{"id":671,"date":"2015-01-31T23:23:26","date_gmt":"2015-01-31T22:23:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=671"},"modified":"2022-06-04T22:25:18","modified_gmt":"2022-06-04T20:25:18","slug":"il-mare-del-paradosso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=671","title":{"rendered":"Il mare del paradosso &#8211; Rossella Baldacconi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sorvolando dall\u2019alto la citt\u00e0 di Taranto, il Mar Piccolo appare come un otto rovesciato, il simbolo dell\u2019infinito. Non a caso, nonostante il feroce inquinamento ambientale, il piccolo mare interno racchiude ancora un patrimonio naturalistico unico nel suo genere. Come in un paradosso, l\u2019inquinamento che ha avvelenato i sedimenti dei suoi fondi molli, non ha ucciso le innumerevoli forme di vita che lo popolano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-691\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mar-piccolo-google.jpg\" alt=\"mar-piccolo-google\" width=\"518\" height=\"341\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mar-piccolo-google.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mar-piccolo-google-300x197.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mar-piccolo-google-455x300.jpg 455w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Generalit\u00e0<\/em><br \/>\n<em>Il<\/em> Mar Piccolo \u00e8 una laguna costiera che si estende per poco pi\u00f9 di 20 km\u00b2, a nord della citt\u00e0 di Taranto. \u00c8 suddiviso in due seni di forma ellittica, il primo in comunicazione con il Mar Grande attraverso due varchi, il canale navigabile e il canale di Porta Napoli, e il secondo poco pi\u00f9 grande e pi\u00f9 interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-674\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/panorama-primo-senoT.jpg\" alt=\"panorama-primo-senoT\" width=\"518\" height=\"324\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/panorama-primo-senoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/panorama-primo-senoT-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/panorama-primo-senoT-479x300.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-673\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT.jpg\" alt=\"ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT\" width=\"518\" height=\"324\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ponte-punta-penna-dal-secondo-senoT-479x300.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/a>Nel bacino sfociano brevi corsi d\u2019acqua costeggiati da preziosi ambienti umidi, come il fiume Galeso decantato da Orazio e Marziale, e rifugio di numerose specie di uccelli acquatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-675\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pali-e-gabbiani-primo-senoT.jpg\" alt=\"pali-e-gabbiani-primo-senoT\" width=\"518\" height=\"324\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pali-e-gabbiani-primo-senoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pali-e-gabbiani-primo-senoT-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pali-e-gabbiani-primo-senoT-479x300.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da depressioni imbutiformi dei fondali di entrambi i seni, inoltre, sgorgano sorgenti sottomarine di acqua ipogea, chiamate citri, in greco caldaie ribollenti. Le sorgenti oltre ad assumere un ruolo fondamentale nel regolare la temperatura delle acque dell\u2019intero bacino, influenzano anche la salinit\u00e0, che \u00e8 di poco inferiore a quella del mare aperto. L\u2019abbondanza di sali di azoto e fosforo apportati dai corsi d\u2019acqua, la bassa profondit\u00e0 e il ridotto idrodinamismo, rappresentano alcune delle peculiarit\u00e0 che rendono il Mar Piccolo un ambiente particolarmente produttivo in grado di sostenere considerevoli masse biologiche, dai microscopici organismi planctonici alla base delle reti alimentari, fino ai grandi predatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sugli inquinanti<\/em><br \/>\nIl dramma ambientale di Taranto e dei suoi mari, inizi\u00f2 nel lontano 1889 quando fu inaugurato l\u2019Arsenale Militare costruito sulla sponda meridionale del primo seno del Mar Piccolo, al posto di una parte della necropoli greco-romana e di preziose ville settecentesche. All\u2019Arsenale Militare segu\u00ec la costruzione della Stazione Torpedinieri, dell\u2019Idroscalo sul secondo seno, dei Cantieri Navali, della polveriera di Buffoluto, destinando il Mar Piccolo a divenire una sede strategica dell\u2019industria bellica nazionale. Oltre ad aver completamente stravolto l\u2019assetto costiero del mare interno con moli, banchine, tombamenti e bacini di carenaggio, queste opere scellerate hanno implicato la cementificazione di chilometri di sponde con la conseguente distruzione del fragile ecosistema mesolitorale, al confine tra la terra e il mare. Ma l\u2019enorme impatto ambientale non si \u00e8 limitato all\u2019alterazione irreversibile del paesaggio costiero. Alle attivit\u00e0 dell\u2019Arsenale Militare e dei Cantieri Navali \u00e8 imputato in parte il grave inquinamento dei sedimenti marini del primo seno, contaminati da concentrazioni elevatissime di PCB (PoliCloroBifenili), ben al di sopra dei limiti di intervento, da metalli pesanti (mercurio, arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco) e da altri pericolosi inquinanti come i composti organostannici utilizzati nelle vernici antifouling.