{"id":303,"date":"2014-02-18T21:34:51","date_gmt":"2014-02-18T20:34:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=303"},"modified":"2022-06-04T22:29:11","modified_gmt":"2022-06-04T20:29:11","slug":"astronomiae-pars-optica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=303","title":{"rendered":"Astronomi\u00e6 Pars Optica &#8211; Livio Ruggiero"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\">Breve storia dell&#8217;ottica (astronomica) antica, ma non solo<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio Abetti nella sua Storia dell\u2019Astronomia del 1949 scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa storia dell\u2019Astronomia si pu\u00f2 ordinare in grandi periodi legati alla storia e alla civilt\u00e0 dei diversi popoli della terra, essi possono prendere il nome di astronomia antica, medioevale e moderna, intendendo che fra le ultime due ha avuto luogo una fondamentale riforma dopo la quale l\u2019astronomia moderna in circa quattro secoli ha fatto, fino al giorno d\u2019oggi, enormi progressi quali, nei precedenti periodi, non si sarebbero mai potuti immaginare.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019astronomia antica pu\u00f2 farsi risalire probabilmente a circa 4000 anni prima di Cristo, ad opera di popolazioni dell\u2019Asia centrale, dalle quali si sarebbe poi diffusa, nel giro di un migliaio di anni, agli Egiziani e agli Indiani, per passare poi ai Babilonesi e agli Ebrei fino ad Alessandro Magno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo con i Greci, per\u00f2, si pu\u00f2 dire che l\u2019Astronomia acquisti le caratteristiche di una disciplina scientifica, grazie a personaggi come Talete, Anassimandro, Pitagora, Platone e Aristotele, per raggiungere il maggior fulgore nella Magna Grecia con Archimede e alla Scuola di Alessandria con Aristarco da Samo, Eratostene ed Ipparco, che pu\u00f2 essere considerato il pi\u00f9 grande astronomo dell\u2019antichit\u00e0, i cui lavori sono stati tramandati e completati da Tolomeo, tre secoli dopo. L\u2019<i>Almagesto<\/i>, la famosa opera in tredici libri di Tolomeo, contiene praticamente tutte le conoscenze astronomiche sviluppatesi da Ipparco in poi arricchite soprattutto dai metodi matematici e geometrici usati da Tolomeo.<\/p>\n<div id=\"attachment_311\" style=\"width: 464px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-311\" class=\"  wp-image-311\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La_scuola_di_Atenet.jpg\" alt=\"La_scuola_di_Atenet\" width=\"454\" height=\"346\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La_scuola_di_Atenet.jpg 454w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La_scuola_di_Atenet-300x228.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La_scuola_di_Atenet-393x300.jpg 393w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><p id=\"caption-attachment-311\" class=\"wp-caption-text\">La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio. L&#8217;uomo di spalle, con la corona, che regge un globo terracqueo in mano \u00e8 Claudio Tolomeo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Schiaparelli il periodo dell\u2019Astronomia antica si pu\u00f2 considerare concluso intorno al 650 dopo Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Astronomia medievale copre il periodo che va dal 500 al 1500 dopo Cristo, con un praticamente nullo contributo dei romani e con un fondamentale apporto degli Arabi, ma fino a Copernico il contributo di tutti \u00e8 sostanzialmente una ripetizione dell\u2019<i>Almagesto <\/i>di Tolomeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aspetti particolari della storia dell\u2019Astronomia sono costituiti dalle ricche tradizioni assiro-babilonesi ed egiziane, da quelle di scarso livello, per motivi religiosi, degli Ebrei e dei Fenici, da quelle essenzialmente leggendarie di Ind\u00f9 e Cinesi e da quelle sorprendenti dei Maya e di altre popolazioni dell\u2019America Centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Copernico, considerato il continuatore della scuola greca, Tycho Brahe, Keplero, Galileo e Newton comincia la nuova era che pu\u00f2 essere ritenuta a buon diritto quella della riforma dell\u2019Astronomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino all\u2019invenzione del cannocchiale di Galileo gli strumenti utilizzati per l\u2019Astronomia furono essenzialmente le sfere armillari, l\u2019astrolabio e il quadrante. Con questi strumenti, noti gi\u00e0 ai Greci e perfezionati nel Medioevo soprattutto dagli Arabi, si misuravano la posizione delle stelle, le ore del levare e del tramontare del sole e delle stelle ed altre grandezze legate alla struttura del cielo, alcune determinanti per le osservazioni astrologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Newton si pu\u00f2 fissare l\u2019inizio dell\u2019era moderna, in cui, grazie agli sviluppi delle tecnologie osservative (cannocchiale, telescopio) e delle idee fondamentali della Fisica (legge di gravitazione universale) l\u2019Astronomia muover\u00e0 passi da gigante nella conoscenza dell\u2019Universo, che conosceranno un ulteriore fondamentale incremento con la scoperta dell\u2019analisi spettrale (Kirchhoff, 1859), che ha permesso di avviare lo studio della costituzione chimica dei corpi celesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 agosto del 1609 Galileo scrisse una lettera al Doge Leonardo Donato presentando il cannocchiale che aveva realizzato perfezionando un \u201cocchiale\u201d realizzato in Olanda, che permetteva di vedere ingrandite le cose lontane come se fossero vicine. Si tratt\u00f2 dell\u2019evento che diede il via al meraviglioso sviluppo dell\u2019Astronomia, ma fu anche l\u2019inizio del miglioramento tecnologico delle lenti, che avrebbe portato alla costruzione di strumenti ottici sempre pi\u00f9 perfezionati, consentendo lo sviluppo altrettanto meraviglioso delle altre scienze, e al miglioramento degli occhiali, tanto importanti per risolvere i problemi della visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019antichit\u00e0 filosofi e scienziati hanno cercato di rispondere alle domande: perch\u00e9 vediamo? come avviene il processo che ci mette in relazione con il mondo esterno attraverso i nostri occhi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019antica Grecia e negli ambienti culturali che gravitavano attorno ai suoi uomini di pensiero vennero elaborate alcune teorie, che oggi ci fanno sorridere ma che furono in auge, anche se con qualche aggiustamento, fino a quando, solo pochi secoli fa, non cominciarono a migliorare le conoscenze sulla natura della luce, sul suo modo di propagarsi nello spazio e nei mezzi materiali e sul funzionamento fisico-fisio-psicologico del sistema occhio-cervello. Le teorie principali furono tre, legate alle grandi scuole di pensiero dell\u2019epoca: la teoria delle <i>eidole<\/i>, la teoria dei <i>raggi visuali<\/i>, la teoria <i>platonica<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Teoria delle <i>eidole<\/i><\/span> &#8211; Dall\u2019oggetto osservato si staccano delle immagini (eidole) che vanno verso l\u2019occhio, rimpicciolendosi man mano in modo da poter entrare nella pupilla, portando alla psiche le informazioni sulla forma e i colori degli oggetti. Questa teoria nacque nell\u2019ambito della scuola atomistica fondata da Leucippo (V secolo a.C.), che ebbe Democrito tra i suoi seguaci pi\u00f9 illustri.<\/p>\n<div id=\"attachment_312\" style=\"width: 935px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-312\" class=\"wp-image-312\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1.jpg\" alt=\"Teoria delle eidole\" width=\"925\" height=\"288\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1.jpg 925w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1-300x93.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1-500x155.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 925px) 100vw, 925px\" \/><p id=\"caption-attachment-312\" class=\"wp-caption-text\">Teoria delle eidole<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Teoria dei <i>raggi visuali<\/i><\/span>\u00a0 &#8211; Dall\u2019occhio partono dei raggi che vanno ad analizzare l\u2019oggetto osservato e ritornano nell\u2019occhio portando le informazioni raccolte. Questa teoria nacque nell\u2019ambito della scuola fondata da Pitagora (V secolo a. C.).<\/p>\n<div id=\"attachment_313\" style=\"width: 939px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-313\" class=\"wp-image-313\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2.jpg\" alt=\"Teoria dei raggi visuali\" width=\"929\" height=\"308\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2.jpg 929w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2-300x99.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2-500x165.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 929px) 100vw, 929px\" \/><p id=\"caption-attachment-313\" class=\"wp-caption-text\">Teoria dei raggi visuali<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Teoria <i>platonica<\/i><\/span><i> &#8211;<\/i><i> <\/i>Dall\u2019occhio e dall\u2019oggetto partono due fluidi che incontrandosi danno luogo alla visione. Secondo Platone (427 a. C. \u2013 ca. 347 a. C.) dagli oggetti parte un fluido speciale, che egli chiama \u201cfuoco\u201d, che si incontra con la \u201cmite luce del giorno\u201d che parte dai nostri occhi. Solo se i due fluidi, incontrandosi, si \u201cuniscono strettamente\u201d si ha la sensazione visiva.