{"id":1009,"date":"2024-09-05T15:18:54","date_gmt":"2024-09-05T13:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=1009"},"modified":"2024-09-05T22:08:28","modified_gmt":"2024-09-05T20:08:28","slug":"t-corona-borealis-t-crb-un-diamante-in-arrivo-nella-corona-boreale-giulia-malacari-domenico-licchelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=1009","title":{"rendered":"T Coronae Borealis (T CrB): un diamante in arrivo nella Corona Boreale &#8211; Giulia Malacari &amp; Domenico Licchelli"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni notte serena negli ultimi due mesi, all\u2019Osservatorio Astrofisico R.P.Feynman cos\u00ec come in centinaia di altri Osservatori simili in giro per il mondo, si tiene d\u2019occhio una piccola porzione di cielo nella costellazione della Corona Boreale nella speranza di assistere ad uno degli eventi pi\u00f9 violenti e spettacolari dell&#8217;universo, l\u2019esplosione di una \u201c<em>nova<\/em>\u201d ossia l&#8217;apparizione inaspettata di una nuova stella fissa (per distinguerla da pianeti e comete) invisibile fino a quel momento senza strumenti adeguati, che pu\u00f2 raggiungere tutto ad un tratto un&#8217;eccezionale luminosit\u00e0, tanto da diventare visibile ad occhio nudo, per poi svanire nuovamente alla vista dopo un certo periodo di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>novae<\/em> sono un fenomeno poco frequente nel cielo, perch\u00e8 di solito non raggiungono luminosit\u00e0 tali da essere facilmente avvistabili ad occhio nudo. Solo negli ultimi anni grazie a specifici programmi osservativi \u00e8 stato possibile identificarne un numero consistente. Il catalogo compilato da Bill Gray ne annovera 556 a partire dal 76 a.c. fino ad oggi (Settembre 2024). Dal punto di vista osservativo, una <em>nova<\/em> classica \u00e8 un&#8217;esplosione stellare caratterizzata da un rapido aumento verso la massima luminosit\u00e0 in un lasso di tempo che va da poche ore a qualche giorno, un&#8217;ampiezza elevata nell&#8217;ottico (8 \u2264 \u0394mag \u2264 16), un&#8217;eiezione di massa espulsa ad alta velocit\u00e0 (valori tipici che vanno da alcune centinaia a diverse migliaia di km\/sec, come indicato dalle linee di emissione molto ampie e\/o dalle componenti di assorbimento largamente spostate verso il blu nei profili di tipo P Cyg ben visibili negli spettri, come vedremo meglio in seguito), spettri ottici post-massimo che evolvono verso un grado di eccitazione e di ionizzazione crescenti, e condizioni nebulari che prevalgono di solito durante le fasi pi\u00f9 avanzate del declino della luminosit\u00e0 come dimostrano le righe di emissione proibite che dominano gli spettri.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stella in questione, T Coronae Borealis, o <strong>T CrB<\/strong>, promette di dare spettacolo e di aggiungere un nuovo diamante in quella regione di cielo compresa tra Arturo e Vega. Al massimo della luminosit\u00e0 infatti, apparir\u00e0 circa luminosa quanto la Stella Polare anche se sar\u00e0 visibile solo per pochi giorni prima di svanire nuovamente nell&#8217;oscurit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"688\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/allsky_2022-07-30_L_2022-07-30_20-25-07_30s__33Ct.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1037\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/allsky_2022-07-30_L_2022-07-30_20-25-07_30s__33Ct.png 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/allsky_2022-07-30_L_2022-07-30_20-25-07_30s__33Ct-600x403.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/allsky_2022-07-30_L_2022-07-30_20-25-07_30s__33Ct-768x516.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/allsky_2022-07-30_L_2022-07-30_20-25-07_30s__33Ct-447x300.png 447w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le costellazioni estive sono ben visibili in questa ripresa all-sky. La Costellazione della Corona Boreale \u00e8 evidenziata dal cerchio rosso<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">T CrB \u00e8, infatti, una <em>nova<\/em> ricorrente con un ciclo di circa 80 anni. Le precedenti esplosioni documentate con dovizia sono avvenute il 12 maggio 1866 e il 9 febbraio 1946, ma la prima osservazione registrata della <em>nova<\/em> risale a pi\u00f9 di 800 anni fa, all&#8217;autunno del 1217, quando un uomo di nome Burchard, abate di Ursberg, in Germania, annot\u00f2 di aver osservato \u201c<em>una stella flebile che per un certo tempo brillava con grande luce<\/em>\u201d in quella stessa regione di cielo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1019\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg-1024x683.png 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg-600x400.