{"id":567,"date":"2014-12-09T22:04:55","date_gmt":"2014-12-09T21:04:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=567"},"modified":"2022-06-04T22:25:50","modified_gmt":"2022-06-04T20:25:50","slug":"i-portatori-di-pori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=567","title":{"rendered":"I portatori di pori &#8211; Rossella Baldacconi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>Biologia delle spugne<\/strong><\/span><br \/>\nDa oltre 500 milioni di anni, i poriferi, comunemente conosciuti con il nome di spugne, popolano i mari del pianeta, arricchendoli con una variet\u00e0 illimitata di forme e colori. Questi antichissimi animali pluricellulari vivono attaccati al substrato e posseggono un\u2019organizzazione del corpo molto semplice, priva di tessuti, organi e apparati, ma altamente specializzata nel filtrare l\u2019acqua del mare. E proprio dall\u2019acqua, le spugne ricavano tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno per vivere: l\u2019ossigeno per respirare e minuscole particelle di cibo per alimentarsi.<\/p>\n<div id=\"attachment_579\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-579\" class=\"wp-image-579 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Halichondria-semitubulosaT.jpg\" alt=\"Halichondria-semitubulosaT\" width=\"600\" height=\"428\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Halichondria-semitubulosaT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Halichondria-semitubulosaT-300x214.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Halichondria-semitubulosaT-420x300.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-579\" class=\"wp-caption-text\">Le esili digitazioni della spugna <em>Halichondria semitubulosa<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni spugna funziona come un potente ed efficientissimo biofiltro in grado di depurare fino a un litro d\u2019acqua all\u2019ora per ogni centimetro cubo di volume corporeo. Ci\u00f2 implica che un esemplare di medie dimensioni, con un volume corporeo di un litro, pu\u00f2 filtrare nei periodi di massima attivit\u00e0 fino a 1000 litri d\u2019acqua in un\u2019ora!<\/p>\n<div id=\"attachment_576\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-576\" class=\"size-full wp-image-576\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Osculo-di-Petrosia-ficiformisT.jpg\" alt=\"L\u2019osculo di Petrosia ficiformis \" width=\"600\" height=\"439\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Osculo-di-Petrosia-ficiformisT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Osculo-di-Petrosia-ficiformisT-300x219.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Osculo-di-Petrosia-ficiformisT-410x300.jpg 410w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-576\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019osculo di <em>Petrosia ficiformis<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La considerevole quantit\u00e0 d\u2019acqua attraversa il corpo delle spugne fluendo all\u2019interno di una vera e propria rete idrica in miniatura, un labirinto di migliaia e migliaia di camere e canali. L\u2019acqua penetra all\u2019interno di questo complesso sistema acquifero da innumerevoli piccoli pori, gli ostii, e fuoriesce da altri pori di maggiori dimensioni, gli osculi. La superficie di una spugna appare, quindi, completamente bucherellata da un\u2019infinit\u00e0 di pori pi\u00f9 o meno grandi. Non a caso spugna \u00e8 sinonimo di porifero, il termine scientifico di origine latina che significa \u201cportatore di pori\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_573\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-573\" class=\"size-full wp-image-573\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spirastrella-cunctratixT.jpg\" alt=\"Sulla superficie della spugna Spirastrella cunctatrix sono ben visibili i canali esalanti che convergono negli osculi \" width=\"600\" height=\"442\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spirastrella-cunctratixT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spirastrella-cunctratixT-300x221.