<\/p>\n<div id=\"attachment_314\" style=\"width: 949px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-314\" class=\"wp-image-314\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3.jpg\" alt=\"Teoria platonica\" width=\"939\" height=\"356\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3.jpg 939w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3-300x113.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3-500x189.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 939px) 100vw, 939px\" \/><p id=\"caption-attachment-314\" class=\"wp-caption-text\">Teoria platonica<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente a quello della conoscenza dei meccanismi della visione altri problemi, senz\u2019altro pi\u00f9 gravi per la gente comune, richiedevano delle soluzioni: quelli posti dai difetti visivi, che si potevano acquisire dalla nascita o per l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, escludendo naturalmente la cecit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la soluzione di questi problemi si sarebbe dovuto attendere quando negli ultimi secoli del primo millennio dopo Cristo, forse casualmente, qualcuno alle prese con la fabbricazione dei dischi di vetro che, collegati tra loro con un nastro di piombo, erano utilizzati nelle finestre, si accorse che attraverso alcuni di essi, abbastanza trasparenti, si potevano vedere ingranditi gli oggetti retrostanti. I dischi di vetro venivano prodotti prelevando con il cannello da soffiatore una massa di vetro fuso che veniva trasformata in disco ruotando energicamente il cannello. Lo spessore del disco era massimo al centro, per la connessione con il cannello, e diminuiva verso il bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era nata la lente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare che la denominazione di <i>lente<\/i> derivi dal popolare <i>lentecchia<\/i><b>,<\/b><i> <\/i>che sta per lenticchia, legume che \u00e8 proprio \u201ca forma di lente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 da chiedersi come mai si sia atteso tanto per intravedere la soluzione, dal momento che gi\u00e0 da tempo si conosceva la propriet\u00e0 di ingrandimento dell\u2019acqua e di sostanze trasparenti come il cristallo di rocca o varie pietre preziose. Basti pensare che nel I secolo dopo Cristo il filosofo Lucio Anneo Seneca scriveva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;\u2026le lettere, anche piccole e confuse, appaiono ingrandite e chiare attraverso un globo pieno di acqua.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque siano andate le cose si pensa che solo intorno al 1286 siano stati inventati gli occhiali per correggere con lenti convesse la presbiopia, che affligge le persone anziane, mentre si dovette aspettare ancora per quasi due secoli per poter correggere con lenti concave la miopia, che affligge anche i giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se qualcuno attribuisce erroneamente al fiorentino <i>Salvino degli Armati<\/i> l\u2019invenzione degli occhiali, fino ad oggi \u00e8 stato possibile solo definire che la data dell\u2019invenzione deve essere posta intorno al 1286, non si pu\u00f2 per\u00f2 non tener conto che il filosofo e scienziato inglese <i>Ruggero Bacone<\/i> (1214-1292) debba essere considerato quasi certamente come il primo ad aver scritto della possibilit\u00e0 di correggere con le lenti i difetti della visione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Se un uomo guarda le lettere o altre cose minute per mezzo di un cristallo o di un vetro o di altro perspicuo sovrapposto alle lettere, e sia minore della sfera la parte la cui convessit\u00e0 \u00e8 rivolta verso l\u2019occhio, e l\u2019occhio sia in aria, vedr\u00e0 le lettere molto meglio e gli appariranno maggiori \u2026 E perci\u00f2 questo strumento \u00e8 utile ai vecchi e a quelli che hanno la vista debole, perch\u00e9 essi possono vedere la lettera, per quanto piccola, di sufficiente grandezza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia degli occhiali \u00e8 una storia molto tormentata, perch\u00e9 tormentata \u00e8 la storia delle lenti, la cui fabbricazione avveniva levigando a mano dei pezzi di vetro di qualit\u00e0 molto scadente, per cui il loro uso, pur risolvendo in parte i problemi posti dai difetti visivi, era reso difficoltoso dalle aberrazioni, che distorcevano le immagini colorandone inoltre i bordi con tutti i colori dell\u2019arcobaleno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi occhiali erano costituiti da due lenti unite da una montatura inizialmente snodata e poi \u201ca stringinaso\u201d, di metallo, di cuoio o di osso. Gli occhiali, le cui due lenti difficilmente potevano avere esattamente le stesse caratteristiche, non erano