{"id":603,"date":"2015-01-08T12:04:04","date_gmt":"2015-01-08T11:04:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=603"},"modified":"2023-09-07T16:56:35","modified_gmt":"2023-09-07T14:56:35","slug":"rileggiamo-il-sidereus-nuncius-i-satelliti-di-giove","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=603","title":{"rendered":"Rileggiamo il Sidereus Nuncius &#8211; I satelliti di Giove &#8211; Domenico Licchelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Copertina_Rileggere-il-Sidereus-Nuncius.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-484 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Copertina_Rileggere-il-Sidereus-Nuncius-224x300.jpg\" alt=\"Copertina_Rileggere-il-Sidereus-Nuncius\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Copertina_Rileggere-il-Sidereus-Nuncius-224x300.jpg 224w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Copertina_Rileggere-il-Sidereus-Nuncius.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>In questo capitolo parleremo del Sidereus Nuncius, l\u2019opera in cui il grande Galileo riporta le prime osservazioni eseguite con il suo <em>perspicillum<\/em> (cannocchiale). Descrive la Luna, la Via Lattea, le stelle, per concludere con la sua pi\u00f9 importante scoperta: i satelliti di Giove. Per capire la genialit\u00e0, l\u2019entusiasmo e la freschezza del libro, ne estrarremo le parti pi\u00f9 importanti (tradotte in italiano e scritte in corsivo); le accompagneremo con immagini riprese da telescopi moderni per mostrare la grande precisione delle osservazioni galileiane, eseguite con uno strumento oggi considerato \u201cridicolo\u201d; inseriremo alcuni disegni originali; commenteremo passo dopo passo lo scritto del sommo pisano evidenziandone le conclusioni corrette (molte) e quelle errate (poche); quando necessario, aggiungeremo note pi\u00f9 tecniche relative alle immagini. Sar\u00e0 sicuramente una lettura entusiasmante e piena di sorprese, conosciuta da pochi e ricca di spunti di riflessione. Forse vi far\u00e0 anche venire voglia di accostarvi maggiormente alla visione del Cielo \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sidereus_Nuncius_1610.Galileo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-481 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sidereus_Nuncius_1610.Galileo.jpg\" alt=\"Sidereus_Nuncius_1610.Galileo\" width=\"425\" height=\"631\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sidereus_Nuncius_1610.Galileo.jpg 425w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sidereus_Nuncius_1610.Galileo-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/a><span style=\"color: #000080;\">La dedica<\/span><br \/>\n<em>\u2026 Ecco dunque quattro stelle dedicate al vostro nome illustre, ma non scelte tra quelle fisse, numerose e servili, ma nella schiera dei pianeti. A voi ho riservato quelle che con movimento differente e veloce compiono l\u2019orbita attorno a Giove, stella nobilissima, ed insieme ad essa, con mirabile concordia, compiono il giro intorno al centro del mondo, il Sole, in dodici anni. Quando le scoprii sotto i vostri auspici, serenissimo Cosimo, ancora ignote a tutti gli astronomi precedenti, con ragione decisi di insignirle con l\u2019augusto nome della vostra Casa. Essendo stato io il primo ad averle studiate, chi mai potr\u00e0 riprendermi se imporr\u00f2 ad esse il nome di ASTRI MEDICEI? \u2026<\/em><br \/>\nAnche Galileo doveva mangiare. Il suo dono al serenissimo Cosimo trasuda di rispetto, deferenza ed ossequio. E non dona al Signore di Firenze una \u201ccosa\u201d qualsiasi, ma \u201c<em>quelle che con movimento differente e veloce compiono l\u2019orbita attorno a Giove, stella nobilissima \u2026<\/em>\u201d. E\u2019 ovvio: anche il suo dono deve essere nobile come chi lo riceve. E poi il finale: \u201c<em>chi mai potr\u00e0 accusarmi di essere stato troppo generoso? I satelliti sono miei e ne faccio quello che voglio!\u201d<\/em> E\u2019 quasi commovente l\u2019umanit\u00e0 che se ne evince.