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg-768x512.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg-450x300.png 450w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t-crb.jpg.png 1358w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La costellazione della Corona Boreale. La stella progenitrice della futura nova \u00e8 all&#8217;interno del cerchio rosso<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa ha spinto gli astrofisici ad allertare la comunit\u00e0 scientifica ed a sostenere che uno di questi giorni l\u2019evento si ripeter\u00e0? Come spesso avviene per questioni astrofisiche si \u00e8 studiato cosa \u00e8 avvenuto in passato. Il suo comportamento nell&#8217;ultimo decennio sembra sorprendentemente simile a quello osservato nel periodo che precedette l&#8217;eruzione del 1946. In particolare, si \u00e8 notato che prima di diventare una <em>nova<\/em> la stella si affievolisce per circa un anno. T CrB ha iniziato ad indebolirsi a marzo del 2023, per cui ci si aspetta che&nbsp; la prossima esplosione possa avvenire entro la fine di Settembre 2024 (stima pi\u00f9 ottimistica) o al pi\u00f9 entro qualche mese. A rigore, per il compimento degli 80 anni bisognerebbe aspettare il 2026 ma l\u2019incertezza in questo genere di eventi \u00e8 sempre grande per cui \u00e8 opportuno monitorarla gi\u00e0 da adesso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-1017 size-medium\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"371\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/TCrB_PreEruptionDip_BV_plot-600x371.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1017\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/TCrB_PreEruptionDip_BV_plot-600x371.jpg 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/TCrB_PreEruptionDip_BV_plot-768x474.jpg 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/TCrB_PreEruptionDip_BV_plot-486x300.jpg 486w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/TCrB_PreEruptionDip_BV_plot.jpg 905w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andamento della curva di luce di T CrB. E&#8217; evidente la diminuzione soprattutto in banda B da Marzo 2023<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">T Coronae Borealis, soprannominata <em>\u201cBlaze Star\u201d<\/em> \u00e8 in realt\u00e0 un sistema binario situato a circa 3.000 anni luce da noi, composto da una nana bianca, un relitto cosmico delle dimensioni della Terra di una stella morta che possedeva una massa comparabile a quella del nostro Sole, e da un\u2019antica gigante rossa che viene lentamente privata dell\u2019idrogeno degli strati pi\u00f9 esterni dall\u2019incessante attrazione gravitazionale della sua vicina affamata. Per centinaia e\/o migliaia di anni il materiale perso dalla compagna fluisce attraverso il lobo di Roche e forma un disco di accrescimento prima di terminare il suo viaggio accumulandosi sulla superficie della nana bianca (ad eccezione delle cosiddette <em>polar<\/em> in cui l\u2019intensit\u00e0 del campo magnetico presente \u00e8 tale che la formazione di un disco di accrescimento \u00e8 impedita e il materiale fluisce direttamente sulla nana bianca attraverso i poli magnetici). Il disco di accrescimento \u00e8 soggetto a instabilit\u00e0 che causano fasi brillanti regolari e a bassa ampiezza chiamate eruzioni di tipo cataclismico. L\u2019esplosione come <em>nova<\/em> avviene, invece, quando il materiale accumulato sulla superficie della nana bianca, genera un aumento di pressione e temperatura tale da innescare un\u2019esplosione termonucleare sufficientemente potente da farlo esplodere e disperderlo nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel video seguente una gigante rossa ed una nana bianca orbitano l\u2019una attorno all\u2019altra fino a generare una <em>nova<\/em> simile a T Coronae Borealis. La gigante rossa \u00e8 la grande sfera in tonalit\u00e0 di rosso, arancione e bianco, con il lato rivolto verso la