prescritti da un medico dopo l\u2019analisi della vista e non erano venduti da negozi specializzati, tutte cose di l\u00e0 da venire, ma venivano acquistati al mercato, scegliendo sulla bancarella del venditore di occhiali quelli che meglio si adattavano alla vista dell\u2019acquirente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino all\u2019avvento del Rinascimento le lenti, per il fatto di fornire una visione distorta degli oggetti, furono per cos\u00ec dire \u201csnobbate\u201d dagli scienziati, che le consideravano \u201cingannevoli e fallaci\u201d, anche se alcuni di essi dovettero adattarsi all\u2019uso degli occhiali. Ecco cosa scrissero di esse due studiosi molto famosi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Girolamo Fracastoro (1478-1553) <em>&#8220;Le lenti per gli occhi sono fabbricate, alcune in modo da far apparire volti deformi, altri ironici, altri di aspetto pi\u00f9 turpe; ce ne sono alcune che fanno apparire ogni cosa colorata, altre di un anello posto nel mezzo di un banco mostrano una dozzina di cerchi, cos\u00ec uguali che, se uno vuole individuare quello vero, si inganna, con grande divertimento dei presenti.&#8221;<\/em><i><br \/>\n<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Girolamo Cardano<b> <\/b>(1501-1576) <em>&#8220;&#8230; gli specchi piani, concavi e convessi e le lenti rimandano immagini false.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma era tanto l\u2019entusiasmo dei \u201cnon scienziati\u201d per uno strumento che, nonostante i suoi difetti, attenuava i problemi di una vista difettosa, che spesso gli artisti lo inserirono in situazioni storicamente o fisicamente impossibili. In un quadro del 1472 di M. Schongauer rappresentante la morte della Madonna uno dei discepoli usa un paio di occhiali, in un ritratto, dipinto nel 1518 da L. van Leyden, S. Girolamo porta gli occhiali pur essendo morto otto secoli prima della loro invenzione e in un quadro rinascimentale raffigurante la pesca dei coralli i pescatori si immergono portando sul naso gli occhiali a stringinaso, che sarebbero stati di nessun giovamento sott\u2019acqua.<\/p>\n<p>Death of the Virgin, M. Schongauer<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci furono per\u00f2 anche studiosi che indagarono a fondo sul comportamento della luce attraverso le lenti, riconoscendone l\u2019utilit\u00e0 per la correzione dei difetti visivi, gettando le basi per lo studio scientifico del loro funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare importanza sono i contributi dati da <i>Leonardo da Vinci<\/i>, <i>Francesco Maurolico, Giovan Battista Della Porta<\/i>, <i>Giovanni Kepler. <\/i>Leonardo da Vinci (1452-1519) diede fondamentali contributi allo sviluppo dell\u2019ottica e pare abbia fabbricato personalmente delle lenti, con l\u2019intenzione di costruire degli occhiali \u201c<em>da vedere la luna grande<\/em>\u201d. Il benedettino Francesco Maurolico (1494-1575) si interess\u00f2 in maniera molto approfondita delle lenti, sottolineandone l\u2019importanza per correggere i difetti della vista. I suoi scritti sono forse i primi in cui vengano trattate le lenti divergenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;\u2026 i raggi visivi fatti passare attraverso un corpo trasparente convesso da ambedue le parti convergono presto in un piccolo spazio; cos\u00ec passando attraverso un corpo trasparente concavo da ambedue le parti divergono \u2026&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovan Battista Della Porta (1535-1615), dalla personalit\u00e0 fantasiosa e sempre preoccupato di mettersi in mostra, fu il primo a tentare di costruire una teoria organica sulle lenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;La trattazione delle lenti \u00e8 cosa difficile, meravigliosa, utile, piacevole, mai da alcuno finora tentata: \u00e8 immenso il beneficio di coloro che sono quasi privi della vista e che, per mezzo delle lenti, allungano la vista a distanza grandissima, di tutto ci\u00f2 non conoscendo la causa. Noi, essendoci procurata questa conoscenza, abbiamo raggiunto effetti cos\u00ec meravigliosi da poter distinguere anche cose minutissime portate a notevole distanza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Galileo rese pubblica la descrizione del suo cannocchiale, Della Porta, in una lettera al presidente dell\u2019Accademia dei Lincei Federico Cesi, lo accus\u00f2 immediatamente di avergli rubato l\u2019idea, prendendola da uno dei suoi libri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia del cannocchiale \u00e8 piuttosto tormentata, la sua invenzione non pu\u00f2 essere attribuita interamente a Galileo, dal momento che le idee di uno strumento per vedere gli oggetti lontani sono databili fin dal XIII secolo (Ruggero Bacone) e alcuni suggerimenti per realizzarlo si trovano gi\u00e0 a met\u00e0 del Cinquecento in scritti di studiosi italiani (Giovan Battista Della Porta, fra Paolo Sarpi, Ettore Ausonio) e inglesi (John Dee, Thomas Digges, William Bourne).