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spirastrella-cunctratixT-407x300.jpg 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-573\" class=\"wp-caption-text\">Sulla superficie della spugna <em>Spirastrella cunctatrix<\/em> sono ben visibili i canali esalanti che convergono negli osculi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono tre differenti organizzazioni del sistema acquifero di un porifero. Il tipo pi\u00f9 primitivo, chiamato <em>Ascon,<\/em> consiste di un\u2019unica cavit\u00e0 interna, lo spongocele. La semplice struttura a sacco \u00e8 priva di canali acquiferi, per cui l\u2019acqua giunge direttamente dagli ostii allo spongocele e da qui fuoriesce attraverso un solo osculo posto in posizione apicale. Nel tipo denominato <em>Sycon,<\/em> la parete dello spongocele si ripiega pi\u00f9 volte incrementando in tal modo la superficie filtrante. L\u2019acqua fluisce dagli ostii in una serie di canali inalanti, penetra nello spongocele e fuoriesce dall\u2019osculo apicale. Pi\u00f9 complessa \u00e8 la struttura di tipo <em>Leucon<\/em> contraddistinta dalla comparsa di numerose camere specializzate per la filtrazione e da un articolato sistema di canali inalanti che conducono l\u2019acqua in entrata dagli ostii alle camere e canali esalanti che convogliano l\u2019acqua in uscita dalle camere agli osculi. Tale struttura \u00e8 tipica della maggior parte delle specie viventi di spugne e consente un notevole ampliamento della superficie filtrante a parit\u00e0 di volume corporeo.<\/p>\n<div id=\"attachment_577\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-577\" class=\"size-full wp-image-577\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Oscarella-lobularisT.jpg\" alt=\"La volta di una grotta \u00e8 impreziosita dalla colorata Oscarella lobularis\" width=\"600\" height=\"453\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Oscarella-lobularisT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Oscarella-lobularisT-300x226.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Oscarella-lobularisT-397x300.jpg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-577\" class=\"wp-caption-text\">La volta di una grotta \u00e8 impreziosita dalla colorata <em>Oscarella lobularis<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo delle spugne \u00e8 estremamente semplice ed \u00e8 costituito soltanto da poche tipologie cellulari.<br \/>\nLa superficie esterna \u00e8 rivestita da numerose cellule appiattite e affiancate, i pinacociti, che hanno la funzione di proteggere la spugna da traumi esterni. Le pareti interne del sistema acquifero sono, invece, tappezzate da moltitudini di cellule flagellate, i coanociti, che producono una corrente d\u2019acqua continua grazie all\u2019incessante movimento del loro lungo flagello, e trattengono le particelle di cibo presenti nell\u2019acqua con prolungamenti simili a sottilissimi peli, i microvilli. Tra la superficie esterna e le pareti interne, esiste uno strato intermedio, il mesoilo, che contiene le strutture di sostegno della spugna e in cui si trovano gli archeociti, cellule indifferenziate implicate nella digestione delle particelle alimentari, nella riproduzione e nella rigenerazione di porzioni di spugna danneggiate. Nel mesoilo sono presenti anche cellule che accumulano sostanze di riserva, cellule che provvedono all\u2019escrezione dei prodotti di rifiuto, cellule riproduttive e cellule che elaborano gli elementi che costituiscono lo scheletro della spugna.<\/p>\n<div id=\"attachment_570\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-570\" class=\"size-full wp-image-570\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Tedania-anhelansT.jpg\" alt=\"Le digitazioni irregolari della spugna Tedania anhelans\" width=\"600\" height=\"428\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Tedania-anhelansT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Tedania-anhelansT-300x214.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Tedania-anhelansT-420x300.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-570\" class=\"wp-caption-text\">Le digitazioni irregolari della spugna <em>Tedania anhelans<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo delle spugne \u00e8 sostenuto dal collagene, la principale proteina strutturale del regno animale, che pu\u00f2 trovarsi sotto forma di fibrille disperse nella matrice intercellulare o come spongina, quest\u2019ultima arrangiata in fibre o filamenti. La maggior parte delle spugne possiede anche uno scheletro minerale costituito da microscopici \u201cossicini\u201d di natura calcarea o silicea, le spicole. Esistono moltissime morfologie spicolari: spicole lisce o spinose, dritte o curve, con le estremit\u00e0 smussate o a punta, spicole a forma di bastoncino, spillo o stuzzicadenti, a forma di stella, sfera, chela, e tante altre ancora.<\/p>\n<div id=\"attachment_585\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-585\" class=\"size-full wp-image-585\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Clathrina-clathrus-forma-contrattaT.jpg\" alt=\"La spugna rete gialla Clathrina clathrus nella forma contratta\" width=\"600\" height=\"470\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Clathrina-clathrus-forma-contrattaT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Clathrina-clathrus-forma-contrattaT-300x235.