nana bianca nelle tonalit\u00e0 pi\u00f9 chiare. La nana bianca \u00e8 nascosta in un brillante bagliore bianco e giallo che rappresenta un disco di accrescimento attorno alla stella. Un flusso di materiale, mostrato come una nube diffusa di rosso, scorre dalla gigante rossa alla nana bianca. Quando la gigante rossa si muove dietro la nana bianca, un\u2019esplosione sulla nana bianca si innesca, creando una bolla di materiale espulso dalla <em>nova<\/em> mostrata in un pallido arancione. Dopo che la nebbia si dirada, rimane un piccolo punto bianco, indicando che la nana bianca \u00e8 sopravvissuta all\u2019esplosione. (NASA\/Goddard Space Flight Center)<\/p>\n<figure class=\"wp-block-video\">\n<div style=\"width: 584px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-1009-1\" width=\"584\" height=\"329\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/novacygni.mp4?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/novacygni.mp4\">http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/novacygni.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<\/figure>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dell\u2019evento di <em>supernova<\/em>, un\u2019esplosione finale e titanica che distrugge le stelle morenti di grande massa, nel caso della <em>nova<\/em>, la nana bianca rimane intatta e pu\u00f2 nuovamente ricominciare ad accumulare materiale sulla superficie. Il ciclo si ripete periodicamente nel tempo, un processo che pu\u00f2 durare da decine fino a centinaia di migliaia di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono altre <em>novae<\/em> ricorrenti con cicli molto brevi come <strong>RS Ophiuchi<\/strong> e <strong>U Scorpii<\/strong> , ma ci\u00f2 che rende speciale T CrB \u00e8 il fatto di essere relativamente vicina al nostro Sistema Solare. Anche se ci vogliono 3.000 anni perch\u00e9 la sua luce raggiunga la Terra, il che significa che l\u2019esplosione a cui assisteremo \u00e8 avvenuta in realt\u00e0 prima che venisse costruita l\u2019ultima delle piramidi egizie, si tratta di una distanza modesta su scala cosmica, il che permetter\u00e0 di studiare l\u2019evento con tutta la schiera possibile di strumenti astronomici, dalle migliaia di telescopi di non professionisti, che gi\u00e0 conducono ricerche scientifiche a vario titolo, al Telescopio Spaziale Fermi per i raggi gamma, al Telescopio Spaziale James Webb della NASA, l\u2019Osservatorio Neil Gehrels Swift, IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), il NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array), il NICER (Neutron star Interior Composition Explorer) e l\u2019INTEGRAL dell\u2019Agenzia Spaziale Europea (Extreme Universe Surveyor), \u00a0e numerosi telescopi radio e ottici a terra, incluso il Very Large Array dell\u2019Osservatorio Nazionale di Radioastronomia nel New Mexico. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di acquisire quanti pi\u00f9 dati possibile attraverso tutto lo spettro elettromagnetico. I professionisti osserveranno l\u2019evento principalmente al suo picco e durante il suo declino, mentre l\u2019energia visibile dell\u2019esplosione svanisce, ma \u00e8 altrettanto critico ottenere dati durante la fase iniziale di crescita fino all\u2019eruzione, dati che con buona probabilit\u00e0 saranno acquisiti proprio dai non professionisti che nei loro Osservatori possono permettersi il lusso di osservare la stella <em>ad libitum<\/em>, anche per mesi se necessario, cosa del tutto impossibile per qualunque Osservatorio professionale. Questo consente loro di raccogliere molti dati. E con centinaia di Osservatori disseminati in tutto il mondo, si pu\u00f2 ottenere una copertura quasi continua della <em>Blaze Star.<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1032\" src=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/curva-di-luce-novae.