stella che brilla sotto i vostri occhi \u00e8 una stella ospite, una Nova, come la definirono gli antichi. Potrebbe trattarsi anche di una Supernova ma non potete stabilirlo semplicemente ad occhio nudo. La probabilit\u00e0 che si verifichi un evento del genere \u00e8 piuttosto bassa ma non nulla, data l\u2019agguerritissima concorrenza di survey automatiche e cacciatori di Novae che scandagliano il cielo in ogni notte serena.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style3 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Nova%20del\/nova-delphini.jpg\" alt=\"nova delphini\" width=\"560\" height=\"322\">Quello che si pu\u00f2 certamente fare con successo \u00e8 gustarsi una recentissima scoperta che sta impreziosendo ulteriormente il nostro cielo, la Nova Delphini 2013.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Contrariamente a quanto farebbe supporre il nome, una Nova non \u00e8 realmente una nuova stella, ma il risultato di un\u2019esplosione che rende visibile un astro altrimenti troppo debole per essere percepito perfino con i telescopi di piccola apertura. Il fenomeno \u201cnova\u201d \u00e8 in effetti una potente esplosione nucleare che comporta un repentino aumento della luminosit\u00e0 della stella di circa un milione di volte e che riguarda una nana bianca che fa parte di un sistema binario la cui secondaria \u00e8 una nana rossa o arancione e pi\u00f9 raramente una gigante.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Differentemente dall\u2019esplosione di Supernova, processo che avviene una sola volta e che distrugge completamente la stella coinvolta, quello di una Nova riguarda gli strati esterni, per cui la stella rimane sostanzialmente integra, tanto che il processo pu\u00f2 anche ripetersi in futuro. Conosciamo pi\u00f9 in dettaglio i protagonisti della nostra storia.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Le nane rosse sono stelle con una massa molto ridotta, compresa tra 0.075 e 0.50 masse solari, di tipo spettrale M. Sono sicuramente le pi\u00f9 comuni anche se difficili da osservare per la loro bassa luminosit\u00e0. Hanno le dimensioni minime che permettono di innescare processi di fusione nucleare di Idrogeno in Elio al loro interno e pertanto appartengono alla sequenza principale del diagramma di Hertzsprung-Russell. Le temperature relativamente basse all\u2019interno del nucleo permettono la lenta produzione di Elio che, mediante moti convettivi, viene trasportato in superficie generando una luminosit\u00e0 pari a circa il 10% di quella del Sole. La vita media di queste stelle \u00e8 tanto pi\u00f9 lunga quanto pi\u00f9 piccola \u00e8 la propria massa. Infatti stelle con una massa inferiore alle 0.8 masse solari non hanno ancora lasciato la sequenza principale il che si rivela un utile indicatore per stimare l\u2019et\u00e0 degli ammassi stellari che le contengono. Le nane arancioni sono delle stelle di classe spettrale K e luminosit\u00e0 V appartenenti alla sequenza principale e sono una via di mezzo tra le nane rosse (classe spettrale di tipo M) e le nane gialle (classe spettrale di tipo G). Le nane arancioni hanno una massa di 0.6-0.9 masse solari ed una temperatura di 3900-5200 Kelvin. Queste stelle sono di particolare interesse poich\u00e9 la loro stabilit\u00e0 nella sequenza principale \u00e8 una condizione che facilita la presenza di pianeti simili alla Terra orbitanti attorno ad esse e quindi possibilit\u00e0 di vita extraterrestre. Le giganti sono delle stelle di elevate dimensioni e luminosit\u00e0 e si formano in uno stadio avanzato dell\u2019evoluzione stellare.<\/p>\n<div style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style3\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Nova%20del\/ciclo-stelle.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"634\"><p class=\"wp-caption-text\">Il ciclo evolutivo delle stelle in funzione della loro massa (Disegno di Michelangelo Miani)<\/p><\/div>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Le stelle giganti si distinguono in: giganti rosse, giganti gialle e giganti blu. Le giganti rosse sono dotate di masse medio-basse (tipicamente tra 0.3 e 8 masse solari) e temperatura superficiale di circa 4000 Kelvin. Le giganti rosse pi\u00f9 comuni sono quelle disposte nel red-giant-branch (RGB) del Diagramma HR, le quali continuano a bruciare Idrogeno in Elio in strati esterni attorno al nucleo composto da Elio inerte. Hanno un raggio di decine o centinaia di volte rispetto a quello del Sole ed una luminosit\u00e0 cento volte superiore rispetto a quella della nostra stella. Modelli di evoluzione stellare e le relative simulazioni mostrano che nel momento in cui il nostro Sole, tra circa 5 miliardi di anni, cesser\u00e0 di bruciare Idrogeno nel nucleo diverr\u00e0 un gigante rossa e aumenter\u00e0 drasticamente le proprie dimensioni. La Terra, come anche Mercurio e Venere, finir\u00e0 inglobata nella sua atmosfera e andr\u00e0 incontro alla propria fine disintegrandosi. L\u2019esempio pi\u00f9 noto di gigante rossa \u00e8 Aldebaran, la stella principale della costellazione del Toro.