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo cannocchiale presentato da Galileo al Senato Veneto nell\u2019estate del 1609, con un potere di ingrandimento di 9 volte, era il miglioramento di un \u201cocchiale\u201d olandese, con solo tre ingrandimenti, che era pervenuto a Galileo l\u2019anno precedente.<\/p>\n<div id=\"attachment_316\" style=\"width: 528px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-316\" class=\"wp-image-316\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/galileo-doget.jpg\" alt=\"Galileo presenta al Doge e al Senato Veneto il suo cannocchiale. Affresco di Luigi Sabatelli.\" width=\"518\" height=\"362\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/galileo-doget.jpg 518w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/galileo-doget-300x209.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/galileo-doget-429x300.jpg 429w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><p id=\"caption-attachment-316\" class=\"wp-caption-text\">Galileo presenta al Doge e al Senato Veneto il suo cannocchiale. Affresco di Luigi Sabatelli.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto pare che lo strumento olandese fosse in realt\u00e0 una copia di uno inventato in Italia nel 1590 e poi arrivato in Francia. Contemporaneamente in Inghilterra Thomas Harriott utilizzava un cannocchiale da sei ingrandimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qual \u00e8 allora l\u2019importanza del ruolo svolto in tutta la storia da Galileo, che oltretutto non era neanche, per fortuna, uno studioso di ottica? Il \u201cper fortuna\u201d si deve agli storici della Scienza (per es. Vasco Ronchi), per i quali Galileo pot\u00e9 costruire e utilizzare il suo cannocchiale senza essere impedito dai preconcetti e dalle prevenzioni che erano propri di tutti gli studiosi di ottica del tempo. Preconcetti e prevenzioni che non avrebbero mai portato alla realizzazione dello strumento e, soprattutto, non avrebbero mai consentito di dare valore scientifico alle osservazioni fatte con esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galileo affront\u00f2 quelli che erano i problemi centrali della costruzione dello strumento: la qualit\u00e0 del vetro e la fabbricazione di lenti con ridotte aberrazioni e sufficiente potere di ingrandimento. Galileo stimol\u00f2 le vetrerie di Venezia e di Firenze a realizzare vetri migliori e cur\u00f2 personalmente la fabbricazione delle lenti, con l\u2019aiuto anche del suo grande allievo Evangelista Torricelli. Alla fine del 1609 Galileo realizz\u00f2 un cannocchiale con un potere di ingrandimento di 20 volte, che gli consent\u00ec di \u201callungare lo sguardo\u201d ben al di l\u00e0 della Luna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era iniziata un\u2019era di spettacolari progressi non solo nell\u2019Astronomia ma in tutte le scienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo 1610 Galileo pubblic\u00f2 il <i>Sidereus nuncius<\/i>, che pu\u00f2 essere considerato lo scritto fondante dell\u2019Astronomia moderna. L\u2019opera si apre con la descrizione dell\u2019invenzione del cannocchiale, cui fanno seguito le prime scoperte meravigliose effettuate mediante il suo uso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-319\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/11.jpg\" alt=\"sidereus nuncius\" width=\"559\" height=\"640\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/11.jpg 559w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/11-262x300.jpg 262w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019osservazione della superficie lunare e a quelle della costellazione di Orione e delle Pleiadi, fanno seguito quelle della Via Lattea e delle nebulose. Ma la pi\u00f9 meravigliosa delle scoperte, fatta con l\u2019ausilio dell\u2019affascinante strumento, \u00e8 quella dei quattro satelliti di Giove, quattro punti luminosi che Galileo chiam\u00f2 \u201cPianeti Medicei\u201d, in onore della famiglia di Cosimo II.