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Le scoperte<\/span><br \/>\n&#8220;<em>\u2026 Grande cosa \u00e8 stata aggiungere alla immensa moltitudine delle stelle fisse, visibili fino ad oggi ad occhio nudo, altre innumerevoli, mai prima osservate, il cui numero supera pi\u00f9 di dieci volte quello delle conosciute \u2026<\/em><br \/>\n<em>\u2026 Bellissima e piacevole cosa \u00e8 stato anche vedere il corpo della Luna, lontano da noi quasi sessanta raggi terrestri, cos\u00ec vicino come se si trovasse a soli due raggi. In tal modo il diametro di essa appariva trenta volte, la superficie novecento, ed il volume quasi ventisettemila volte pi\u00f9 grande di quanto non si vedesse ad occhio nudo. Attraverso questa esperienza chiunque noterebbe che la Luna non \u00e8 ricoperta da una superficie liscia e levigata, ma scabra ed ineguale e, proprio come la Terra, piena di sporgenze, cavit\u00e0 ed anfratti \u2026<\/em><br \/>\n<em> \u2026 Ma quello che supera ogni possibile meraviglia \u00e8 stato aver scoperto quattro astri erranti, da nessuno mai visti precedentemente, che come Venere e Mercurio attorno al Sole, ruotano attorno ad un astro tra i pi\u00f9 grandi conosciuti, ora precedendolo, ora inseguendolo, senza mai allontanarsene pi\u00f9 di una breve distanza ben delimitata \u2026&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Il cannocchiale<\/span><br \/>\n&#8220;<em>\u2026 Circa dieci mesi fa mi giunse notizia che un certo Fiammingo aveva costruito un \u201cocchiale\u201d attraverso il quale oggetti molto lontani e confusi si vedevano molto vicini e distinti. Questa cosa mi venne confermata dopo pochi giorni dal nobile francese Iacopo Badovere di Parigi. Ci\u00f2 fu causa della mia disperata volont\u00e0 di ottenere uno strumento analogo, che riuscii a costruire basandomi sulla teoria della rifrazione luminosa. Preparai un tubo di piombo alle cui estremit\u00e0 inserii due lenti, entrambe piane da una parte e dall\u2019altra una convessa e una concava. Posto l\u2019occhio dalla parte concava vidi gli oggetti tre volte pi\u00f9 vicini e nove volte pi\u00f9 grandi di quanto potessi fare ad occhio nudo. Poi ne costruii uno pi\u00f9 accurato che mi permise di vedere gli oggetti ingranditi sessanta volte. Infine, senza risparmiare fatica e spese, riuscii a realizzare uno strumento eccezionale, con il quale arrivai a vedere le cose trenta volte pi\u00f9 vicine e mille volte pi\u00f9 grandi che viste ad occhio nudo &#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_328\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-328\" class=\"wp-image-328 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450.jpg\" alt=\"Questo esemplare \u00e8 uno degli unici due cannocchiali esistenti certamente di Galileo. Rivestito in pelle con dorature impresse a caldo, lo strumento fu donato a Cosimo II subito dopo la pubblicazione del Sidereus Nuncius (19 marzo 1610). Vetro, legno, pelle; lunghezza 92 cm, diametro 6 cm Firenze, Istituto e Museo di Storia della Scienza\" width=\"450\" height=\"291\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450.jpg 450w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-328\" class=\"wp-caption-text\">Questo esemplare \u00e8 uno degli unici due cannocchiali esistenti certamente di Galileo. Rivestito in pelle con dorature impresse a caldo, lo strumento fu donato a Cosimo II subito dopo la pubblicazione del Sidereus Nuncius (19 marzo 1610). Vetro, legno, pelle; lunghezza 92 cm, diametro 6 cm Firenze, Istituto e Museo di Storia della Scienza<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se forse non fu proprio il primo a costruirlo, Galileo ama il suo gioiello quasi fisicamente. Sa che deve migliorarlo in tutti i modi e lo fa con grande fatica sia fisica che finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">I satelliti di Giove<\/span><br \/>\n&#8220;<em>\u2026 Descriver\u00f2 adesso le osservazioni dei quattro PIANETI da me scoperti e mai visti prima d\u2019ora dal principio del mondo e dar\u00f2 notizie delle loro posizioni, mutamenti, movimenti, invitando tutti gli astronomi a studiare e definire i loro periodi che finora non riuscii a stabilire per la limitatezza del tempo avuto a disposizione (due mesi soltanto). Ricordo per\u00f2 che