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Clathrina-clathrus-forma-contrattaT-382x300.jpg 382w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-585\" class=\"wp-caption-text\">La spugna rete gialla <em>Clathrina clathrus<\/em> nella forma contratta<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le spugne sono organismi modulari, ovvero costituiti da numerose unit\u00e0 funzionali. Diversamente da quanto accade negli organismi coloniali, come nei briozoi e nelle ascidie, le unit\u00e0 funzionali non possono essere distinte l&#8217;una dall&#8217;altra.<br \/>\nSi riproducono per via sessuale o, pi\u00f9 raramente, asessuale. La prima modalit\u00e0 implica l\u2019elaborazione di gameti femminili, gli ovociti, e gameti maschili, gli spermi, racchiusi in gran numero all\u2019interno delle cisti spermatiche. I gameti derivano dal differenziamento di coanociti o archeociti, e possono essere prodotti da individui separati nelle specie gonocoriche o dallo stesso individuo nelle specie ermafrodite. Molte spugne sono vivipare con fecondazione interna, altre ovipare con rilascio di gameti maschili e femminili direttamente nel mezzo acqueo e fecondazione esterna. Nella fecondazione interna, molto pi\u00f9 comune, lo spermio emesso in acqua da una spugna, penetra attraverso gli ostii all\u2019interno di un\u2019altra spugna, e viene condotto ad un ovocita da una cellula coanocitaria trasformata all\u2019occorrenza in cellula di trasporto. In seguito alla fecondazione, l\u2019embrione va incontro ad una serie di divisioni cellulari fino alla formazione della larva. In alcune spugne, come in <em>Spongia officinalis,<\/em> la lenta maturazione degli embrioni si protrae per quasi un anno intero, iniziando in autunno con la fecondazione e terminando all\u2019inizio dell\u2019estate con il rilascio delle larve. Esistono differenti tipologie larvali a seconda della classe di spugne considerata, ma tutte vengono emesse dagli osculi della \u201cmamma\u201d spugna nell\u2019ambiente marino e restano nel plancton per poche ore o per uno\/due giorni. In questa fase planctonica, la minuscola larva non pi\u00f9 grande di mezzo millimetro, si nutre delle proprie riserve e nuota alla ricerca di un substrato adatto su cui fissarsi, sfidando gli innumerevoli predatori e l\u2019immensit\u00e0 del mare.<br \/>\nInfine, la riproduzione asessuale nelle spugne pu\u00f2 essere di tre tipi: la frammentazione e la produzione di gemme o gemmule. La frammentazione \u00e8 un processo che consiste nella produzione di nuovi individui a partire da frammenti del corpo di un organismo adulto. Spesso avviene per colamento di porzioni di spugna che sfruttano la forza di gravit\u00e0 per colare lentamente dall\u2019organismo genitore fino a staccarsi e a cadere sul substrato dove originano nuove spugne perfettamente funzionali.<\/p>\n<div id=\"attachment_583\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-583\" class=\"size-full wp-image-583\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Colamento-in-Chondrosia-reniformisT.jpg\" alt=\"La riproduzione per colamento in Chondrosia reniformis  \" width=\"600\" height=\"778\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Colamento-in-Chondrosia-reniformisT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Colamento-in-Chondrosia-reniformisT-231x300.jpg 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-583\" class=\"wp-caption-text\">La riproduzione per colamento in <em>Chondrosia reniformis<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le gemme sono protuberanze sferiche di qualche millimetro, che vengono elaborate da poche specie di spugne come quelle appartenenti al genere <em>Tethya.<\/em> Le gemme restano attaccate al corpo della spugna adulta attraverso una specie di sottilissimo cordone ombelicale finch\u00e9 si staccano e rotolano gi\u00f9 sviluppandosi autonomamente.<\/p>\n<div id=\"attachment_581\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-581\" class=\"size-full wp-image-581\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Gemme-di-Tethya-aurantiumT.jpg\" alt=\"Gemme sulla superficie di Tethya aurantium \" width=\"600\" height=\"404\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Gemme-di-Tethya-aurantiumT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Gemme-di-Tethya-aurantiumT-300x202.