<br \/>\nLa violenza inflitta sui mari di Taranto, sulla citt\u00e0 e su tutto il territorio circostante raggiunse l&#8217;apice con la costruzione dell\u2019Italsider che sanc\u00ec l\u2019inizio della catastrofe ambientale. Dal 1965, anno in cui l\u2019industria fu inaugurata, ogni comparto dell\u2019ecosfera, dall\u2019aria all\u2019acqua, dalla terra a tutti gli esseri viventi \u00e8 stato gradualmente contaminato da una lunga serie di inquinanti cancerogeni, come le temutissime diossine. Anche il Mar Piccolo ha subito direttamente o indirettamente l\u2019impatto prodotto dalla vicina area industriale che negli anni si \u00e8 sempre pi\u00f9 ampliata e ha visto sorgere, tra l\u2019altro, il cementificio e la grande raffineria dell\u2019Eni.<br \/>\nLa contaminazione del bacino \u00e8 avvenuta attraverso la ricaduta degli inquinanti adsorbiti a polveri sottili e precipitati dal cielo (<em>fall out<\/em>), il dilavamento di suoli contaminati (<em>run off<\/em>), l\u2019apporto degli inquinanti attraverso i corsi d\u2019acqua. Inoltre, l\u2019Idrovora dell\u2019ILVA sulla sponda nord-occidentale del primo seno, ha stravolto le correnti del Mar Piccolo e ha provocato un aumento della salinit\u00e0 richiamando un\u2019enorme quantit\u00e0 d\u2019acqua salata dal Mar Grande (fino a 4 milioni di metri cubi al giorno!) e di inquinanti provenienti dalla zona portuale e dagli scarichi industriali. Recenti studi effettuati dal Politecnico di Bari, hanno dimostrato che bastano soltanto 15 giorni perch\u00e9 le acque inquinate della zona antistante gli scarichi dell\u2019ILVA giungano nel primo seno, contaminandolo con altre sostanze tossiche, come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-676\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilva-primo-senoT.jpg\" alt=\"ilva-primo-senoT\" width=\"518\" height=\"324\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilva-primo-senoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilva-primo-senoT-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilva-primo-senoT-479x300.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/>L\u2019impatto delle attivit\u00e0 industriali sul Mar Piccolo \u00e8 avvenuto anche in modo indiretto per mezzo dei <em>citri,<\/em> le sorgenti sottomarine che apportano acque ipogee. Il percolato proveniente da una gigantesca discarica di scarti di lavorazione industriale e di sostanze tossiche, ha col tempo raggiunto e contaminato la falda profonda che alimenta le sorgenti, contribuendo all\u2019inquinamento continuo e generalizzato.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha prodotto danni gravissimi alla secolare mitilicoltura tarantina soprattutto nel primo seno del Mar Piccolo, un ambiente cos\u00ec contaminato che i mitili posti in allevamento accumulano sostanze altamente cancerogene come diossine e PCB in concentrazioni tali da vietarne il consumo alimentare. Tonnellate e tonnellate di mitili sono stati negli ultimi anni etichettati come rifiuti speciali e smaltiti in inceneritore che con le sue emissioni contribuisce ad avvelenare l\u2019ambiente.<br \/>\nIn confronto, gli scarichi civili di ben otto comuni del circondario (e potrebbero anche aumentare!) che sfociano attraverso il Canale d\u2019Aiedda nel secondo seno sembrano un\u2019inezia. Producono, in realt\u00e0, un rilevante arricchimento organico della porzione pi\u00f9 interna del Mar Piccolo. Il surplus di materia organica combinato ad alte concentrazioni di nitrati e fosfati lisciviati dalle circostanti terre coltivate, innesca soprattutto nei mesi estivi, impressionanti fioriture algali che destabilizzano il delicato sistema marino e provocano gravi crisi anossiche e diffuse morie di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il patrimonio sommerso del Mar Piccolo<\/em><br \/>\nUn quadro del genere indurrebbe chiunque a supporre che il Mar Piccolo sia ormai ridotto a un deserto abiotico, un mare privo di ogni forma di vita. Questo \u00e8 quello di cui sono convinti molti tarantini che considerano il piccolo mare un posto degradato, altamente inquinato, da evitare. Non sanno per\u00f2 che celato sotto le acque del bacino, esiste un tesoro di inestimabile valore naturalistico e dalle caratteristiche uniche. L\u2019elevata biodiversit\u00e0 del Mar Piccolo, ovvero il numero complessivo di specie diverse che costituiscono la comunit\u00e0 marina, \u00e8 sicuramente la qualit\u00e0 pi\u00f9 sorprendente che cozza fortemente con l\u2019alto grado di inquinamento ambientale.<br \/>\nGi\u00e0 a pochi centimetri di profondit\u00e0, il paesaggio sottomarino appare straordinario. Grovigli giganteschi di alghe verdi filamentose si alternano a rigogliose praterie di piante marine.<\/p>\n<div id=\"attachment_690\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-690\" class=\"size-full wp-image-690\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-prateriaT.jpg\" alt=\"Prateria della pianta marina Cymodocea nodosa\" width=\"518\" height=\"401\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-prateriaT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-prateriaT-300x232.