per compiere queste osservazioni \u00e8 necessario utilizzare un cannocchiale \u201cesattissimo\u201d come quello di cui parlai all\u2019inizio \u2026<\/em><br \/>\nImportantissimo brano per comprendere il carattere di Galileo e la sua emozione di fronte ad un nuovo Universo che gli si apre improvvisamente davanti agli occhi. Innanzitutto l\u2019orgoglio non molto velato (\u201c<em>mai visti prima d\u2019ora dall\u2019inizio del mondo\u201d),<\/em> poi il suo caloroso invito a seguirlo nella conquista del Cosmo senza paure o remore (<em>\u201cinvitando tutti gli astronomi<\/em>\u201d) ed infine la sua ammirazione per lo strumento da lui creato, ma anche la paura che le sue potenzialit\u00e0 non vengano adeguatamente comprese se riprodotto senza la necessaria abilit\u00e0 (\u201c<em>\u00e8 necessario utilizzare un cannocchiale esattissimo<\/em>\u201d).&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">La scoperta<\/span><br \/>\n<em>&#8220;\u2026 Il giorno sette gennaio, dunque, dell&#8217;anno milleseicentodieci, a un&#8217;ora di notte, mentre col cannocchiale osservavo gli astri mi si present\u00f2 Giove; poich\u00e9 avevo preparato uno strumento eccellente, vidi (e ci\u00f2 prima non mi era accaduto per la debolezza dell&#8217;altro strumento) che intorno gli stavano tre stelle piccole ma luminosissime; sebbene le credessi fisse, mi destarono una certa meraviglia, perch\u00e9 apparivano disposte esattamente secondo una linea retta e parallela all&#8217;eclittica, e pi\u00f9 splendenti delle altre di grandezza uguale alla loro. Esse e Giove erano in questo ordine:<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-607 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-280708_2132T.jpg\" alt=\"satelliti Medicei-280708_2132T\" width=\"600\" height=\"343\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-280708_2132T.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-280708_2132T-300x171.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-280708_2132T-500x285.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>cio\u00e8 due stelle erano ad oriente ed una ad occidente. La pi\u00f9 orientale e l&#8217;occidentale apparivano un po&#8217; maggiori dell&#8217;altra. Non mi curai minimamente della loro distanza da Giove, perch\u00e9, come ho detto, le avevo credute fisse. Quando, non ne so nemmeno il motivo, mi rivolsi di nuovo alla medesima indagine il giorno otto, vidi una disposizione ben diversa: le tre stelle infatti erano tutte ad occidente rispetto a Giove, e pi\u00f9 vicine tra loro che la notte antecedente e separate da eguali intervalli, come mostra il disegno seguente:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-290708_2133T.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-608 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-290708_2133T.jpg\" alt=\"satelliti medicei-290708_2133T\" width=\"575\" height=\"340\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-290708_2133T.jpg 575w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-290708_2133T-300x177.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-290708_2133T-500x295.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 da rimanere estasiati di fronte alla semplicit\u00e0, il rigore, l\u2019emozione che scaturisco da queste poche righe. Galileo si accorge di avere fatto una scoperta epocale, ma cerca di mantenere la calma e non rigetta subito l\u2019ipotesi di trovarsi di fronte a delle stelle fisse (quindi niente di speciale) ma non pu\u00f2 non esprimere il suo dubbio in proposito (<em>\u201cdisposte esattamente lungo una linea retta e parallela all\u2019eclittica\u201d<\/em>). Mente sicuramente quando dice: \u201c<em>non so nemmeno il motivo, mi rivolsi di nuovo alla stessa indagine\u2026\u201d<\/em>. Sicuramente non vedeva l\u2019ora di riosservare quelle strane stelle la notte dopo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto vale la pena di fare una breve constatazione. Nel corso dei secoli sono state molte le speculazioni riguardo alle capacit\u00e0 osservative di Galilei. In particolare ci si \u00e8 chiesti come mai le osservazioni dei satelliti