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Gemme-di-Tethya-aurantiumT-445x300.jpg 445w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-581\" class=\"wp-caption-text\">Gemme sulla superficie di <em>Tethya aurantium<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, le gemmule sono corpi di resistenza sferici, grandi qualche centinaio di micron, costituiti da archeociti contenuti in una capsula di collagene. In genere, le gemmule sono elaborate dalle spugne che vivono in ambienti d\u2019acqua dolce, spesso effimeri e soggetti ad essiccamento o congelamento. Gli archeociti delle gemmule restano inattivi per tutto il periodo sfavorevole e si moltiplicano e differenziano soltanto con il miglioramento delle condizioni ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\"><strong>Ecologia delle spugne<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Mar Mediterraneo sono state finora descritte oltre 600 specie appartenenti al <em>phylum<\/em> Porifera. Questa cifra non \u00e8 definitiva ma tende ad aumentare di anno in anno. Molte delle spugne mediterranee sono specie endemiche, cio\u00e8 esclusive del <em>Mare Nostrum<\/em>.<br \/>\nLe spugne dominano gli ambienti bentonici e colonizzano in gran numero ogni tipo di substrato. Crescono sulle rocce verticali o orizzontali, in ambienti illuminati o oscuri, sopra e sotto le pietre, ricoprono alghe e conchiglie, avvolgono i rizomi delle piante marine, incrostano con mille colori i relitti sommersi e persino i rifiuti gettati sul fondo del mare.<\/p>\n<div id=\"attachment_588\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-588\" class=\"size-full wp-image-588\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ambiente-di-grotta-semioscuraT.jpg\" alt=\"Ambiente di grotta semioscura caratterizzato da numerose specie di spugne tra cui la gialla Agelas oroides \" width=\"600\" height=\"800\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ambiente-di-grotta-semioscuraT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ambiente-di-grotta-semioscuraT-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-588\" class=\"wp-caption-text\">Ambiente di grotta semioscura caratterizzato da numerose specie di spugne tra cui la gialla <em>Agelas oroides<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro caratteristica sessilit\u00e0 non ostacola nemmeno le poche specie che crescono sugli instabili fondi molli delle lagune o degli inospitali ambienti profondi. Insomma, le spugne crescono dappertutto, favorite dall\u2019abbondanza del loro alimento che \u00e8 presente naturalmente nell\u2019acqua del mare.<br \/>\nLa dieta dei poriferi comprende minuscole particelle di materia organica, molti batteri, alghe unicellulari e, raramente, piccoli protozoi del plancton. Tutti questi microscopici alimenti vengono in continuazione trattenuti durante la filtrazione dell\u2019acqua del mare.<br \/>\nLa filtrazione non \u00e8, per\u00f2, la sola modalit\u00e0 di alimentazione. Alcune specie tipiche di ambienti estremi come le grotte oscure e i fondi batiali, appartenenti alla famiglia Cladorhizidae, si sono trasformate da innocue filtratrici a spugne carnivore che catturano le loro prede con filamenti armati di spicole dalla particolare forma ad uncino.<br \/>\nIn molti casi, le spugne ricavano nutrimento anche dai microrganismi fotosintetici che ospitano all\u2019interno del loro corpo, e con cui instaurano uno stretto rapporto simbiotico simile a quello che si stabilisce tra le madrepore e le zooxantelle nei mari tropicali. I simbionti fotosintetici sono per lo pi\u00f9 cianobatteri, che forniscono alla spugna i prodotti della fotosintesi e l\u2019ossigeno. In cambio, essa offre protezione, l\u2019anidride carbonica necessaria alla fotosintesi e i prodotti di rifiuto, che vengono completamente riutilizzati dai microrganismi. I cianobatteri, inoltre, sono responsabili delle differenti colorazioni assunte da molte spugne che vivono in ambienti illuminati, e le proteggono da un eccessivo e dannoso irraggiamento solare. L\u2019associazione tra spugna e simbionte \u00e8 talvolta cos\u00ec stretta che gli esemplari adulti trasmettono negli embrioni un piccolo numero di microrganismi, cosicch\u00e9 i nuovi giovani esemplari siano gi\u00e0 dotati dei loro fidati piccoli collaboratori.<br \/>\nAll\u2019interno delle spugne non si trovano solo organismi fotosintetici. Spesso il mesoilo di alcune specie \u00e8 letteralmente imbottito da innumerevoli batteri eterotrofi che, in questo caso, vengono mangiati dalla spugna e costituiscono una riserva alimentare alternativa.<br \/>\nL\u2019alimento fornisce l\u2019energia necessaria per vivere e per sviluppare una forma corporea che spesso risulta strettamente correlata alle caratteristiche dell\u2019ambiente. A volte, la stessa specie pu\u00f2 mostrare forma completamente diversa a seconda che si trovi in acque calme o mosse. Nei luoghi caratterizzati da rilevante moto ondoso o da forti correnti, le spugne assumono per lo pi\u00f9 forme incrostanti o creano placche spesse pochi centimetri, aderenti al substrato. Mancano del tutto le forme erette o ramificate, che verrebbero in breve strappate via dalle forze idrodinamiche. Dove le acque sono calme, invece, le spugne possono accrescersi in altezza, generando forme complesse e articolate con prolungamenti di vario genere, che le rendono particolarmente appariscenti.