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-prateriaT-387x300.jpg 387w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-690\" class=\"wp-caption-text\">Prateria della pianta marina <em>Cymodocea nodosa<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni tallo o fronda vegetale ospita miriadi di organismi, piccoli anemoni screziati, gasteropodi dalla conchiglia a forma di trottola, idrozoi urticanti, ascidie colorate, briozoi frondosi e tanti altri ancora.<\/p>\n<div id=\"attachment_689\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-689\" class=\"size-full wp-image-689\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-paranemonia-cinereaT.jpg\" alt=\"Un piccolo anemone, Paranemonia cinerea, su una fronda della pianta\" width=\"518\" height=\"401\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-paranemonia-cinereaT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-paranemonia-cinereaT-300x232.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-paranemonia-cinereaT-387x300.jpg 387w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-689\" class=\"wp-caption-text\">Un piccolo anemone,<em> Paranemonia cinerea<\/em>, su una fronda della pianta<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i vegetali si nascondono innumerevoli seppie, tordi variopinti, granchi giganteschi e ghiozzi boccarossa.<\/p>\n<div id=\"attachment_688\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-688\" class=\"size-full wp-image-688\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-seppiat.jpg\" alt=\"La seppia, Sepia officinalis, cefalopode molto diffuso nel Mar Piccolo\" width=\"518\" height=\"345\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-seppiat.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-seppiat-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-seppiat-450x300.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-688\" class=\"wp-caption-text\">La seppia,<em> Sepia officinalis<\/em>, cefalopode molto diffuso nel Mar Piccolo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove non crescono i vegetali, il fondale incoerente \u00e8 impreziosito da tappeti di conchiglie vuote tra cui sporgono i polipi di grandi cerianti dalle folte chiome tentacolari e le inconfondibili valve della Pinna nobile, il pi\u00f9 grande mollusco del Mediterraneo, un tempo molto abbondante nel Mar Piccolo tanto da essere pescato in gran numero per prelevarne il bisso, utilizzato dall\u2019animale per ancorarsi al substrato. Il bisso, dopo lungo trattamento, era lavorato da pochi abili artigiani per tessere stoffe preziose.<\/p>\n<div id=\"attachment_687\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-687\" class=\"size-full wp-image-687\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4-ceriantoT.jpg\" alt=\"Il grande polipo del cerianto, Cerianthus membranaceus\" width=\"518\" height=\"369\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4-ceriantoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4-ceriantoT-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4-ceriantoT-421x300.jpg 421w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-687\" class=\"wp-caption-text\">Il grande polipo del cerianto,<em> Cerianthus membranaceus<\/em><\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_686\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-686\" class=\"wp-image-686 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5-pinnat.jpg\" alt=\"5-pinnat\" width=\"518\" height=\"698\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5-pinnat.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5-pinnat-222x300.jpg 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-686\" class=\"wp-caption-text\">Un esemplare adulto di <em>Pinna nobilis<\/em> ricoperto da molti organismi marini<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019habitat<\/em> pi\u00f9 caratteristico del Mar Piccolo \u00e8 senza dubbio quello che si viene a creare sulle superfici dei pali dei vecchi impianti di mitilicoltura. Il subacqueo che visita per la prima volta i lunghi pali sommersi resta impressionato dalla complessit\u00e0 delle aggregazioni di organismi, dall\u2019abbondanza e dalla ricchezza delle incalcolabili forme di vita. Ogni superficie metallica \u00e8 ricoperta da denti di cane acuminati, da inestricabili intrecci di tubi calcarei abitati da vermi, da alghe frondose, laminari o coralline, da mitili, pettini e ostriche simili a tridacne in miniatura. Cespugli di briozoi semitrasparenti, attinie dai lunghi tentacoli, spugne soffici e digitate, colonie di ascidie dorate, tutti questi organismi lottano con tenacia per la conquista del poco spazio disponibile e si ricoprono vicendevolmente, soffocandosi o avvelenandosi a colpi di metaboliti tossici in una invisibile e silenziosa guerra chimica.