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Le giganti gialle hanno temperature intermedie per questo sono di classe spettrale G, F e a volte A. Vi \u00e8 una minore quantit\u00e0 di giganti gialle rispetto alle giganti rosse poich\u00e9 il tempo trascorso dalle stelle in questa fase \u00e8 relativamente breve. Queste stelle hanno una luminosit\u00e0 molto elevata e possono portare alla formazione di stelle variabili, mentre giganti gialle di massa moderata possono divenire delle giganti rosse. Le giganti blu, sono di classe spettrale O e B pertanto hanno temperature pari o superiori a 10000 Kelvin e un raggio di 5-10 volte quello solare. Sono estremamente rare tanto da trovarle quasi esclusivamente nelle Associazioni OB (la cintura di Orione \u00e8 parte di una delle pi\u00f9 note).<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Una nana bianca \u00e8 lo stadio finale di una stella di medio-piccole dimensioni. Pur avendo dimensioni confrontabili con la Terra ha una massa pari o simile a quella del Sole (10<sup>30<\/sup>Kg), il che implica che si tratta di un oggetto particolarmente denso e con gravit\u00e0 superficiale elevatissima. Si ritiene che quando una stella di medio-piccole dimensioni cessa di bruciare, all\u2019interno del nucleo, le proprie riserve di Idrogeno in Elio giunge al termine della propria vita nella sequenza principale e pertanto si espande divenendo una gigante rossa che trasforma Elio in Carbonio e Ossigeno mediante un \u201cprocesso triplo-alfa\u201d. Se la gigante rossa non ha all\u2019interno del nucleo una temperatura tale da bruciare Carbonio, allora avverr\u00e0 l\u2019espulsione di materiale degli strati esterni, generando una nebulosa planetaria nel cui centro rimarr\u00e0 una massa inattiva di Carbonio e Ossigeno, ossia la nana bianca. Se la massa della stella iniziale \u00e8 compresa tra 8 e 10.5 masse solari, la gigante rossa avr\u00e0 una temperatura interna al nucleo tale da bruciare Carbonio ma non Neon, quindi si former\u00e0 una nana bianca composta da Ossigeno-Neon-Magnesio. Una nana bianca appena formata \u00e8 molto calda ma poich\u00e9 non si innesca pi\u00f9 alcuna reazione al suo interno perde gradualmente la propria energia termica divenendo una nana nera. Comunque il tempo necessario affinch\u00e9 una nana bianca diventi una nana nera \u00e8 stato stimato superiore all\u2019et\u00e0 dell\u2019Universo (13.8 miliardi di anni).<\/p>\n<div style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style3\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Nova%20del\/nova-artistic.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"426\"><p class=\"wp-caption-text\">Artistic view of a nova explosion depicting the binary stellar system. Credit: David A Hardy and STFC<\/p><\/div>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Adesso che i nostri attori sono in scena ritorniamo alla loro rappresentazione principale: l\u2019esplosione di una Nova. In base alla periodicit\u00e0 del fenomeno e alle caratteristiche con la quale questo processo avviene, si distinguono le Novae classiche e le Novae periodiche.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">La Nova classica \u00e8 un processo in cui una stella inattiva, come una nana bianca costituita da un nucleo di Carbonio e Ossigeno, assorbe (grazie all\u2019elevata gravit\u00e0 superficiale) del materiale come l\u2019Idrogeno dalla stella compagna con la quale costituisce un sistema binario. L\u2019Idrogeno fluisce sotto forma di disco dalla stella secondaria alla nana bianca per poi depositarsi sulla superficie di quest\u2019ultima. L\u2019Idrogeno e anche un po\u2019 di Elio vengono compressi e producono un aumento di temperatura degli strati sottostanti di circa 10 Milioni di Kelvin. Questo d\u00e0 luogo alla combustione di Idrogeno in Elio nello strato superiore, comportando una repentina reazione nucleare. Le conseguenze di questo processo sono un aumento di luminosit\u00e0 e l\u2019espulsione di materiale che si espande progressivamente nello spazio circostante. Alcune Novae raggiungono velocemente la loro luminosit\u00e0 massima, vi restano per pochi giorni per poi calare di un fattore 10 in circa tre mesi, come \u00e8 accaduto per la Nova Persei 1901.