<br \/>\nLe spugne sono organismi sciafili, amanti dell\u2019ombra, e prediligono vivere nelle grotte e negli anfratti della biocenosi del coralligeno. In questi ambienti, il nutrimento non manca ma lo spazio tende subito a scarseggiare divenendo l\u2019unico fattore limitante. Ed \u00e8 cos\u00ec che ha inizio una feroce competizione che coinvolge le varie specie di spugne ma anche altri organismi sessili come alghe, madrepore, ascidie e briozoi. La guerra silenziosa \u00e8 combattuta a colpi di metaboliti tossici prodotti per fronteggiare i tanti competitori. Spesso, per\u00f2, i composti chimici non bastano e le spugne vengono ricoperte da altri animali sessili o dagli stoloni di alghe particolarmente aggressive come la specie aliena <em>Caulerpa cylindracea.<\/em> Ma per loro fortuna gli antichi invertebrati tollerano gli organismi epibionti e sono molto plastiche riuscendo a frammentarsi a piacimento e a riunire i pezzi come fossero quelli di un puzzle.<\/p>\n<div id=\"attachment_586\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-586\" class=\"size-full wp-image-586\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Chondrilla-nucula-e-Caulerpa-cylindraceaT.jpg\" alt=\"L\u2019alga verde invasiva Caulerpa cylindracea ricopre parzialmente la spugna nocciolina Chondrilla nucula \" width=\"600\" height=\"432\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Chondrilla-nucula-e-Caulerpa-cylindraceaT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Chondrilla-nucula-e-Caulerpa-cylindraceaT-300x216.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Chondrilla-nucula-e-Caulerpa-cylindraceaT-416x300.jpg 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-586\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019alga verde invasiva <em>Caulerpa cylindracea<\/em> ricopre parzialmente la spugna nocciolina <em>Chondrilla nucula<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune spugne, dette perforanti, vivono all\u2019interno della roccia o dentro conchiglie, talli di alghe coralline, scheletri di madrepore, coralli e briozoi, dove scavano articolati labirinti rimuovendo meccanicamente microscopiche scaglie e sciogliendo lentamente il carbonato di calcio con secrezioni altamente acide. Dalla roccia perforata sbucano solo le papille colorate in cui sono concentrati gli ostii e gli osculi. A volte, alcune specie perforanti tendono a fuoriuscire dalla roccia in cui vivono e a ricoprirla completamente fino ad assumere una forma dapprima incrostante e poi massiva. Nel corso della loro vita si trasformano, quindi, da demolitrici a spugne costruttrici che inglobano all\u2019interno del loro corpo una grande quantit\u00e0 di sedimento, contribuendo a consolidare il substrato che ricoprono.<\/p>\n<div id=\"attachment_584\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-584\" class=\"size-full wp-image-584\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Cliona-viridis-da-forma-perforante-a-massivaT.jpg\" alt=\"I differenti stadi della vita di Cliona viridis, da spugna perforante a incrostante e massiva \" width=\"600\" height=\"1183\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Cliona-viridis-da-forma-perforante-a-massivaT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Cliona-viridis-da-forma-perforante-a-massivaT-152x300.jpg 152w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Cliona-viridis-da-forma-perforante-a-massivaT-519x1024.jpg 519w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-584\" class=\"wp-caption-text\">I differenti stadi della vita di <em>Cliona viridis,<\/em> da spugna perforante a incrostante e massiva<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte delle spugne perforanti, i labirinti di microcavit\u00e0 scavati con cos\u00ec tanta solerzia, non restano disabitati ma vengono subito occupati da altre piccole spugne, chiamate insinuanti, che riempiono i buchi nella roccia impedendo che si disgreghi, proprio come le radici degli alberi stabilizzano i versanti dei rilievi particolarmente instabili.<br \/>\nSebbene piene di spicole spinose e di metaboliti tossici, le spugne vengono mangiate da molti animali marini, primi fra tutti i molluschi gasteropodi. La bellissima ciprea <em>Luria lurida<\/em> integra la sua dieta con la spugna nocciolina Chondrilla nucula e il rognone di mare <em>Chondrosia reniformis,<\/em> mentre il notaspideo <em>Tylodina perversa<\/em> mangia solo la gialla Aplysina aerophoba. Sulla sua preda, il piccolo mollusco passa gran parte della sua esistenza, nascondendosi dai predatori e deponendo le uova raccolte in lunghi nastri, anch\u2019essi gialli. Innumerevoli sono i nudibranchi che mangiano spugne, come la vacchetta di mare che preferisce la durissima <em>Petrosia ficiformis<\/em> da cui gratta con la radula lo strato superficiale ricco di nutrienti cianobatteri simbionti, o <em>Phyllidia flava<\/em> che scala lentamente le altissime ramificazioni di Axinella cannabina per poi mangiarle a pezzetti.