medicei siano state tanto accurate mentre al contrario i disegni lunari mostravano una certa approssimazione. In realt\u00e0 se si analizzano accuratamente le posizioni dei satelliti si scopre che anche queste osservazioni sono abbastanza approssimative. In diversi casi il Nostro non riusc\u00ec a vedere distinti i satelliti quando erano piuttosto vicini tra loro oppure quando qualcuno era alla massima elongazione dal pianeta. Queste limitazioni sono dovute ad almeno due grandi cause: lo scarso potere risolutivo del telescopio usato, dovuto sia al ridotto diametro, sia alle pesanti aberrazioni presenti nella lente principale e negli oculari, oltre che al modesto campo di vista. E\u2019 facile verificare che con un moderno binocolo si riesce ad osservare una zona ampia diversi gradi, ma \u00e8 sufficiente utilizzare un piccolo rifrattore a lunga focale per vederlo ridursi drasticamente. Inoltre un normale binocolo \u00e8 oggi in genere di gran lunga pi\u00f9 corretto dei cannocchiali galileiani per cui \u00e8 difficile rendersi conto delle difficolt\u00e0 incontrate dal grande scienziato pisano. Anzi, rileggere le sue descrizione e le sue considerazioni \u00e8 tuttora uno straordinario esempio di grande Scienza ed in particolare di grandissime capacit\u00e0 osservative e deduttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-210708_2221T.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-610 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-060808_2208T.jpg\" alt=\"satelliti Medicei-060808_2208T\" width=\"600\" height=\"255\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-060808_2208T.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-060808_2208T-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Medicei-060808_2208T-500x212.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-611 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-210708_2221T.jpg\" alt=\"satelliti medicei-210708_2221T\" width=\"600\" height=\"255\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-210708_2221T.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-210708_2221T-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-210708_2221T-500x212.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><span style=\"color: #000080;\">Lo stupore<\/span><br \/>\n<em>&#8220;\u2026 A questo punto, non pensando assolutamente allo spostamento delle stelle, cominciai a chiedermi in qual modo Giove si potesse trovare pi\u00f9 ad oriente di quelle stelle fisse, quando il giorno prima era ad occidente rispetto a due di esse. Ed ebbi il dubbio che Giove si muovesse ben diversamente da quanto descritto dai calcoli astronomici, ed avesse col proprio moto oltrepassato le tre stelle. Per questo aspettai con grande ansia la notte successiva. Purtroppo il cielo coperto di nubi mi precluse l\u2019osservazione. Ma il giorno dieci le stelle mi apparvero in questa posizione rispetto a Giove: <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-609 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-130808_2249T_ombra.jpg\" alt=\"satelliti medicei-130808_2249T_ombra\" width=\"568\" height=\"312\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-130808_2249T_ombra.jpg 568w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-130808_2249T_ombra-300x164.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-130808_2249T_ombra-500x274.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>cio\u00e8 ve n&#8217;erano due soltanto, ed entrambe orientali: la terza, come immaginai subito, era nascosta da G<\/em><em>iove.