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/curva-di-luce-novae.png 1024w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/curva-di-luce-novae-600x403.png 600w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/curva-di-luce-novae-768x515.png 768w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/curva-di-luce-novae-447x300.png 447w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"687\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista fotometrico, dopo la rapida ascesa iniziale che pu\u00f2 durare solo poche ore in <em>novae<\/em> molto veloci come U Sco, ed un breve stop, la nova raggiunge la fase di massima luminosit\u00e0 ottica che \u00e8 seguita da un immediato declino verso la quiescenza, caratterizzato di solito da due fasi, una pi\u00f9 rapida, quando i materiali espulsi sono ancora otticamente spessi e quindi la sorgente centrale non pu\u00f2 essere vista dall\u2019esterno, fase che dura fino a quando la nova \u00e8 scesa di 3-4 magnitudini rispetto al massimo, e poi una pi\u00f9 lenta, quando i materiali espulsi sono esposti direttamente alla potente radiazione ionizzante emanata dalla stella centrale e diventano otticamente sottili finch\u00e8 quest\u2019ultima \u00e8 visibile dall\u2019esterno. Il momento in cui avviene la transizione da condizioni otticamente spesse a condizioni otticamente sottili nei materiali espulsi segna anche, in alcune <em>novae,<\/em> l\u2019inizio di eventi transitori che perturbano un declino altrimenti regolare, sia per la formazione di polvere che per oscillazioni semi-periodiche. I granuli di polvere possono formarsi nei materiali espulsi, e l\u2019oscuramento risultante generato dalla polvere pu\u00f2 ridurre di diverse magnitudini la luminosit\u00e0 della <em>nova.<\/em> Dopo che \u00e8 stato raggiunto un massimo di assorbimento, l\u2019oscuramento da polvere si riduce progressivamente e, dopo un po\u2019, la <em>nova<\/em> riprende l\u2019andamento declinante che avrebbe seguito in assenza di formazione di polvere. La diluizione dei granuli di polvere causata dall\u2019espansione continua dei materiali espulsi \u00e8 la principale ragione della fine della fase di oscuramento. La radiazione assorbita nell\u2019ottico riscalda i granuli di polvere che la riemettono a lunghezze d\u2019onda pi\u00f9 lunghe, e la <em>nova<\/em> appare diverse magnitudini pi\u00f9 luminosa a lunghezze d\u2019onda infrarosse. Da qui l&#8217;importanza di monitorare l&#8217;andamento ove possibile nelle bande B, V, R, I e similari, in particolare con i filtri SLOAN e Stromgren. A questo proposito, infatti, \u00e8 opportuno ricordare che se un osservatore fornisce solo pochi punti fotometrici, \u00e8 necessario combinare i dati di diversi osservatori per ricostruire l&#8217;intera curva di luce di una <em>nova.<\/em> Tuttavia, la dispersione dei punti in una curva di luce combinata pu\u00f2 essere cos\u00ec ampia (fino ad 1 magnitudine nei casi peggiori) che i dettagli vengono sfuocati e diventano pressoch\u00e8 irrecuperabili. Questo accade perch\u00e9, durante il declino, il flusso di una <em>nova<\/em> \u00e8 principalmente concentrato in poche righe di emissione. Due filtri fotometrici in teoria quasi identici, possono produrre dati molto diversi se uno include una forte riga di emissione e l&#8217;altro no nella sua banda passante. Questo comportamento avviene frequentemente con il filtro V, il cui ripido bordo di trasmissione sul lato blu coincide con il doppietto [OIII] 4959, 5007, che \u00e8 di solito la riga di emissione pi\u00f9 intensa durante la fase nebulare. Per evitare le righe di emissione pi\u00f9 forti ed ottenere una misura significativa del vero continuo sottostante, si potrebbero utilizzare, in aggiunta ai filtri standard Johnson B e V, i filtri Stromgren b e y, la cui banda passante \u00e8 pi\u00f9 stretta ed esclude le principali righe di emissione. Se si dispone di un solo filtro, \u00e8 opportuno che l&#8217;osservatore resti concentrato sulla <em>nova<\/em> il pi\u00f9 a lungo possibile e con lo stesso <em>setup<\/em> fotometrico durante tutta la campagna osservativa. Cos\u00ec facendo i dati raccolti saranno autoconsistenti, permettendo di evidenziare tutti i dettagli pi\u00f9 fini della curva di luce senza doverli combinare con dati esterni.<\/p>\n<div id=\"attachment_1052\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1052\" class=\"wp-image-1052 size-full\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/PNV-Del-animation.gif\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-1052\" class=\"wp-caption-text\">Animazione della regione di cielo centrata sulla Nova V339 Del, prima e dopo la sua comparsa<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1058\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1058\" class=\"size-medium wp-image-1058\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-600x390.