<\/p>\n<div id=\"attachment_575\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-575\" class=\"size-full wp-image-575\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Petrosia-ficiformis-e-Peltodoris-atromaculataT.jpg\" alt=\"Il nudibranchio Peltodoris atromaculata all\u2019interno dell\u2019osculo di Petrosia ficiformis \" width=\"600\" height=\"446\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Petrosia-ficiformis-e-Peltodoris-atromaculataT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Petrosia-ficiformis-e-Peltodoris-atromaculataT-300x223.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Petrosia-ficiformis-e-Peltodoris-atromaculataT-403x300.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-575\" class=\"wp-caption-text\">Il nudibranchio <em>Peltodoris atromaculata<\/em> all\u2019interno dell\u2019osculo di <em>Petrosia ficiformis<\/em><\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_574\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-574\" class=\"size-full wp-image-574\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Phyllidia-flava-su-Axinella-cannabinaT.jpg\" alt=\"Il nudibranchio Phyllidia flava sulla sua preda preferita, la spugna Axinella cannabina \" width=\"600\" height=\"431\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Phyllidia-flava-su-Axinella-cannabinaT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Phyllidia-flava-su-Axinella-cannabinaT-300x215.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Phyllidia-flava-su-Axinella-cannabinaT-417x300.jpg 417w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-574\" class=\"wp-caption-text\">Il nudibranchio <em>Phyllidia flava<\/em> sulla sua preda preferita, la spugna <em>Axinella cannabina<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti nudibranchi frequentano le spugne perch\u00e9 trovano sulla loro superficie colonie di minuscole prede di cui vanno particolarmente ghiotti, come gli idrozoi e gli entoprocti. E sempre sopra le spugne sono spesso visibili le fragili braccia pelose delle stelle serpentine o i lunghi tentacoli colorati dei vermi terebellidi, organismi commensali sempre in cerca di piccole particelle di cibo.<\/p>\n<div id=\"attachment_578\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-578\" class=\"size-full wp-image-578\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ircinia-variabilis-e-Ophiothrix-fragilisT.jpg\" alt=\"Sulla spugna Ircinia variabilis stazionano le braccia piumose della stella serpentina Ophiothrix fragilis \" width=\"600\" height=\"466\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ircinia-variabilis-e-Ophiothrix-fragilisT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ircinia-variabilis-e-Ophiothrix-fragilisT-300x233.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Ircinia-variabilis-e-Ophiothrix-fragilisT-386x300.jpg 386w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-578\" class=\"wp-caption-text\">Sulla spugna <em>Ircinia variabilis<\/em> stazionano le braccia piumose della stella serpentina <em>Ophiothrix fragilis<\/em><\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_569\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-569\" class=\"size-full wp-image-569\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Terpios-fugaxT.jpg\" alt=\"L\u2019inconfondibile Terpios fugax con una piccola stella sulla sua superficie \" width=\"600\" height=\"793\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Terpios-fugaxT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Terpios-fugaxT-226x300.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-569\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019inconfondibile <em>Terpios fugax<\/em> con una piccola stella sulla sua superficie<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le spugne vengono mangiate anche da alcuni anellidi, crostacei, stelle marine come la rossa <em>Echinaster sepositus<\/em>, ricci, varie specie di pesci e dalle tartarughe che possono arricchire la dieta a base di meduse con le morbide masse spongine. I morsi inferti dai vari predatori non sono in genere mortali per gli esemplari colpiti, che riescono ad isolare e cicatrizzare le porzioni danneggiate.<br \/>\nLe spugne instaurano un\u2019infinit\u00e0 di relazioni pi\u00f9 o meno strette con altri organismi marini.