<\/em>&#8221;<br \/>\nLo stupore c\u2019\u00e8 davvero. Ma non siamo del tutto sicuri che Galileo pensasse veramente ad un movimento imprevisto di Giove che avrebbe distrutto le teorie in cui credeva ciecamente. Sapeva gi\u00e0 di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo ed aveva quasi paura della sua eccezionale scoperta. Voleva esserne sicuro e non illudersi troppo presto (di nuovo esce la sua grande freddezza e precisione), ma questa volta non riesce a nascondere l\u2019impazienza di tornare al suo cannocchiale. Quando ci riesce non ha alcun problema a pensare subito che \u201cla terza stella\u201d non visibile sia nascosta dal pianeta. Aveva gi\u00e0 capito tutto, ma aspettava la prova definitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">La spiegazione<\/span><br \/>\n<em>&#8220;\u2026 Erano sempre lungo la stessa direzione rispetto a Giove, e lungo la linea dello Zodiaco. Quando mi accorsi di questo compresi che simili spostamenti non potevano in alcun modo essere attribuiti a Giove, sapendo inoltre che le stelle osservate erano sempre le stesse (non vi erano altre stelle di pari luminosit\u00e0 lungo un notevole tratto della linea dello Zodiaco, sia prima che dopo). Mutando la perplessit\u00e0 in meraviglia, compresi che l&#8217;apparente mutazione non era di Giove ma delle stelle da me scoperte; e per questo pensai di dovere da allora in poi osservare il fenomeno attentamente, scrupolosamente ed a lungo \u2026<\/em>&#8221;<br \/>\nOgni reticenza cade e la spiegazione fluisce senza tentennamenti. Probabilmente il cambiamento da \u201cperplessit\u00e0 a meraviglia\u201d era gi\u00e0 avvenuto nel suo intimo. Riesplode l\u2019orgoglio, pi\u00f9 che giustificato: <em>\u201cla mutazione \u2026 era delle stelle da me scoperte<\/em>\u201d. E chi mai poteva dubitare che Galileo avesse gi\u00e0 deciso di continuare a studiare il suo fenomeno con attenzione e per molto tempo?<br \/>\n&#8220;<em>\u2026 Dopo pochi giorni capii anche che le stelle che compivano i loro giri attorno a Giove non sono erano solo tre, ma quattro. Misurai anche le loro reciproche distanze, annotai tutte le ore delle osservazioni, soprattutto quando ne feci molte in una stessa notte. Infatti le rivoluzioni di questi pianeti sono cos\u00ec veloci che spesso si notano differenze anche orarie &#8230;<\/em>&#8221;<br \/>\nL\u2019emozione e la gioia dell\u2019uomo lasciano nuovamente il posto alla precisione, al rigore ed allo scrupolo dello scienziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-120808_2214T.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-612 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-120808_2214T.jpg\" alt=\"satelliti medicei-120808_2214T\" width=\"600\" height=\"255\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-120808_2214T.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-120808_2214T-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/medicei-120808_2214T-500x212.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><span style=\"color: #000080;\">Le conclusioni<\/span><br \/>\n&#8220;<em>\u2026 Queste sono le osservazioni dei quattro Astri Medicei da me scoperti recentemente e per la prima volta, sulle quali, pur non essendo ancora possibile dedurre i loro periodi, si deducono gi\u00e0 importanti conclusioni. In primo luogo, poich\u00e9 talvolta seguono e talvolta precedono Giove ad intervalli uguali e si allontanano da esso solo per un breve tratto, sia ad oriente che a occidente, accompagnandolo sia nel suo moto retrogrado che in quello diretto, a nessuno pu\u00f2 nascer dubbio che non compiano attorno a Giove le loro rivoluzioni e, nello stesso tempo, effettuino tutti insieme il loro giro intorno al centro del mondo in un periodo di dodici anni<\/em> ..&#8221;<br \/>\nLa spiegazione \u00e8 precisa, attenta ed esauriente, permeata nuovamente di orgoglio (\u201c<em>da me scoperti<\/em>\u201d). Ed alla fine quasi accusa di stupidit\u00e0 chiunque osi confutargli la sua interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Una nuova visione dell\u2019Universo<\/span><br \/>\n<em>&#8220;\u2026 Notai anche che sono pi\u00f9 veloci le rivoluzioni dei pianeti che descrivono orbite pi\u00f9 strette intorno a Giove. infatti le stelle pi\u00f9 vicine a Giove spesso si vedevano orientali mentre il giorno prima erano apparse occidentali, e viceversa, mentre invece il pianeta che descrive l&#8217;orbita maggiore, ad un accurato esame, mostrava aver periodo semimensile. Ho ottenuto quindi un valido ed eccellente argomento per togliere ogni dubbio a coloro che, accettando tranquillamente nel sistema di Copernico la rivoluzione dei pianeti intorno al Sole, sono ancora turbati dal fatto che solo la