<\/p>\n<div style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style3\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Nova%20del\/gkper_block3.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"523\"><p class=\"wp-caption-text\">GK Persei 1901 &#8211; view of the ejecta a century after the nova explosion. Credit: Adam Block\/NOAO\/AURA\/NSF<\/p><\/div>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Queste sono le \u201cNovae veloci\u201d. La luminosit\u00e0 della stella coinvolta pu\u00f2 variare da 6 fino a 19 magnitudini rispetto al livello originario. Le \u201cNovae lente\u201d raggiungono il massimo punto di luminosit\u00e0 in un periodo di tempo di qualche settimana o mese, successivamente diminuiscono la propria intensit\u00e0 gradualmente mediante delle fluttuazioni (evidenziando in questo modo un secondo picco di luminosit\u00e0) per poi ridurla velocemente. La luminosit\u00e0 di queste Novae si riduce di un fattore 10 in circa 150 giorni.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">In pi\u00f9 alcune Novae lente mostrano una luminosit\u00e0 minima per un periodo compreso tra 2 e 5 mesi: molto probabilmente la condensazione di polveri attorno alla stella prodotti dall\u2019esplosione non permette il passaggio della luce visibile. Il caso pi\u00f9 conosciuto \u00e8 la Nova Herculis 1934.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Vi sono inoltre le \u201cNovae molto lente\u201d che raggiungono un massimo di luminosit\u00e0 in diversi anni per poi diminuire la propria intensit\u00e0 in intervalli di tempo analoghi. Il caso pi\u00f9 noto coinvolge RT Serpentis nel 1915 che ha aumentato la propria magnitudine fino ad un valore 10 e rimanendo costante per circa 10 anni. Ha infine raggiunto una magnitudine 14 nel 1942.<\/p>\n<div style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"style3\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Hypatia\/Nova%20del\/t-pyxidis.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"393\"><p class=\"wp-caption-text\">Hubble Space Telescope imaged the double-star system T Pyxidis. This high-resolution image shows that the shells are more than 2,000 gaseous blobs packed into an area that is 1 light-year across. Resembling shrapnel from a shotgun blast, the blobs may have been produced by the nova explosion, the subsequent expansion of gaseous debris, or collisions between fast-moving and slow-moving gas from several eruptions. False color has been applied to this image to enhance details in the blobs.<\/p><\/div>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Le Novae periodiche sono simili alle Novae classiche, ma diverse analisi hanno evidenziato un\u2019emissione di energia proveniente dall\u2019esplosione superiore a quella che si osserva visivamente. In genere si ha un aumento di luminosit\u00e0 dalle 4 alle 9 magnitudini e il periodo di tempo dell\u2019esplosione dura decine di anni. Una Nova ricorrente \u00e8 RS Ophiuchi la quale \u00e8 esplosa per sei volte in pi\u00f9 di un secolo, negli anni 1898, 1933, 1958, 1967, 1985 e 2006. Questa ha aumentato la propria magnitudine da 12.5 a 4.8, raggiungendo il picco massimo in 24 ore per poi diminuire in un centinaio di giorni. RS Ophiuci ha brillato debolmente per circa 700 giorni dopo ogni esplosione.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Sono state classificati due tipi di Novae periodiche: Novae periodiche di Tipo A, ossia improvvisi esplosioni termonucleari che coinvolgono una nana bianca e che vengono osservate per pi\u00f9 di una volta; Novae periodiche di Tipo B, dovute principalmente ad un\u2019instabilit\u00e0 ed un\u2019esplosione del disco di accrescimento, tipico delle stelle U Geminorum.<\/p>\n<p class=\"style5\" style=\"text-align: justify;\">Con questo bagaglio di informazioni sicuramente osserveremo con altri occhi la Nova Delphini 2013 che promette di dare spettacolo ancora a lungo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sera d\u2019estate, passeggiando in riva al mare, alzate lo sguardo, come al solito, verso la Via Lattea. 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