<\/p>\n<div id=\"attachment_323\" style=\"width: 406px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-323\" class=\"wp-image-323 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/M24_06_07_08a.jpg\" alt=\"M24, la grande nube stellare immersa nella Via Lattea col suo contorno di nebulose ed ammassi stellari\" width=\"396\" height=\"600\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/M24_06_07_08a.jpg 396w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/M24_06_07_08a-198x300.jpg 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><p id=\"caption-attachment-323\" class=\"wp-caption-text\">M24, la grande nube stellare immersa nella Via Lattea col suo contorno di nebulose ed ammassi stellari<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_324\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-324\" class=\"  wp-image-324\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Luna-2011_02_11.jpg\" alt=\"Luna-2011_02_11\" width=\"600\" height=\"576\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Luna-2011_02_11.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Luna-2011_02_11-300x288.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Luna-2011_02_11-312x300.jpg 312w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-324\" class=\"wp-caption-text\">La Luna attorno al primo quarto<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-320\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei.png\" alt=\"sulle orme di galilei\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei.png 720w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei-300x225.png 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei-400x300.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-321\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei2.png\" alt=\"sulle orme di galilei2\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei2.png 720w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei2-300x225.png 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sulle-orme-di-galilei2-400x300.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pubblicazione del <i>Sidereus nuncius<\/i> ebbe l\u2019effetto di un grosso sasso lanciato in uno stagno (quello dell\u2019Ottica) in quiete da 20 secoli. Nel giro di poche settimane circolarono tra le Corti, le Ambasciate e gli ambienti universitari di tutta Europa decine e decine di lettere, poche a favore di quanto scriveva Galileo e molte, anche con toni violenti e decisamente offensivi, contro le meraviglie che egli descriveva di aver visto attraverso il suo cannocchiale, qualificate come illusioni e inganni visivi causati da uno strumento che, molti dicevano, era stato da lui copiato da altri costruiti in precedenza. Un fatto sorprendente considerando il tempo che occorreva all\u2019epoca perch\u00e9 quelle lettere, spesso addirittura stampate in pi\u00f9 esemplari, viaggiassero non solo tra Venezia, Firenze, Roma, Padova, Perugia, Pisa e Napoli, ma anche tra Italia, Francia, Germania, Polonia, Paesi Bassi e Inghilterra.<\/p>\n<div id=\"attachment_328\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-328\" class=\"   wp-image-328\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450.jpg\" alt=\"Questo esemplare \u00e8 uno degli unici due cannocchiali esistenti certamente di Galileo.\" width=\"450\" height=\"291\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450.jpg 450w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/70081_450-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><p id=\"caption-attachment-328\" class=\"wp-caption-text\">Questo esemplare \u00e8 uno degli unici due cannocchiali esistenti certamente di Galileo. Rivestito in pelle con dorature impresse a caldo, lo strumento fu donato a Cosimo II subito dopo la pubblicazione del Sidereus Nuncius (19 marzo 1610). Vetro, legno, pelle; lunghezza 92 cm, diametro 6 cm<br \/> Firenze, Istituto e Museo di Storia della Scienza<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per conoscere in maniera avvincente e dettagliata il \u201cpolverone\u201d suscitato da Galileo negli ambienti scientifici e filosofici dell\u2019epoca si pu\u00f2 leggere il bel libro di Vasco Ronchi \u201cGalileo e il suo cannocchiale\u201d (Einaudi, 1964).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero contributo allo sviluppo dell\u2019ottica moderna dato da Galileo con il suo cannocchiale \u00e8 stato l\u2019aver affermato e provato che quanto si vedeva attraverso di esso era reale, spazzando cos\u00ec via tutti i preconcetti e le prevenzioni sull\u2019uso delle lenti, che costituivano la caratteristica saliente dell\u2019ottica che si era consolidata fino ad allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il cannocchiale di Galileo si apre l\u2019era dell\u2019uso delle tecnologie ottiche per la costruzione di strumenti per uso scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Astronomia compie un balzo in avanti, che verr\u00e0 potenziato ulteriormente dal telescopio di Newton, ma sono anche le Scienze Naturali e le Scienze Mediche ad imboccare, con la costruzione del microscopio, una strada che le porter\u00e0 nel giro di due secoli agli sviluppi che conosciamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Keplero (1571-1630), oltre che