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"390\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-600x390.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-1024x666.png 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-768x499.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-1536x999.png 1536w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-2048x1332.png 2048w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/V339DelLightCurve-461x300.png 461w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-1058\" class=\"wp-caption-text\">Curva di luce della Nova Delphini 2013, dati AAVSO<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista spettroscopico l&#8217;evoluzione spettrale delle <em>novae<\/em> \u00e8 fondamentalmente guidata da due parametri fisici: la densit\u00e0 di massa dei materiali espulsi e la loro velocit\u00e0 di espansione. Lo spettro di una <em>nova<\/em> attorno al massimo e all&#8217;inizio del declino pu\u00f2 essere di tipo FeII o He\/N. Una <em>nova<\/em> di tipo FeII mostra, oltre alle righe di emissione di Balmer dell&#8217;idrogeno, molte righe di emissione permesse del FeII, mentre una <em>nova<\/em> di tipo He\/N, oltre alle linee di Balmer, presenta righe di emissione di Elio e Azoto, ma non di FeII. La classificazione iniziale dello spettro di una <em>nova,<\/em> che pu\u00f2 essere acquisito anche con strumentazione amatoriale se raggiunge magnitudini sufficientemente elevate, \u00e8 cruciale poich\u00e9 determina il comportamento che ci si pu\u00f2 aspettare per la sua evoluzione futura. Rispetto alle <em>novae<\/em> di tipo FeII, quelle di tipo He\/N tendono a declinare pi\u00f9 rapidamente, presentano velocit\u00e0 di espansione maggiori, quindi righe di emissione pi\u00f9 ampie e rilasciano una quantit\u00e0 di massa inferiore. Le <em>novae<\/em> di tipo FeII sembrano appartenere a una popolazione stellare pi\u00f9 antica, concentrata principalmente verso il <em>bulge<\/em> della Galassia, mentre le <em>novae<\/em> di tipo He\/N mostrano una distribuzione meno concentrata verso il centro galattico, risultando pi\u00f9 diffuse lungo il disco, il che suggerisce una popolazione stellare parentale pi\u00f9 giovane e nane bianche di massa maggiore.<\/p>\n<p>Nello spettro si distinguono le seguenti fasi principali:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Initial rise &#8211; Pre-maximum spectrum<\/em>:<\/strong> si riferisce all&#8217;espansione libera adiabatica degli <em>ejecta<\/em> che si stanno raffreddando rapidamente. Questa fase \u00e8 anche chiamata &#8220;<em>hot fireball spectrum<\/em>&#8221; ed \u00e8 osservata molto raramente perch\u00e9 implica che si riesca a scoprire la <em>nova<\/em> durante la sua ascesa al massimo, che normalmente \u00e8 un processo rapido che dura da poche ore a pochi giorni e che ci sia la disponibilit\u00e0 immediata di tempo telescopico presso un Osservatorio, due condizioni che non si verificano frequentemente. Alcune <em>novae<\/em> mostrano un cosiddetto <em>pre-halt maximum<\/em> nella curva di luce, caratterizzato da colori pi\u00f9 blu, che anticipa l&#8217;ascesa finale alla massima luminosit\u00e0. Questa caratteristica nella curva di luce \u00e8 stata catturata in pochissime <em>novae,<\/em> come T Pyx e V1974 Cyg. Le linee di Balmer e non-Balmer sono caratterizzate da alte velocit\u00e0 di espansione\u00a0 dell&#8217;ordine dei 2000-3000 km\/s se misurate dal minimo dei rispettivi profili P Cygni. Queste caratteristiche sono prodotte durante l&#8217;espansione iniziale dell&#8217;involucro otticamente spesso espulso dalla <em>nova.<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Maximum light &#8211; Principal spectrum<\/em>: <\/strong>questa fase corrisponde all&#8217;ascesa alla massima luminosit\u00e0 nelle magnitudini V ed R e ad una contemporanea diminuzione della luminosit\u00e0 a lunghezze d&#8217;onda blu e UV. Questo \u00e8 il momento in cui il <em>fireball<\/em> raggiunge la temperatura critica di raffreddamento, la pseudo-fotosfera inizia a ritirarsi e lo spettro \u00e8 dominato dall&#8217;emissione <em>free-free<\/em> da plasma pi\u00f9 rarefatto al di fuori della fotosfera. Di conseguenza, gli <em>ejecta<\/em> della <em>nova<\/em> agiscono ora come un mezzo passivo, convertendo il flusso UV in emissione a lunghezze d&#8217;onda pi\u00f9 lunghe e mostrando quindi transizioni a bassa ionizzazione negli spettri, come quelle del gruppo FeII (da cui il nome <em>&#8220;iron curtain&#8221;<\/em>), del doppietto della linea D del Sodio e del CaII. Queste linee sono affiancate da ampi profili P Cygni con velocit\u00e0 spostate verso il blu generalmente inferiori a quelle osservate durante la fase del <em>fireball.