<br \/>\nForse una delle pi\u00f9 conosciute \u00e8 la simbiosi mutualistica tra la spugna rossa <em>Crambe crambe<\/em> e alcune specie di molluschi, in modo particolare <em>Arca noae<\/em> e <em>Spondylus gaederopus<\/em>. La spugna cresce sopra le conchiglie e sfrutta le correnti respiratorie dei molluschi ricche di residui di cibo. In cambio, mimetizza i molluschi e li protegge dai predatori perch\u00e9 diffonde composti tossici e repellenti.<br \/>\nMolte spugne crescono sulle valve della grande <em>Pinna nobilis<\/em>, su varie specie di pectinidi, sui mitili, sulle conchiglie dei murici e persino attorno ai tubi dei vermetidi.<br \/>\nUn\u2019altra stretta associazione lega la specie <em>Suberites domuncula<\/em> a vari paguri. La spugna avvolge completamente le conchiglie in cui risiedono i piccoli crostacei che non sono pi\u00f9 costretti a trovarsi una nuova dimora e ad esporre il molle addome ai tanti predatori. Ricambiano la cortesia trasportando la loro protettrice gratuitamente sul fondo del mare.<br \/>\nAltri crostacei portano a spasso frammenti di spugna che ritagliano accuratamente con le chele e si pongono sul carapace per mimetizzarsi. \u00c8 questo il caso del granchio facchino <em>Dromia personata<\/em>, che stacca grosse porzioni spongine, a volta anche pi\u00f9 grandi di lui, le trattiene con due arti specializzati per tale funzione, e le trasporta su di s\u00e9. I frammenti di spugna non degenerano ma continuano ad accrescersi insieme al crostaceo. Anche le granceole e i granchi decorati mascherano il loro carapace con pezzetti di spugne che rendono i crostacei simili a piccole rocce in movimento.<\/p>\n<div id=\"attachment_582\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582\" class=\"size-full wp-image-582\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Dysidea-avara-su-Dromia-personataT.jpg\" alt=\"La simbiosi tra il granchio facchino Dromia personata e la spugna Dysidea avara \" width=\"600\" height=\"448\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Dysidea-avara-su-Dromia-personataT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Dysidea-avara-su-Dromia-personataT-300x224.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Dysidea-avara-su-Dromia-personataT-401x300.jpg 401w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-582\" class=\"wp-caption-text\">La simbiosi tra il granchio facchino <em>Dromia personata<\/em> e la spugna <em>Dysidea avara<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriori relazioni interspecifiche riguardano gli animali che sfruttano il corpo delle spugne come substrato o come rifugio. I polipi gialli delle margherite di mare, <em>Parazoanthus axinellae<\/em>, preferiscono crescere sulle ramificazioni di alcune specie del genere <em>Axinella<\/em> sviluppandosi in posizione pi\u00f9 elevata rispetto al substrato, e pi\u00f9 vantaggiosa per catturare i piccoli organismi del <em>plancton<\/em> di cui si cibano.<\/p>\n<div id=\"attachment_587\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-587\" class=\"size-full wp-image-587\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Axinella-damicornis-e-ParazoanthusT.jpg\" alt=\"Un esemplare di Axinella damicornis completamente ricoperto dai polipi di Parazoanthus axinellae \" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Axinella-damicornis-e-ParazoanthusT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Axinella-damicornis-e-ParazoanthusT-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Axinella-damicornis-e-ParazoanthusT-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-587\" class=\"wp-caption-text\">Un esemplare di <em>Axinella damicornis<\/em> completamente ricoperto dai polipi di <em>Parazoanthus axinellae<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la medusa delle spugne, <em>Nausithoe punctata<\/em>, sceglie di trascorrere la fase di polipo del suo ciclo vitale, ospitata all\u2019interno del corpo di varie specie di spugne.<\/p>\n<div id=\"attachment_571\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-571\" class=\"size-full wp-image-571\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spugne-e-Nausithoe-punctataT.jpg\" alt=\"I polipi di Nausithoe punctata cresciuti all\u2019interno di alcune spugne \" width=\"600\" height=\"432\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spugne-e-Nausithoe-punctataT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spugne-e-Nausithoe-punctataT-300x216.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spugne-e-Nausithoe-punctataT-416x300.jpg 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-571\" class=\"wp-caption-text\">I polipi di <em>Nausithoe punctata<\/em> cresciuti all\u2019interno di alcune spugne<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esemplari giganteschi di <em>Geodia cydonium<\/em> o <em>Sarcotragus foetidus<\/em> rappresentano, invece, il rifugio di moltitudini di inquilini nascosti nei canali del loro sistema acquifero. In queste spugne \u201ccondominio\u201d possono svilupparsi intere comunit\u00e0 di piccoli invertebrati, molte specie diverse di anellidi policheti, molluschi e crostacei.