astronomo, fu uno studioso profondo di ottica, i cui contributi allo sviluppo di questa scienza sono ancora validi oggi. Partecip\u00f2 in modo determinante al dibattito sulle scoperte di Galileo e sull\u2019uso del suo cannocchiale, in modo critico all\u2019inizio ma sviluppando la teoria scientifica dello strumento decretando alla fine la piena vittoria del Fiorentino sulle idee del passato. A lui si deve la denominazione di \u201cfuoco\u201d, per il punto in cui converge un fascio di raggi paralleli che attraversi una sfera di vetro, e lo studio della combinazione di pi\u00f9 lenti, che lo port\u00f2 a ideare un cannocchiale che, a differenza di quello di Galileo, fornisce immagini rovesciate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cannocchiale di Keplero pare sia stato costruito da Christoph Scheiner nel 1630, ma la priorit\u00e0 della sua costruzione fu rivendicata dal napoletano Francesco Fontana (1580 ca.-1656), che afferm\u00f2 di esser giunto alla sua realizzazione nel 1608. Ma le sue considerazioni sono contenute in uno scritto apparso solo nel 1645, un po\u2019 tardi per avvalorare il diritto di priorit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cannocchiali costruiti da Galileo rimasero i migliori per i venti anni successivi alla pubblicazione del <i>Sidereus Nuncius. <\/i>La qualit\u00e0 venne rapidamente migliorando raggiungendo livelli molto elevati ad opera del gi\u00e0 citato Francesco Fontana, i cui cannocchiali pare suscitassero la gelosia di Torricelli, che aveva ricevuto direttamente dal suo maestro i consigli per la lavorazione delle lenti, che gli avevano consentito di costruire ottimi strumenti. Iniziarono rapidamente a migliorare le tecniche di fabbricazione delle lenti, utilizzando macchine sempre pi\u00f9 raffinate e vetro sempre pi\u00f9 omogeneo ed esente da bolle d\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli occhiali furono senz\u2019altro i primi strumenti a beneficiare di questa rivoluzione tecnologica, che gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del Settecento vedr\u00e0 l\u2019invenzione degli occhiali bifocali ad opera di Beniamino Franklin<b> <\/b>(1706 \u2013 1790), uomo politico e scienziato di grande fama. Si dovr\u00e0 aspettare, per\u00f2, fino alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento perch\u00e9 la medicina oculistica diventi pienamente l\u2019unico mezzo per determinarne l\u2019uso scientificamente corretto. L\u2019ultimo \u201cgrido\u201d in fatto di lenti saranno le lenti a contatto, realizzate nel Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai cannocchiali di Galileo e di Keplero, utilizzati in una grande variet\u00e0 di strumenti ottici, si aggiunse un secolo dopo il telescopio di Newton, spalancando all\u2019Uomo una finestra sull\u2019Universo che si sarebbe rapidamente ampliata, arrivando in 300 anni a portare il punto di osservazione fuori dalla Terra con i telescopi spaziali.<\/p>\n<div id=\"attachment_322\" style=\"width: 412px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-322\" class=\"wp-image-322 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ccd-session.jpg\" alt=\"Telescopio in configurazione Newton utilizzato principalmente per ricerche fotometriche\" width=\"402\" height=\"600\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ccd-session.jpg 402w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ccd-session-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><p id=\"caption-attachment-322\" class=\"wp-caption-text\">Telescopio in configurazione Newton utilizzato principalmente per ricerche fotometriche<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_337\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-337\" class=\"wp-image-337\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/hubble-space-telescope.jpg\" alt=\"hubble-space-telescope\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/hubble-space-telescope.jpg 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/hubble-space-telescope-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/hubble-space-telescope-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-337\" class=\"wp-caption-text\">Il telescopio spaziale Hubble<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme alla possibilit\u00e0 di lanciare lo sguardo molto lontano cominci\u00f2 a svilupparsi contemporaneamente anche quella di dirigerlo verso oggetti tanto piccoli da dover essere avvicinati a distanze \u201cimpossibili\u201d per l\u2019occhio. Si deve forse allo stesso Galileo la costruzione di un \u201cocchialino\u201d per vedere ingrandite le cose piccole, ma si ritiene che i primi efficaci \u201cmicroscopi semplici\u201d, costituiti cio\u00e8 da una sola lente, siano stati costruiti da Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di cannocchiali e telescopi, che ebbero un perfezionamento a partire dal Settecento, il microscopio dovette attendere fino all\u2019inizio dell\u2019Ottocento per veder migliorate le sue prestazioni, ma da quel momento il miglioramento fu vertiginoso, fino ad arrivare, nel secolo successivo all\u2019invenzione del microscopio elettronico, che invece della luce utilizza fasci di elettroni, e del microscopio a forza atomica che permette di localizzare le molecole e gli atomi.