<\/p>\n<div id=\"attachment_685\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-685\" class=\"size-full wp-image-685\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6-palo-della-mitilicolturat.jpg\" alt=\"Vecchio palo della mitilicoltura ricoperto da un numero impressionante di gigli di mare, Antedon mediterranea\" width=\"518\" height=\"691\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6-palo-della-mitilicolturat.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6-palo-della-mitilicolturat-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-685\" class=\"wp-caption-text\">Vecchio palo della mitilicoltura ricoperto da un numero impressionante di gigli di mare, <em>Antedon mediterranea<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sporgono come fiori marini dai pali che sembrano le colonne di un meraviglioso tempio sommerso, moltitudini di spirografi, insospettabili vermi dal bellissimo apparato filtratore avvolto a spirale, e colonie ramificate di briozoi rosso sangue simili a bizzarri candelabri.<\/p>\n<div id=\"attachment_684\" style=\"width: 527px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-684\" class=\"size-full wp-image-684\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7-spirografot.jpg\" alt=\"Uno spirografo, Sabella spallanzanii, con la vistosa corona branchiale bianca striata di viola\" width=\"517\" height=\"764\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7-spirografot.jpg 517w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7-spirografot-203x300.jpg 203w\" sizes=\"auto, (max-width: 517px) 100vw, 517px\" \/><p id=\"caption-attachment-684\" class=\"wp-caption-text\">Uno spirografo,<em> Sabella spallanzanii<\/em>, con la vistosa corona branchiale bianca striata di viola<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grappoli di ascidie grigiastre o verdastre pendono dai pali e ondeggiano lievemente nella debole corrente.<\/p>\n<div id=\"attachment_683\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-683\" class=\"size-full wp-image-683\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-clavelina-lepadiformisT.jpg\" alt=\"Un bouquet di graziosi ascidie semitrasparenti, Clavelina lepadiformis\" width=\"518\" height=\"381\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-clavelina-lepadiformisT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-clavelina-lepadiformisT-300x220.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-clavelina-lepadiformisT-407x300.jpg 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-683\" class=\"wp-caption-text\">Un bouquet di graziosi ascidie semitrasparenti, <em>Clavelina lepadiformis<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre ascidie coriacee come pietre, chiamate microcosmi (in tarantino <em>spu\u00e9nzele<\/em>) sono raccolte dai pescatori, tagliate in due e succhiate. La polpa giallastra che fuoriesce dall\u2019involucro odora di iodio, intenso concentrato di mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019enorme assembramento colorato vivono altrettanti animali tra cui granchi, paguri e porcellane, ricci verdi e gigli di mare, vermi piatti e stelle gibbose, gasteropodi con conchiglia, soprattutto murici (in tarantino <em>cu\u00e8ccele),<\/em> e moltissimi nudibranchi, piccoli gioielli del mare dalle eccezionali livree variopinte.<\/p>\n<div id=\"attachment_682\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-682\" class=\"size-full wp-image-682\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-asterina-gibbosaT.jpg\" alt=\"La stella marina pi\u00f9 comune del Mar Piccolo, Asterina gibbosa\" width=\"518\" height=\"400\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-asterina-gibbosaT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-asterina-gibbosaT-300x231.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-asterina-gibbosaT-388x300.jpg 388w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-682\" class=\"wp-caption-text\">La stella marina pi\u00f9 comune del Mar Piccolo, <em>Asterina gibbosa<\/em><\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_681\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-681\" class=\"size-full wp-image-681\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10-felimida-luteoroseaT.jpg\" alt=\"Il bellissimo nudibranchio, Felimida luteorosea\" width=\"518\" height=\"377\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10-felimida-luteoroseaT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10-felimida-luteoroseaT-300x218.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10-felimida-luteoroseaT-412x300.jpg 412w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-681\" class=\"wp-caption-text\">Il bellissimo nudibranchio, F<em>elimida luteorosea<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si nascondono tra gli innumerevoli organismi sessili anche molti pesci bentonici. I pi\u00f9 comuni sono il pesce ago di Rio, il ghiozzo nero e la bavosa pavone dall\u2019inconfondibile elmetto giallo in testa.