<br \/>\nOgni spugna, quindi, rappresenta a seconda dei casi, un\u2019importante componente del <em>benthos,<\/em> un filtratore in grado di depurare l\u2019acqua del mare, un animale capace di modificare l\u2019ambiente in cui vive, un organismo estremamente plastico, un abile competitore, una preda ed un predatore, un rifugio e un substrato dove attecchire, un fedele compagno di vita e un nucleo di biodiversit\u00e0.<br \/>\nNel Mar Mediterraneo, le spugne sono minacciate dal degrado degli ambienti marini in cui vivono. L\u2019inquinamento e l\u2019incessante intorbidamento delle acque, la devastazione dei fondi coralligeni e delle praterie di piante marine attuata dalla pesca con reti a strascico, la distruzione di substrato roccioso o di biocostruzioni ad opera dei pescatori di datteri. Non meno importanti sono i rischi legati alla competizione con un sempre maggior numero di alghe ed invertebrati alieni particolarmente aggressivi, e allo sfruttamento commerciale attuato dall\u2019uomo in modo sconsiderato a partire dal XIX secolo. Infine, numerose anomalie termiche hanno provocato negli ultimi decenni estesi eventi di moria, che hanno interessato molte specie di spugne e di altri animali bentonici.<\/p>\n<div id=\"attachment_580\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-580\" class=\"size-full wp-image-580\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Geodia-cydoniumT.jpg\" alt=\"Un grande esemplare di Geodia cydonium , spugna protetta dalla legislazione vigente \" width=\"600\" height=\"442\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Geodia-cydoniumT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Geodia-cydoniumT-300x221.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Geodia-cydoniumT-407x300.jpg 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-580\" class=\"wp-caption-text\">Un grande esemplare di <em>Geodia cydonium<\/em> , spugna protetta dalla legislazione vigente<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_572\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-572\" class=\"size-full wp-image-572\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spongia-officinalisT.jpg\" alt=\"Un esemplare della spugna da bagno, Spongia officinalis, specie protetta dalla pesca incontrollata che ne ha ridotto drasticamente le popolazioni in tutto il Mediterraneo \" width=\"600\" height=\"475\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spongia-officinalisT.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spongia-officinalisT-300x237.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Spongia-officinalisT-378x300.jpg 378w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-572\" class=\"wp-caption-text\">Un esemplare della spugna da bagno,<em> Spongia officinalis<\/em>, specie protetta dalla pesca incontrollata che ne ha ridotto drasticamente le popolazioni in tutto il Mediterraneo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutti questi motivi, alcune specie di spugne particolarmente vulnerabili e oggetto di raccolta indiscriminata, sono state inserite negli allegati II e III della Convenzione di Berna e nel protocollo SPA\/BIO (<em>Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean<\/em>) della Convenzione di Barcellona.<\/p>\n<div id=\"attachment_568\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-568\" class=\"wp-image-568 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/tabella-specie-protette.png\" alt=\"tabella specie protette\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/tabella-specie-protette.png 720w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/tabella-specie-protette-300x225.png 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/tabella-specie-protette-400x300.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-568\" class=\"wp-caption-text\">Specie di Poriferi protette in Italia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rossella.baldacconi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rossella Baldacconi<\/a> &#8211; 2014<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Spugne-del-Mediterraneo\/1476474829295605?ref=hl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Spugne del Mediterraneo<\/a>, di Rossella Baldacconi e Egidio Trainito<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biologia delle spugne Da oltre 500 milioni di anni, i poriferi, comunemente conosciuti con il nome di spugne, popolano i mari del pianeta, arricchendoli con una variet\u00e0 illimitata di forme e colori. 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