<\/p>\n<div id=\"attachment_325\" style=\"width: 477px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-325\" class=\"wp-image-325\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terminal-bud.jpg\" alt=\"terminal-bud\" width=\"467\" height=\"700\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terminal-bud.jpg 467w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terminal-bud-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><p id=\"caption-attachment-325\" class=\"wp-caption-text\">Sezione longitudinale di un apice vegetativo in falsi colori ripresa al microscopio ottico. L&#8217;apice appuntito mostra numerose cellule in attiva divisione. Le strutture a mezzaluna sono abbozzi fogliari. I due nuclei tondi ai lati al centro sono primordi di gemme ascellari.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 parlare di sviluppo tecnologico dell\u2019ottica senza considerare un altro strumento di fondamentale importanza anche dal punto di vista sociale: la macchina fotografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La si pu\u00f2 considerare la pronipote della <i>camera oscura<\/i>, una stanza buia con un piccolo foro in una parete attraverso il quale la luce va a formare, sulla parete opposta, un\u2019immagine capovolta del paesaggio esterno, che pu\u00f2 essere trasferita col disegno su un foglio di carta. Il fenomeno pare fosse noto fin dai tempi di Aristotele, che doveva aver capito che le macchie luminose che si vedono a terra sotto un albero sono le immagini del sole, formate dalla luce che filtra attraverso gli interstizi tra le foglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-327\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/14.jpg\" alt=\"14\" width=\"635\" height=\"458\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/14.jpg 635w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/14-300x216.jpg 300w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/14-415x300.jpg 415w\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio della camera oscura da parte di scienziati arabi ed europei condusse alla realizzazione anche di strumenti portatili, il cui funzionamento fu migliorato inserendo nel foro una lente convessa. Nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento l\u2019immagine fu fissata su un supporto mediante un processo chimico (dagherrotipia) e nella seconda met\u00e0 vennero costruiti i primi apparecchi con pellicola, che diventarono rapidamente le macchine fotografiche che conosciamo. La sostituzione della pellicola con supporti informatici per la registrazione dell\u2019immagine ha aperto la recentissima era della <i>fotografia digitale<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/interviste%20scienza\/Ruggiero.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Livio Ruggiero<\/a> &#8211; 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n<\/b><\/b><\/p>\n<ul>\n<li>G. Abetti, <i>Storia dell\u2019Astronomia<\/i>, Vallecchi 1949<\/li>\n<li>V. Ronchi, <i>Galileo e il suo cannocchiale<\/i>, Boringhieri 1964<\/li>\n<li>V. Ronchi, <i>Storia della Luce. <\/i><i>Da Euclide a Einstein<\/i>, Laterza 1983<\/li>\n<li>C. Abati, E. Borchi, A. de Cola, <i>Storia dell\u2019Ottica per immagini<\/i>, Fabiano Editore 1997<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve storia dell&#8217;ottica (astronomica) antica, ma non solo Giorgio Abetti nella sua Storia dell\u2019Astronomia del 1949 scrive: \u201cLa storia dell\u2019Astronomia si pu\u00f2 ordinare in grandi periodi legati alla storia e alla civilt\u00e0 dei diversi popoli della terra, essi possono prendere &hellip; <a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=303\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,18,19],"tags":[25,24,20,28],"class_list":["post-303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fisica","category-storia-della-scienza","category-tecnologia","tag-galileo-galilei","tag-livio-ruggiero","tag-ottica","tag-telescopio"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=303"}],"version-history":[{"count":21,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":793,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions\/793"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}