<\/p>\n<div id=\"attachment_680\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-680\" class=\"size-full wp-image-680\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11-bavosa-pavoneT.jpg\" alt=\"Un maschietto di bavosa pavone, Salaria pavo, custodisce le uova deposte dalla femmina all\u2019interno di un guscio di cozza\" width=\"518\" height=\"701\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11-bavosa-pavoneT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11-bavosa-pavoneT-221x300.jpg 221w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-680\" class=\"wp-caption-text\">Un maschietto di bavosa pavone,<em> Salaria pavo<\/em>, custodisce le uova deposte dalla femmina all\u2019interno di un guscio di cozza<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il tesoro pi\u00f9 prezioso del Mar Piccolo \u00e8 il cavalluccio marino, il paradossale simbolo del mare pulito e incontaminato. I meravigliosi cavallucci marini somigliano a piccoli draghi in miniatura con una lunga coda prensile ed espansioni filiformi sul capo.<\/p>\n<div id=\"attachment_679\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-679\" class=\"size-full wp-image-679\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12-hippocampus-guttulatusT.jpg\" alt=\"Il cavalluccio marino, Hippocampus guttulatus\" width=\"518\" height=\"687\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12-hippocampus-guttulatusT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12-hippocampus-guttulatusT-226x300.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-679\" class=\"wp-caption-text\">Il cavalluccio marino, <em>Hippocampus guttulatus<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli affascinanti pesciolini sono rigorosamente protetti dalla legislazione vigente poich\u00e9 in declino in tutto il Mediterraneo a causa del degrado ambientale, della cattura accidentale nelle reti e della raccolta indiscriminata per l\u2019acquariologia. La loro presenza, accresce enormemente il valore naturalistico e conservazionistico del mare interno tarantino.<br \/>\nUn\u2019altra particolarit\u00e0 del Mar Piccolo \u00e8 la presenza di molte specie aliene giunte da ogni angolo del pianeta trasportate nelle acque di zavorra o incrostate sugli scafi delle innumerevoli navi che solcano i mari di Taranto, o ancora introdotte con gli animali da allevare in acquacoltura. Ascidie peruviane ricoprono rapidamente corde e altri manufatti, colorati vermi tropicali competono per lo spazio con gli spirografi nostrani, spugne brasiliane crescono al posto degli organismi indigeni.<\/p>\n<div id=\"attachment_678\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-678\" class=\"size-full wp-image-678\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-branchiomma-luctuosumt.jpg\" alt=\"Il verme alieno di origine tropicale Branchiomma luctuosum\" width=\"518\" height=\"420\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-branchiomma-luctuosumt.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-branchiomma-luctuosumt-300x243.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-branchiomma-luctuosumt-370x300.jpg 370w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-678\" class=\"wp-caption-text\">Il verme alieno di origine tropicale <em>Branchiomma luctuosum<\/em><\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_677\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-677\" class=\"size-full wp-image-677\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14-paraleucilla-magnaT.jpg\" alt=\"La spugna Paraleucilla magna, proveniente dalle lontane coste brasiliane\" width=\"518\" height=\"777\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14-paraleucilla-magnaT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14-paraleucilla-magnaT-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-677\" class=\"wp-caption-text\">La spugna<em> Paraleucilla magna<\/em>, proveniente dalle lontane coste brasiliane<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nudibranchi bitorzoluti provenienti dal Mar Rosso, alghe laminarie importate con <em>stock<\/em> di ostriche giapponesi, minuscoli mitili asiatici. Tutti questi organismi convivono forzatamente con quelli autoctoni, mostrando in alcuni casi carattere invasivo e destando non poche preoccupazioni.<br \/>\nInfine, di notevole importanza sono le segnalazioni nel Mar Piccolo di grandi animali pelagici, che penetrano nel bacino dal Mar Grande, probabilmente in cerca di cibo. Si tratta della tartaruga <em>Caretta caretta<\/em> e dello squalo elefante <em>Cetorhinus maximus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-672\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tramonto-primo-senoT.jpg\" alt=\"tramonto-primo-senoT\" width=\"518\" height=\"324\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tramonto-primo-senoT.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tramonto-primo-senoT-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tramonto-primo-senoT-479x300.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli emozionanti avvistamenti inducono a riflettere sullo splendore del Mar Piccolo, mare tanto oltraggiato dall\u2019uomo quanto premiato dalla Natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rossella.baldacconi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rossella Baldacconi<\/a> \u2013 2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorvolando dall\u2019alto la citt\u00e0 di Taranto, il Mar Piccolo appare come un otto rovesciato, il simbolo dell\u2019infinito. 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