Luna giri intorno alla Terra, mentre entrambi compiono ogni anno la loro rivoluzione attorno al Sole, s\u00ec da ritenere per tale motivo che si debba rigettare come impossibile l\u2019intera struttura eliocentrica dell&#8217;universo. Ora, infatti, non abbiamo un solo pianeta che gira intorno a un altro (la Luna attorno alla Terra) mentre entrambi percorrono la grande orbita intorno al Sole, ma ben quattro stelle erranti fanno lo stesso attorno a Giove ed insieme al grande pianeta, completano la loro ampia orbita attorno al Sole in un periodo di dodici anni &#8230;&#8221;<\/em><br \/>\nGalileo pone l\u2019accento sulla parte fondamentale della sua scoperta, di valenza non solo scientifica. Non solo la Terra ha un satellite, ma anche Giove, ed addirittura quattro. Questo non solo distrugge definitivamente le vecchie teorie geocentriche, ma leva ogni dubbio a chi ancora tentennava vedendo che il nostro pianeta era il solo ad avere il privilegio di una Luna tutta sua. La breve descrizione e le ferme e chiare conclusioni di Galileo fanno nascere la nuova visione dell\u2019Universo, che aprir\u00e0 in breve le porte all\u2019astrofisica moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">L\u2019atmosfera di Giove<\/span><br \/>\n<em>&#8220;\u2026Ed infine non bisogna tacere il motivo per cui gli Astri Medicei sembrano talvolta pi\u00f9 grandi del doppio, mentre compiono attorno a Giove le loro piccolissime rivoluzioni. Certo la causa non risiede nei vapori terrestri, perch\u00e9 mentre essi appaiono pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 piccoli Giove e le vicine stelle fisse si vedono invece immutati. Ed \u00e8 anche impossibile che si allontanino cos\u00ec tanto dalla Terra nel loro apogeo e tanto le si avvicinino nel loro perigeo da causare un tale cambiamento: una stretta rotazione circolare non pu\u00f2 in alcun modo produrre un simile effetto. Dato che non solo la Terra ma anche la Luna \u00e8 circondata da vapori, possiamo ragionevolmente credere che la stessa cosa avvenga sugli altri pianeti, e quindi accettare che vi sia un involucro pi\u00f9 denso del rimanente etere anche attorno a Giove. I Pianeti Medicei, con l&#8217;interposizione di questo involucro pi\u00f9 denso, all&#8217;apogeo sembrano minori, mentre al perigeo maggiori per la mancanza o quantomeno l&#8217;attenuazione dell&#8217;involucro stesso &#8230;&#8221;<\/em><br \/>\nNon tutto \u00e8 esatto in questa spiegazione, soprattutto nel richiamo all\u2019atmosfera della Luna. E\u2019 esatto invece il ragionamento che esclude la componente atmosferica terrestre ed il fatto che le orbite dei satelliti medicei devono essere molto piccole attorno a Giove rispetto alla distanza dalla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-613 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Giove-01_08_08.jpg\" alt=\"Giove-01_08_08\" width=\"600\" height=\"209\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Giove-01_08_08.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Giove-01_08_08-300x104.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Giove-01_08_08-500x174.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-614 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-02-05-05-2036UT-rgb-copy.jpg\" alt=\"giove-02-05-05-2036UT-rgb-copy\" width=\"600\" height=\"404\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-02-05-05-2036UT-rgb-copy.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-02-05-05-2036UT-rgb-copy-300x202.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-02-05-05-2036UT-rgb-copy-445x300.jpg 445w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reale atmosfera di Giove vista oggi con un telescopio di 21 cm di apertura. Le grandi bande equatoriali sono i dettagli pi\u00f9 appariscenti del gigante gassoso; se osservate con telescopi di elevata qualit\u00e0, soprattutto sotto cieli con ottima trasparenza, rilevano una messe di particolari (gli ovali, le bande equatoriali piuttosto movimentate, i festoni e la Grande Macchia Rossa) spesso notevolmente variabili anche su scale temporali relativamente corte.