<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Orion Spectrum<\/em>: <\/strong>Verso la fine della prima fase del declino e all&#8217;inizio della fase di transizione da condizioni otticamente spesse a condizioni otticamente sottili, appare un altro sistema spettrale, il cosiddetto <em>Orion Spectrum<\/em>. Gli spettri ottici mostrano ora caratteristiche dovute a righe ad alta ionizzazione (HeI, OII, NII) e le righe CIII\/NIII della\u00a0 banda a 4640 di Bowen. La loro apparizione nello spettro \u00e8 dovuta alla bassa densit\u00e0 degli <em>ejecta<\/em> combinata con l&#8217;intenso flusso UV. Man mano che la densit\u00e0 diminuisce ulteriormente, lo spettro sviluppa righe nebulari che aumentano la loro luminosit\u00e0 nel tempo. Durante questa fase, i sistemi di assorbimento scompaiono.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Nebular Phase<\/strong><\/em>: L&#8217;aumento del flusso di HeII segna la fine della fase otticamente spessa e l&#8217;inizio della fase nebulare, seguita dall&#8217;aumento della luminosit\u00e0 delle transizioni proibite a lunghezze d&#8217;onda ottiche dell&#8217;Ossigeno [OIII] a 4363 e 4959, 5007, rispettivamente, e dell&#8217;Azoto [NII] 5755, 6548, 6584. Le osservazioni spettroscopiche ottenute durante la fase nebulare, quando gli <em>ejecta<\/em> sono otticamente sottili, sono utili per studiare la struttura geometrica e di ionizzazione degli <em>ejecta.<\/em> In questa fase il picco dell&#8217;emissione si sposta verso lunghezze d&#8217;onda UV e infine verso i raggi X.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Post-Nova Spectrum<\/strong><\/em>: Infine, pochi anni dopo l&#8217;esplosione, l&#8217;oggetto sviluppa lo spettro <em>post-nova<\/em>, caratterizzato dalla graduale scomparsa delle righe coronali e proibite a causa della diminuzione del livello di ionizzazione. Le righe di emissione residue rimangono forti o almeno ancora rilevabili, ad esempio NIII a 4640 A e la riga di emissione HeII 4686 originata dal disco di accrescimento attorno alla nana bianca.<\/li>\n<\/ol>\n<div id=\"attachment_1057\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1057\" class=\"wp-image-1057 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN-600x344.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"344\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN-600x344.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN-1024x587.png 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN-768x440.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN-500x287.png 500w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/nova-heN.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-1057\" class=\"wp-caption-text\">Spettro della Nova Monocerotis 2012 di tipo He\/N<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1036\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1036\" class=\"wp-image-1036 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_08_18_Domenico-Licchelli-600x450.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_08_18_Domenico-Licchelli-600x450.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_08_18_Domenico-Licchelli-768x576.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_08_18_Domenico-Licchelli-400x300.png 400w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_08_18_Domenico-Licchelli.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-1036\" class=\"wp-caption-text\">Spettro della Nova Del 2013 (V339 Delphini) di tipo FeII, pochi giorni dopo la sua comparsa in cielo. Da notare per esempio l&#8217;evidente profilo P Cygni della riga Halpha a 6563 A dell&#8217;Idrogeno<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1035\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1035\" class=\"wp-image-1035 size-medium\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_09_03_Domenico-Licchelli-600x450.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_09_03_Domenico-Licchelli-600x450.