<\/p>\n<div id=\"attachment_615\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-615\" class=\"wp-image-615 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-17-01-2004-203ut-Rgb40-ganymede.jpg\" alt=\"giove-17-01-2004-203ut-Rgb40-ganymede\" width=\"600\" height=\"481\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-17-01-2004-203ut-Rgb40-ganymede.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-17-01-2004-203ut-Rgb40-ganymede-300x240.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/giove-17-01-2004-203ut-Rgb40-ganymede-374x300.jpg 374w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-615\" class=\"wp-caption-text\">Preistorica ripresa acquisita con una banale webcam nell&#8217;ormai lontano 2004<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_616\" style=\"width: 585px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/peach.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-616\" class=\"wp-image-616 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/peach.jpg\" alt=\"giove Celestron 14&quot; @ PGR Flea3.  Damian Peach\" width=\"575\" height=\"481\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/peach.jpg 575w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/peach-300x250.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/peach-358x300.jpg 358w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-616\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;enorme salto qualitativo ottenuto grazie a ottiche specializzate, nuovi rivelatori, e sofisticate tecniche di elaborazione delle immagini. Celestron 14&#8243; @ PGR Flea3.<br \/>Damian Peach<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_617\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-617\" class=\"wp-image-617 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/opo1431b.jpg\" alt=\"This NASA\/ESA Hubble Space Telescope image shows a gorgeous close-up view of the planet Jupiter. Astronomers were using Hubble to monitor changes in Jupiter's immense Great Red Spot (GRS) storm. During the exposures, on 21 April 2014, the shadow of the Jovian moon Ganymede swept across the center of the GRS. Giving the giant planet the uncanny appearance of having a pupil in the center of a 16 000 kilometre wide eye.\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/opo1431b.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/opo1431b-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/opo1431b-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-617\" class=\"wp-caption-text\">This NASA\/ESA Hubble Space Telescope image shows a gorgeous close-up view of the planet Jupiter.<br \/>Astronomers were using Hubble to monitor changes in Jupiter&#8217;s immense Great Red Spot (GRS) storm. During the exposures, on 21 April 2014, the shadow of the Jovian moon Ganymede swept across the center of the GRS. Giving the giant planet the uncanny appearance of having a pupil in the center of a 16 000 kilometre wide eye.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_624\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/original.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-624\" class=\"wp-image-624 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/original.jpg\" alt=\"This &quot;family portrait,&quot; a composite of the Jovian system, includes the edge of Jupiter with its Great Red Spot, and Jupiter's four largest moons, known as the Galilean satellites. From top to bottom, the moons shown are Io, Europa, Ganymede and Callisto. The Great Red Spot, a storm in Jupiter's atmosphere, is at least 300 years old. Winds blow counterclockwise around the Great Red Spot at about 400 kilometers per hour (250 miles per hour). The storm is larger than one Earth diameter from north to south, and more than two Earth diameters from east to west. In this oblique view, the Great Red Spot appears longer in the north-south direction. Europa, the smallest of the four moons, is about the size of Earth's moon, while Ganymede is the largest moon in the solar system. North is at the top of this composite picture in which the massive planet and its largest satellites have all been scaled to a common factor of 15 kilometers (9 miles) per picture element. The Solid State Imaging (CCD) system aboard NASA's Galileo spacecraft obtained the Jupiter, Io and Ganymede images in June 1996, while the Europa images were obtained in September 1996. Because Galileo focuses on high resolution imaging of regional areas on Callisto rather than global coverage, the portrait of Callisto is from the 1979 flyby of NASA's Voyager spacecraft.