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_09_03_Domenico-Licchelli-768x576.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Nova-Del-2013_2013_09_03_Domenico-Licchelli-400x300.png 400w, 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<em>nova<\/em> ricorrente RS Ophiuchi.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1013\" src=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t_crb_20140810_824_D.Licchelli.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t_crb_20140810_824_D.Licchelli.jpg 1024w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t_crb_20140810_824_D.Licchelli-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t_crb_20140810_824_D.Licchelli-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/t_crb_20140810_824_D.Licchelli-400x300.jpg 400w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/>\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo spettro di T CrB in una fase di quiescenza acquisito poco pi\u00f9 di 10 anni fa<\/figcaption>\n<\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1038\" src=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rs_oph_20140812_827_D.Licchelli-1.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rs_oph_20140812_827_D.Licchelli-1.jpg 1024w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rs_oph_20140812_827_D.Licchelli-1-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rs_oph_20140812_827_D.Licchelli-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/rs_oph_20140812_827_D.Licchelli-1-400x300.jpg 400w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/>\n<figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo spettro dell\u2019altra nova ricorrente Rs Oph nel 2014 \u00e8 molto diverso<\/figcaption>\n<\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2015 lo spettro era per\u00f2 molto cambiato. Le modifiche pi\u00f9 evidenti sono l&#8217;intensit\u00e0 senza precedenti raggiunta da HeII 4686 (superiore a H<em>\u03b3<\/em>), l&#8217;alta intensit\u00e0 delle righe di OIII e NIII coinvolte nel meccanismo di fluorescenza di Bowen, e l&#8217;apparizione di righe ad alta ionizzazione come [NeV] 3427, il tutto sopra un marcato continuo nebulare e di Balmer. (si veda: The 2015 super-active state of recurrent nova T CrB and the long term evolution after the 1946 outburst di Munari et al.).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1071\" src=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari-600x590.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"590\" srcset=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari-600x590.png 600w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari-1024x1007.png 1024w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari-768x756.png 768w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari-305x300.png 305w, http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/trcb-munari.png 1420w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe quindi che il palcoscenico sia pronto per una nuova spettacolare entrata in scena di T CrB e non \u00e8 detto che non siate proprio voi a coglierla nel momento in cui decider\u00e0 di impreziosire con una nuova gemma il nostro cielo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni notte serena negli ultimi due mesi, all\u2019Osservatorio Astrofisico R.P.Feynman cos\u00ec come in centinaia di altri Osservatori simili in giro per il mondo, si tiene d\u2019occhio una piccola porzione di cielo nella costellazione della Corona Boreale nella speranza di assistere &hellip; <a href=\"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/?p=1009\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91,73],"tags":[5,26,95,94,75,97,96],"class_list":["post-1009","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-astrofisica","category-progetto-polaris","tag-astrofisica","tag-domenico-licchelli","tag-giulia-malacari","tag-novae","tag-progetto-polaris","tag-t-coronae-borealis","tag-t-crb"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1009","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1009"}],"version-history":[{"count":43,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1086,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1009\/revisions\/1086"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.osservatoriofeynman.eu\/kalos\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}