\" width=\"600\" height=\"857\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/original.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/original-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-624\" class=\"wp-caption-text\">This &#8220;family portrait,&#8221; a composite of the Jovian system, includes the edge of Jupiter with its Great Red Spot, and Jupiter&#8217;s four largest moons, known as the Galilean satellites. From top to bottom, the moons shown are Io, Europa, Ganymede and Callisto. The Great Red Spot, a storm in Jupiter&#8217;s atmosphere, is at least 300 years old. Winds blow counterclockwise around the Great Red Spot at about 400 kilometers per hour (250 miles per hour). The storm is larger than one Earth diameter from north to south, and more than two Earth diameters from east to west. In this oblique view, the Great Red Spot appears longer in the north-south direction. Europa, the smallest of the four moons, is about the size of Earth&#8217;s moon, while Ganymede is the largest moon in the solar system. North is at the top of this composite picture in which the massive planet and its largest satellites have all been scaled to a common factor of 15 kilometers (9 miles) per picture element. The Solid State Imaging (CCD) system aboard NASA&#8217;s Galileo spacecraft obtained the Jupiter, Io and Ganymede images in June 1996, while the Europa images were obtained in September 1996. Because Galileo focuses on high resolution imaging of regional areas on Callisto rather than global coverage, the portrait of Callisto is from the 1979 flyby of NASA&#8217;s Voyager spacecraft.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\">Conclusioni<\/span><br \/>\nQuale miglior regalo si poteva fare al proprio \u201cmecenate\u201d? Sicuramente Galileo non riusciva ancora a rendersi conto della po rtata immensa delle sue scoperte. Aveva definitivamente distrutto la visione stereotipata, immutabile e rigida dell\u2019Universo ed aveva offerto al suo Signore ed alla conoscenza dell\u2019uomo un bene inimmaginabile.<br \/>\nLe foto del presente capitolo sono state tutte eseguite da uno degli autori\u00a0 attraverso strumentazione amatoriale. Eppure le immagini, sia per la moderna tecnologia sia per l\u2019utilizzo di raffinate elaborazioni al computer, sono enormemente pi\u00f9 nitide e precise delle lontane osservazioni galileiane. Ma cosa avrebbe saputo fare Galileo se fosse nato al giorno d\u2019oggi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/Curriculum\/Curriculum.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Domenico Licchelli<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.infinitoteatrodelcosmo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vincenzo Zappal\u00e0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per saperne di pi\u00f9:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCMQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.dis.uniroma1.it%2Fsites%2Fdefault%2Ffiles%2Fallegati_notizie%2FTesto2_Galilei_SidereusNuncius_1610.pdf&amp;ei=FE-uVN7ELILraKO1gJgB&amp;usg=AFQjCNELfHgbLgYbcz5VHpf9vno4ZqvT3A&amp;bvm=bv.83134100,d.d2s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Galilei Sidereus Nuncius, testo integrale<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.infinitoteatrodelcosmo.it\/2014\/11\/19\/i-corpi-celesti-giocano-a-nascondino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I corpi celesti giocano a nascondino<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo capitolo parleremo del Sidereus Nuncius, l\u2019opera in cui il grande Galileo riporta le prime osservazioni eseguite con il suo perspicillum (cannocchiale). 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